«Good morning, sir Alex. Volevo dirle che io avrei piacere di continuare la mia carriera con la Roma, per cui mi farebbe piacere se, rispettando le vostre esigenze, facilitaste il mio definitivo trasferimento in giallorosso». Dove sir Alex è mister Ferguson, un mito che non ha bisogno di presentazioni, in questo caso pure l'uomo che lo aveva voluto al Manchester United, gennaio 2010, otto milioni di euro versati nelle casse del Fulham.

Perché l'uomo delle virgolette altri non è che Chris Smalling, anni trenta compiuti il ventidue novembre scorso, difensore centrale, inglese, ex nazionale, da qualche mese in prestito (pagato tre milioni) alla Roma ma senza nessun diritto di riscatto stabilito su carta, contratto con i Red Devils con scadenza trenta giugno 2022, ingaggio (in Premier) da quattro milioni e mezzo netti a stagione. Sia chiaro che non abbiamo inserito nessuna cimice nel telefonino di Smalling, figuratevi in quello di sir Alex, ma possiamo assicurare che la telefonata c'è stata, magari dall'altra parte del telefono non avrà risposto direttamente sir Alex, magari le parole non saranno state proprio quelle che abbiamo scritto, ma il senso è quello, Smalling e famiglia hanno deciso di rimanere alla Roma.

E allora il giocatore ha scelto di muoversi in prima persona per fare pressione sull'United perché lo accontenti. È quello che sperava e si augurava la Roma per andare con convinzione ancora maggiore, a trattare con il club che può vantare il fatturato annuale più ricco o quasi del mondo. Sapendo, ovviamente, anche per precedenti esperienze, che quando un giocatore manifesta la sua volontà, nel calcio del terzo millennio è praticamente impossibile opporsi con minime speranze di successo.

Saputo questo, la Roma ha deciso di fare la seconda mossa in chiave Smalling. Ovvero la seconda offerta formalizzata dal direttore sportivo Gianluca Petrachi, che ha alzato di circa il quaranta per cento la prima che si era fermata intorno ai dieci milioni di euro, praticamente la metà della richiesta del Manchester per il cartellino del giocatore (nello stesso tempo con puntualità svizzera sono state pagate le commissioni relative all'affare in prestito andato in scena nell'agosto scorso). Per la Roma sapere di avere sul tavolo della trattativa il vantaggio della volontà di Smalling, rappresenta l'elemento decisivo per sperare ancora di più nella riuscita dell'operazione.

In questa vicenda, un ruolo di non secondaria importanza, lo sta interpretando la signora Sam (si chiama così, è un ex modella) Smalling che è rimasta letteralmente conquistata da Roma e dalla Roma, affascinata dalle bellezze della capitale, conquistata dal clima capitolino, lusingata, quanto il marito, dalla fiducia che la tifoseria giallorossa ha avuto sin dal primo momento nei confronti di Chris, cosa molta diversa dagli ultimi tempi a Manchester dove il difensore era entrato nel mirino della critica.

Con queste premesse, l'affare può andare in porto, pur nella consapevolezza che ci sarà ancora un po' di lavoro da fare per trovare il punto d'incontro con la dirigenza del Manchester United. A questo punto non sarà un problema neppure l'eventuale, e probabile, addio di Ole Gunnar Solskjaer, l'attuale tecnico del club inglese, la causa scatenante dell'addio di Smalling al Manchester. Chiunque dovesse arrivare sulla panchina dei Red Devils, non farà cambiare idea al giocatore. Che la sua decisione l'ha presa e non è intenzionato a tornare indietro.

Semmai un pericolo potrà essere rappresentato dalla concorrenza di altri club sul cartellino del giocatore. Club soprattutto italiani, club importanti, tutti del Nord e con la maglia a strisce. In particolare rossonera visto che al procuratore del giocatore è già arrivata qualche telefonata dal Milan da parte di un ex dirigente giallorosso. La risposta è stata un due di picche. Sotto traccia si parla anche di un possibile inserimento della Juventus che nel ruolo di difensore centrale qualche problema lo sta avendo (Chiellini infortunato, De Ligt non decolla, Rugani da mesi in vendita). La Roma, peraltro, al momento può stare tranquilla anche in questo senso visto che il giocatore ha detto chiaro e tondo di aver scelto il giallorosso e di non avere nessuna intenzione di cambiare idea.

A conferma di questo desiderio romanista del giocatore, ci sarebbe anche il fatto che tra le parti si sarebbe cominciato a parlare anche per il nuovo contratto. Che, ovviamente, la Roma non potrà garantire agli stessi livelli economici dell'United, ma che a Trigoria sono intenzionati a prolungare per ulteriori due stagioni (scadenza trenta giugno del 2024 con opzione per un altro anno). Si sta trattando intorno ai tre milioni netti ad annata più una sere di bonus non troppo difficili da centrare per portare il totale intorno ai tre milioni e mezzo. A quel punto, la Roma farà bingo.