Di spalle ai cronisti presenti, per nascondere il volto tirato ed emozionato di chi, per la prima volta nella vita, lascia Roma e la Roma per andare all'estero. Alessandro Florenzi è arrivato a Fiumicino intorno alle 6.40 di mattina, un'ora abbondante prima del volo che lo ha portato a Valencia. Maglione dolcevita e cappotto grigi, pantaloni neri, sulle spalle uno zainetto e un trolley per mano, Ale ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Con lui l'agente, Alessandro Lucci.

A Fiumicino ha atteso quasi sulle spine il via per imbarcarsi e, una volta ricevuto, è partito a passo svelto senza mai voltarsi indietro né fermarsi. E quando qualcuno lo ha salutato («Ciao Ale!»), ha alzato la mano destra, rimanendo però a testa bassa. Alle 7.55, l'aereo è decollato da Roma in direzione Valencia, alle 10 l'atterraggio. Sempre scuro in volto, Florenzi si è ritrovato però a tu per tu con qualche tifoso giallorosso. Qualcuno gli ha rivolto frasi di incoraggiamento, alle quali il ventottenne di Vitinia lui ha risposto con un timido sorriso.

«Dai Ale, sei sempre il nostro Capitano!», gli ha gridato una ragazza italiana. Ad accoglierlo, oltre a un dirigente del Valencia, numerosi giornalisti spagnoli. Ai quali Florenzi ha detto: «Sono molto felice», nonostante il suo viso suggerisse l'opposto. Tra i romanisti in terra iberica, anche un bambino con un cappello con lo stemma e una sciarpa, che ha salutato Alessandro e gli ha chiesto un autografo: lui, ovviamente, non si è sottratto.

Nel pomeriggio il primo allenamento con il Valencia, che ha ufficializzato l'ingaggio alle 17.59: il video, pubblicato sullo stesso social network, si apre sulle note della Quinta di Beethoven e rimanda alla celebre serie televisiva spagnola La casa di carta (di cui peraltro Florenzi era stato testimonial in uno spot per Netflix Italia). A coprire il volto la maschera di Salvador Dalì, che il romano toglie per svelare la sua identità: «Sono arrivato», dice un sorridente Alessandro prima di mostrare i pollici.

Pochi minuti dopo, è la Roma a salutarlo con una nota sul sito e un bel video che ripercorre tutta la carriera di Florenzi in giallorosso, fin dalle giovanili. La vittoria del campionato Primavera, l'esordio, il primo gol a San Siro contro l'Inter, quello in rovesciata al Genoa e la botta al volo nel derby vinto 4-1. L'arcobaleno da cinquanta metri disegnato con il Barcellona nel 2015 e la corsa sotto la Curva Sud per l'ultima rete, realizzata contro la Juve lo scorso maggio.

«Ciao Ale - il messaggio, corredato da due cuori gialli e rossi - In bocca al lupo per questo nuovo capitolo della tua carriera». Video prontamente condiviso sui suoi profili social da Alessandro, che ha scritto: «Questo sono stato io. Questi siamo stati noi. Grazie Roma». Poi ha pubblicato una foto che lo ritrae, bambino riccioluto, con una maglia della Roma: «Quel bambino sarà sempre lì a rincorrere i suoi sogni - ha scritto - Qualsiasi cosa accada. Grazie Roma».

Tanti i messaggi di amici, ex compagni e colleghi: da Pellegrini a Zappacosta, passando per Kluivert, Dodò, Riccardi, Antonucci e Sorrentino. Il più sentito è stato però il post di Nicolò Zaniolo che, a corredo di una foto che li ritrae abbracciati, ha scritto: «Sin dal primo giorno ho capito che persona speciale tu fossi. Mi hai trattato come un fratello minore prendendomi sotto la tua ala, prendendoti cura di me, e lo porterò sempre con me. Come porterò sempre con me le nostre risate, i nostri sorrisi, le tue parole sempre giuste, da Capitano. Ti voglio bene fratellone, in bocca al lupo. Ti seguirò sempre».