Se non è vero che Viola bacia tutti, come recitava un film di qualche anno fa, poco ci manca. Perché da Firenze, negli ultimi anni, sono passati in tanti calcisticamente parlando. E magari, da Santa Maria Novella e Ponte Vecchio, sono passati a San Pietro e al Colosseo. Perciò la trasferta di Firenze in programma venerdì non può essere una partita come tutte le altre per Jordan Veretout, Nikola Kalinic, Nicolò Zaniolo e Gianluca Mancini. Un poker di ex, ognuno con la sua storia in terra toscana. C'è chi da lì ha spiccato il volo e chi, invece, ancora minorenne, veniva ceduto perché non ritenuto pronto per giocare in Primavera.

Quest'ultimo è il caso di Zaniolo: dopo sei anni alla Fiorentina, dal 2010 al 2016, la società viola decide di non puntare su di lui. Nicolò si accasa alla Virtus Entella, all'inizio in Primavera, ben presto in prima squadra: debutta in Serie B e mostra sprazzi di talento purissimo, che convincono l'Inter a prenderlo. Nel 2017-18 è protagonista assoluto nel Campionato Primavera vinto dai nerazzurri (13 reti totali), ma in estate viene ceduto alla Roma nell'ambito dell'operazione che porta Radja Nainggolan a Milano. Il resto della storia è noto a tutti: Nic si è affermato come uno dei migliori giovani talenti nostrani, e di recente ha trovato anche i primi gol in Nazionale.

La maglia azzurra se l'è conquistata sul campo anche Gianluca Mancini, toscano di Pontedera (provincia di Pisa), che a Firenze vince anche un titolo con i Giovanissimi Nazionali nel 2011, peraltro giocando da centrocampista, ruolo che di recente gli ha fatto riscoprire Paulo Fonseca. Il numero 23 romanista prova anche l'emozione di qualche convocazione in prima squadra, proprio sotto la gestione Montella. Nell'estate del 2015 però viene mandato a farsi le ossa a Perugia: il club umbro lo acquista a titolo definitivo per 150mila euro, ma di lì a poco i viola avranno di che rammaricarsi. All'Atalanta Gianluca disputa due ottime stagioni, che convincono la Roma a puntare su di lui.

Le sorprese

Non si sono incrociati per poco, Veretout e Kalinic a Firenze: quando il francese arrivava, il croato si accasava al Milan. Reduce da due stagioni con 33 gol in 84 partite, l'attaccante andava a cercare fortuna in rossonero mentre in viola si presentava questo centrocampista grintoso e dalle facili geometrie sconosciuto ai più. Anche per Jordan, come per Nikola, due stagioni con la Fiorentina: 75 presenze e 15 reti, ma soprattutto una continuità di rendimento che ad agosto ha convinto Petrachi a puntare su di lui per il nuovo corso giallorosso.

Quattro ex pronti a sfidare due volti ben noti qui a Roma, che hanno fatto il percorso inverso: Daniele Pradè, attuale ds viola, e Vincenzo Montella, Campione d'Italia nel 2001 e allenatore della Roma nel 2011, durante gli ultimi mesi della presidenza di Rosella Sensi: prese il posto del dimissionario Ranieri e, dai Giovanissimi, si ritrova ad allenare in Serie A e in Champions. Incroci del destino che seguono un filo che va da Ponte Vecchio al Colosseo.