Due assist, fanno sette in stagione tutto compreso, un rigore procurato e una monetina. Tutto firmato, pure suo malgrado, da Lorenzo Pellegrini, ormai Lollo per gli amici romanisti. E pensare che ieri sera non è che avesse cominciato la partita nel migliore dei modi: uno stop sbagliato, un paio di passaggi non da lui, un principio di sensazione non proprio positiva. Sbaglio grossolano. Perché poi nel resto della partita, il ragazzo cresciuto a Trigoria ha fatto capire a tutti quanto sia stata penalizzante la sua assenza durata quasi due mesi (si infortunò a Lecce i 29 settembre scorso) per la squadra di Paulo Fonseca.

Trequartista, rifinitore, centrale della linea a tre dietro a Dzeko, definite il suo ruolo come volete, ma è lì che Pellegrini può fare la differenza. Il primo tempo contro i turchi ha stupito anche il grande capo turco Erdogan accorso allo stadio forse con la convinzione che la sua squadra potesse regalargli la qualificazione. Pellegrini e la Roma gli hanno fatto capire che sarebbe stato meglio rimanere a casa.

Gli assist

Lo show del ragazzo nato a Cinecittà est, è cominciato al trentesimo minuto di un primo tempo che la Roma stava dominando, non riuscendo, però, a concretizzare un predominio che era chiaro anche agli occhi del premier turco. Lollo si è avventato su un pallone ai confini dell'area di rigore anticipando pure Dzeko, il suo sinistro si è andato a stampare sul braccio di Topal nell'occasione apparso più portiere che calciatore di movimento. L'inevitabile calcio di rigore ci ha pensato Veretout, ormai rigorista designato con il consenso di Kolarov (e con Perotti in panchina), a trasformarlo nella rete del vantaggio.

È stato l'inizio di quindici minuti che Pellegrini ha giocato da campione, quello che è destinato a diventare. Dieci minuti dopo, ha trasformato una bella uscita di Kolarov dalla area di rigore, in un pallonetto a seguire sulla corsa di Kluivert. L'olandese quando parte può essere ripreso soltanto da un centista di professione. Nei turchi non ce ne era nessuno. L'olandese è arrivato in area di rigore e con il suo destro in diagonale ha realizzato il quarto gol stagionale, il secondo in Europa. Per chiudere gioco, partita e incontro, è stato sufficiente attendere altri cinque minuti.

Al tramonto del primo tempo, Lollo che sembra quasi avere più piacere a fare l'assist che a realizzare un gol, ha alzato lo sguardo, ha visto Dzeko pronto ad andare in profondità, l'ha servito con un pallone delizioso che il bosniaco ha trasformato di classe nel suo novantacinquestimo gol con la maglia giallorossa. Edin, del resto, glielo avevo detto a Lollo: tu vedi di darmi il pallone, al resto ci penso io. Detto e fatto.

La monetina

A provare a fermare il Pellegrini sontuoso di ieri sera e che c'è tanto mancato in questi due mesi, ci ha provato il solito imbecille di giornata. Il secondo tempo stava trascorrendo senza particolari sussulti, con la Roma sempre padrona del gioco e i turchi che non sapevano cosa fare. Calcio d'angolo per noi e Lollo nostro, come fa spesso, è andato a calciarlo. Si è visto un oggetto, probabilmente una monetina, sbrillucicante che è andato a finire la sua corsa sulla testa del numero sette romanista che si è messo subito le mani in testa. Scoprendo di perdere sangue.

L'arbitro se ne è accorto, ha fermato il gioco, invitando Pellegrini ad andare a bordo campo per farsi medicare. Un Pellegrini che tutto ha fatto meno che approfittare della situazione, in altre circostanze più di qualcuno si sarebbe rotolato a terra chiedendo la sostituzione. E invece Lollo è stato fasciato con un'inquietante benda nera fermata da un cerotto bianco ed è rientrato in campo. Un signore. Che poi è rimasto in campo per un'altra manciata di minuti prima di essere sostituito in una partita che ormai non aveva più niente da dire. Meglio risparmiargli quella manciata di minuti. Lollo servirà fresco a Verona per regalarci ancora assist, non monetine.