Se la soluzione che adotterà il consiglio federale di domani sarà quella dello stop al campionato, la Roma si atterrà. Punto. Senza avversative o condizionali. Ci sono momenti nei quali gli interessi di parte devono cedere il passo a quelli generali. Specialmente quando si tratta di questioni di salute, come in questo caso. Degli atleti e più in generale di tutti i cittadini. La società giallorossa ha già dimostrato in più occasioni la propria sensibilità, anche durante quest'ultima delicatissima fase che sta attraversando tutto il Paese. Non soltanto il mondo del calcio.

L'ultimo esempio risale a tre giorni fa, quando attraverso la fondazione del club "Roma Cares", ha annunciato la donazione di mascherine protettive e a norma all'Ospedale Spallanzani e allo stesso tempo la distribuzione gratuita nello store ufficiale di gel igienizzanti. Al di là delle iniziative benefiche, nell'ultimo periodo la Roma si è contraddistinta anche per senso di responsabilità, mentre infiammava la polemica fra il patron dell'Inter Zhang e la Lega. «Sicurezza e salute non sono care solo al presidente dell'Inter ma a tutti noi - aveva chiarito il Ceo giallorosso Fienga - Siamo stupiti dalle parole di Zhang in un momento in cui si chiede compattezza e assenza di polemiche».

Anche se la giornata di ieri è sembrata andare nel verso opposto rispetto a quello auspicato. Ma da viale Tolstoj ci si augura ancora che le decisioni prese domani siano condivise da tutti: Figc, Lega e anche Uefa. Se sospendono il campionato come sembra, è possibile che si vada nella stessa direzione anche nei tornei europei, quantomeno per ragioni di uniformità.

Ma prima delle coppe, toccherà alle disposizioni sul campionato. E anche le dichiarazioni arrivate in serata dal presidente del Coni Malagò indicano lo stop della Serie A come la soluzione più probabile: «Il consiglio di Lega ha preso una decisione non recependo l'invito di Spadafora, una decisione permessa dal Decreto - ha detto il numero uno dello sport alla Rai - Martedì o la Figc conferma la decisione della Lega assumendosi la responsabilità, o deve esprimere la contrarietà, commissariando di fatto la Lega di A. Io posso dargli una mano: dico solo che tutti quanti devono andare verso la stessa direzione. Non è che il calcio può avere regole diverse dagli altri sport di squadra. Se è giusto fermare la Serie A? Credo che tutti gli sport di squadra, dal calcio alla pallacanestro, dalla pallavolo all'hockey e a tutti gli altri, debbano andare nella stessa direzione: domani lavorerò a questo scopo. Chiamerò i presidenti delle federazioni degli sport di squadra per questo. La Serie A è organizzata dalla Lega, ma la Lega opera su delega della federazione».