AS Roma

Il pur caldo gennaio della Roma

Dal silenzio di Lecce all’arrivo di Ryan Friedkin: il riassunto del mercato. Ora va trovata una strada comune

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Simone Valdarchi
04 Febbraio 2026 - 06:00

Più che di riparazione, il mercato invernale della Roma appena chiuso è somigliato a un accenno di rivoluzione. Qualcosa che sarebbe comunque dovuto arrivare nella prossima estate, ma che la società, sollecitata privatamente e non da Gasperini, ha in gran parte anticipato in questo primo mese del 2026. Scriverlo su queste colonne è piuttosto facile, ma citando la stampa non di parte, per esempio Corriere dello Sport e Tuttosport, la Roma viene raccontata come la “regina del mercato” nelle solite pagelle che vengono stilate una volta chiusa la sessione di trattative. I movimenti in rosa sono stati sei, quattro acquisti e due cessioni, tutti nel reparto offensivo. Sono arrivati: Robinio Vaz, Donyell Malen, Lorenzo Venturino e Bryan Zaragoza. Hanno salutato, invece, Leon Bailey e Tommaso Baldanzi. Partenze che non hanno portato, al momento, soldi nelle casse della Roma. Per il giamaicano è stato interrotto il prestito, con la società che ha risparmiato, tra prestito oneroso (750.000 euro) e stipendio lordo da qui a giugno (3,5 milioni), oltre 4,2 milioni di euro. Il Genoa, invece, non ha ancora versato denaro per Baldanzi, ma potrebbe farlo la prossima estate, pagando 10 milioni di euro per riscattare il toscano e prenderlo a titolo definitivo. Entrate poche, a fronte di diverse uscite, tra certe e possibili o probabili. La Roma ha già pagato 20 milioni di euro per il cartellino di Robinio Vaz, ma al Marsiglia potranno arrivare altri 5 milioni legati a bonus più o meno facilmente raggiungibili. I prestiti di Malen e Zaragoza sono costati un totale di 4 milioni a gennaio, gratuito, invece, quello di Venturino. Il riscatto dell’olandese, obbligatorio in caso di qualificazione alle prossime coppe, è fissato a 25 milioni di euro. Stesse condizioni, ma prezzo diverso - 13 milioni - per trattenere Zaragoza oltre la prossima estate. Per Venturino, invece, si tratta di semplice diritto di riscatto a 7 milioni. Una somma totale, tra soldi già investiti e quelli preventivati, di 74 milioni di euro. Più che riparazione, un accenno di rivoluzione.

Divergenze e dove trovarle

Chissà se, trovandosi al posto dei redattori chiamati a fare le pagelle del mercato italiano, Gasperini avrebbe messo anche lui la Roma lì in alto. Forse per il risultato finale sì, ma la sensazione è che, al di là del voto, il giudizio non sarebbe stato poi tanto tenero. «Sono arrivati due giocatori che ci aiuteranno, come Malen e Zaragoza, e due ragazzi come Vaz e Venturino», ha detto dopo la sconfitta a Udine. E ancora: «Non mi aspettavo, come accaduto in estate, ci sarebbero state tante difficoltà nel trovare i giocatori». Oltre poi, in conferenza stampa, a tornare - indotto da una domanda - al discorso della giovane età di alcuni innesti e l’incompatibilità tra la Champions come obiettivo e un mercato che guarda, con gli investimenti fatti su Vaz e Venturino (il secondo, in realtà, è ancora ipotetico), più al futuro che al presente. In medio stat virtus, direbbero i latini, perché nessuno, tantomeno dentro Trigoria, ha indicato la Champions come obiettivo minimo al primo anno di un progetto triennale, e perché la Roma di operazioni alla Vaz ne ha bisogno. Per tornare a creare valore, un qualcosa che da qualche tempo, al Fulvio Bernardini, non andava di moda. E, infine, perché se il risultato calcistico è il fine ultimo di tutto, non si può non tener conto anche di quello economico, con la Roma che nell’ultimo bilancio depositato ha già accantonato 4,2 milioni di euro per una nuova multa in arrivo dalla Uefa. E il 30 giugno prossimo, con tante plusvalenze da registrare per rientrare nei paletti del settlement agreement, è dietro l’angolo. Giovani e pimpanti, ma soprattutto forti. Questo il ritornello da far suonare.

Un americano a Roma

I malumori di Gasperini, accentuati sicuramente dalla sconfitta rimediata a Udine, non sono comunque una novità, né per Gian Piero né per gli allenatori in generale. Difficile trovare un tecnico entusiasta sempre e comunque delle mosse societarie, soprattutto in sede di mercato. Gasp, però, di motivi per fare pressione sulla società ne ha. Se è vero, come detto, che nessuno gli ha imposto la Champions League come traguardo minimo, è altrettanto vero che la prima metà di stagione romanista ha legittimato ambizioni di alta classifica, soprattutto grazie al lavoro quotidiano, di campo, portato avanti dall’uomo di Grugliasco. A dicembre, Gasperini di rinforzi ne aveva chiesti anche in difesa, a centrocampo e sulla fascia sinistra. Massara ha provato ad accontentarlo, ma una serie di circostanze ha portato poi il direttore sportivo a concentrare le forze soltanto in attacco. Il tecnico, poi, ha spesso lamentato una certa lentezza nelle trattative, un punto che lo aveva portato, a inizio gennaio, a preferire il silenzio dopo la vittoria sul Lecce, quando la Roma attendeva invano una risposta da Raspadori. A sedare gli animi del Gasp furioso ci ha pensato Ryan Friedkin, che ha trascorso l’intero mese di gennaio a Trigoria in risposta alla richiesta di vicinanza di Gian Piero. Un aspetto da non sottovalutare e in controtendenza rispetto al modus operandi dei texani. Nel 2026 è possibile fare riunioni anche quotidiane con chi è oltreoceano, ma ci sono momenti in cui la presenza fisica risulta necessaria. «Ryan qui vale più dei punti in classifica», era arrivato a dire Gasperini. Insomma, il messaggio a Houston è stato lanciato. Ora va tracciata una linea comune, con ruoli più chiari in dirigenza e meno divergenze possibili. Ci sarà occasione per farlo, Gasp intanto farà ritorno oggi a Roma, dopo essersi preso un paio di giorni per motivi personali. Ora testa al Cagliari. 

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