Per la Roma, e per le altre squadre che giocheranno gli anticipi domani, il termine è stato persino prorogato di un'ora, così il mercato stasera per Fienga e Petrachi non terminerà ufficialmente alle 20 ma alle 21 (in realtà è solo il termine di consegna delle liste alla Lega, che le altre squadre possono fornire fino alle 12 di domani: ma le trattative devono chiudersi per tutti alle 20). Ma servirà a poco: quel che doveva fare in entrata la Roma lo ha già fatto, qualcosa può essere ancora sistemato in uscita, ma non cambierà sostanzialmente la struttura della rosa che affronterà questi mesi decisivi da vivere quasi col fiato sospeso.

Una rosa ricchissima

Al momento i giocatori sono tanti, addirittura 28. Tre portieri: Pau Lopez, Mirante e Fuzato. Sei difensori centrali: Smalling, Mancini, Cetin, Fazio, Jesus e Ibanez. Cinque difensori di fascia: Santon, Spinazzola, Bruno Peres, Zappacosta e Kolarov. Quattro centrocampisti centrali: Diawara, Cristante, Veretout e Villar. Due trequartisti centrali: Pellegrini e Pastore. Sei attaccanti esterni: Ünder, Perez, Perotti, Kluivert, Mkhitaryan e Zaniolo. Due attaccanti centrali: Dzeko e Kalinic. Di questi però uno, Zaniolo, non sarà sicuramente utilizzabile fino a fine stagione, mentre altri tre, Diawara, Mkhitaryan e Zappacosta, sono alle prese con infortuni traumatici che nelle diverse modalità e con le diverse metodologie di recupero li terranno lontani dal campo ancora per qualche settimana, anche se con fondate speranze per ognuno di tornare in gruppo sin da febbraio. A oggi, dunque, Fonseca può contare su 24 giocatori, meno se verranno ufficializzate entro stasera altre cessioni (soprattutto in difesa).

Roma più forte?

La grande domanda ora è: si può dire che la Roma si sia rinforzata? Il fatto è che chi oggi si sente di dare una risposta sicura può solo esercitare professione di fede (magari nella competenza e nelle capacità di intuizione di Petrachi) o appellarsi ad una sensazione opposta (ritenendo dunque i tre nuovi acquisti della Roma inadeguati per gli obiettivi tecnici da perseguire). Ma solo con il tempo si potranno realmente valutare queste operazioni, come sempre accade quando si investe su giovani di talento. E la Roma ha scelto di pensare al futuro. L'unica certezza è infatti che si tratta di tre ragazzi, tutti classe 1998, di grandi prospettive, come testimoniano le chiamate nelle rispettive nazionali giovanili che li hanno inevitabilmente esposti all'occhio dei talent scout dei più grandi club d'Europa.

L'antiÜnder

Carles Perez, forse il talento più in vista se non altro per l'esordio con gol in Champions League proprio a San Siro con la pesante maglia del Barcellona contro l'Inter, ha giocato sette partite con la maglia di una nazionale giovanile spagnola (tre con l'under 16, due con la 17 e due con la 21, nello specifico 45 minuti contro il Kazakistan e 25 contro la Germania) segnando peraltro cinque gol (quattro con la 17, uno con la 16). Il Barcellona sembrava puntare su di lui e con Valverde aveva cominciato la stagione giocando spesso, poi però non ha più visto il campo e con l'arrivo di Quique Setién sulla panchina catalana le cose erano addirittura peggiorate: da qui la decisione di cambiare aria per accettare l'offerta convinta della Roma, a titolo definitivo. Perez diventerà presto l'alternativa a Ünder e, in prospettiva, l'alternativa a Zaniolo: il turco potrebbe infatti essere uno dei giocatori che la Roma potrebbe cedere a giugno sull'altare delle plusvalenze da realizzare.

Il tiki-taka nel motore

Gonzalo Villar ha la faccetta del bravo ragazzo e il passo del classico centrocampista spagnolo di ultima generazione, di quelli abituati a far passare attraverso i propri piedi ogni singola azione della propria squadra (lo ha fatto all'Elche, nella seconda divisione spagnola, ma sempre sotto lo stretto controllo del Valencia che fino alla settimana scorsa ne deteneva il diritto di riacquisto) ma anche a riconquistare il pallone nella maniera più immediata possibile, anche a costo di eccedere nell'aggressività. Sono i figli del pressing e del tiki-taka, oro per Fonseca e la sua idea di calcio (sì, anche lui ne ha una ed è molto diversa rispetto a quella fino a poco tempo fa imperante nel calcio italiano). Gonzalo di partite in under 21 ne ha giocate finora 4, una da titolare e tre da subentrato. Ed è un caso che giocasse in serie B, un po' come Tonali lo scorso anno in Italia. Nella Roma potrebbe essere l'alternativa a Diawara, ma sembra ancora un po' acerbo per poter essere subito un titolare.

Il carattere di Ibanez

Roger Ibanez è invece uno strano miscuglio di talento brasiliano e garra uruguagia, per via dei differenti paesi di origine dei suoi genitori, si è messo in luce alla Fluminense per le capacità di recupero e la disinvoltura del suo lancio a lunga gittata (skill che manca un po' ai centrali romanisti) e si è meritato anche la chiamata nell'under 23 (due presenze da titolare) e quella del calcio europeo, con l'approdo all'Atalanta. Abituati a vederlo giocare con i capelli tagliati corti da marines alla Gianluca Mancini, in pochi lo hanno riconosciuto quando è entrato a Kharkiv nella decisiva sfida di Champions che è valsa alla squadra di Gasperini la qualificazione proprio ai danni dello Shakhtar di Donetsk: nella prima palla giocata si è calciato il pallone con un piede cercando di rinviare con l'altro, un disastro tecnico che avrebbe potuto costar caro. L'emozione, probabilmente. Ma nell'intervento successivo è andato via a due attaccanti librandosi come una ballerina di danza, con una veronica, mostrando a tutti che il carattere proprio non gli manca. Ma Gasperini evidentemente non lo vedeva, Sabatini lo voleva a tutti i costi e a Petrachi questo è bastato per fargli alzare il tiro, sopravanzando l'offerta del Bologna e portandolo a Trigoria. Si giocherà il posto con Cetin, mentre Jesus e Fazio lasceranno probabilmente la Roma, tra stasera e il 30 giugno.

Trenta milioni

Certo, la Roma ha perso Florenzi, ma a giugno sarà libera di riprenderselo se ce ne sarà necessità, è partito Antonucci e uscirà un difensore. Ma i tre ragazzi arrivati hanno le caratteristiche dei giocatori da Roma: talenti potenzialmente in grado di arricchire la squadra dal punto di vista tecnico o la società dal punto di vista finanziario. I loro costi non sono neanche irrisori: 12 + bonus fino a un massimo di 4,5 per Perez, 8+2 di bonus per Ibanez, 4 + 1 di bonus per Villar, poco più di 30 milioni di investimento, non bruscolini. Ieri molti tifosi si chiedevano se non sarebbe stato meglio investire la cifra su un solo giocatore magari già pronto, in grado di fare la differenza. Ma sono valutazioni senza senso, tanto nessuno al momento può davvero avere una risposta. Ma se i giocatori acquistati si mostreranno all'altezza delle aspettative, allora questo mercato andrà sicuramente rivalutato nel tempo. Va poi valutato il fatto che la Roma è stata in qualche modo "costretta" ad anticipare acquisti che erano stati programmati magari nel tempo solo per far fronte agli infortuni capitati a Zaniolo e Diawara.

Il mercato in uscita

Alla Roma sostengono di non aver mai messo alla porta Florenzi, ma è stato il ragazzo a decidere di andar via per giocare con maggior continuità. Semmai con la rosa ormai così ricca si potevano accettare offerte per Kalinic (e trovare eventualmente un altro vice Dzeko), per Perotti e di sicuro per un difensore. Ma i due attaccanti non hanno accettato alcuna proposta (il croato poteva andare al Monaco: la Roma si era informata su Favilli, del Genoa) mentre per il difensore c'è tempo fino a stasera. Jesus e Fazio attualmente sono considerati esuberi, si tratterà fino alla fine. Se non partiranno loro, Cetin può andare al Verona, ma solo in prestito.