Il CEO

VIDEO - Fienga: "La Roma attrae gli investitori, c'è un progetto serio"

L'amministratore delegato del club: "Oggi la società gode di una considerazione maggiore e i giocatori lo hanno capito. Lo stadio è necessario per stare tra i top club"

La Redazione
23 Novembre 2019 - 15:46

Durante la tradizionale cerimonia della nomina dei Cavalieri della Roma, organizzata dall'Unione Tifosi Romanisti questa mattina a Palazzo Brancaccio, il Ceo della società giallorossa Guido Fienga ha rilasciato alcune dichiarazioni sul momento della squadra, sulla trattativa con il gruppo Friedkin e l'importanza dello stadio. Ecco le sue parole. 

Sullo scorso anno

"Lo scorso è stato un anno di passaggio che ha necessitato una profonda analisi di quella che è stata tutta l'esperienza di questo ciclo di proprietà che è iniziata con l'acquisto da parte di Pallotta e prima ancora del consorzio americano che a mio modo di vedere ha fatto molto bene nello sviluppo della società e del brand. Sicuramente non ha portato le vittorie ed è questo che ci sta generando tanta frustrazione. Negli scorsi due anni il club avuto il suo picco più alto e basso: siamo passati dal momento di esaltazione anche eccessiva legata alla semifinale di Champions al non aver trasformato l'esperienza avuta in un consolidamento di scelte ma nell'aver commesso errori".

"Detto questo è stato un anno in cui abbiamo veramente cercato di fare un'analisi il più possibile oggettiva per fare in modo che da quegli errori si potesse ripartire con un programma che fosse più solido, proprio perché si aveva conoscenza di ciò che non era stato fatto bene e proseguire ciò che era stato fatto bene. Siamo ripartiti quest'anno, ed è stata affidata a me questa fase, e abbiamo cercato di farlo nella maniera più seria possibile, senza proclami ma cercando di convincere tutti che il progetto era molto solido e che non era il caso da parte dei giocatori, che non lo avevano ancora capito, di considerarlo esaurito. Abbiamo fatto capire a loro che mettendoci a lavorare come sappiamo fare - non solo alla Roma ma tutti i romani se vogliono sanno lavorare - poteva essere un progetto di valore".

La nuova stagione

"Devo dire che con gran fatica all'inizio dopo quello che è successo alla fine dell'anno scorso, con gli addii dei nostri più amati giocatori, c'è stato un momento in cui si stava per diffondere una coscienza collettiva che tutto sommato la Roma non fosse un club dove poter lavorare seriamente e costruire un progetto serio e questo ci ha dato anche un po' più di amarezza. Oggi la situazione in termini di risultati non è che mi stia soddisfacendo, assolutamente, però se non altro c'è la coscienza di nuovo che la Roma è una società seria, che quando si dà dei programmi li rispetta, e la scelta degli uomini l'abbiamo fatta in questo senso".

"Devo dire che siamo molto contenti degli uomini che abbiamo preso, a partire dall'allenatore che è una brava persona in primis e un bravissimo allenatore che ha condiviso un progetto, quindi non soltanto nel breve periodo. I giocatori hanno capito, a partire da coloro i quali hanno cambiato idea, un esempio su tutti è Edin che dopo un confronto estivo, assolutamente sereno vi assicuro, si è convinto che poteva rimanere alla Roma per trovare quello che pensava di non trovare più e oggi lo conferma col suo impegno".

"C'è una maggiore considerazione della Roma" 

"Oggi c'è una consapevolezza della squadra superiore rispetto a quella che ci può essere stata negli ultimi periodi, che si traduce in impegno, e speriamo porti a qualcosa. Poi per carità oggi gli argomenti che interessano sono altri, quello che posso dire sugli aspetti che riguardano il capitale è il progetto di ristrutturazione ha portato un profondo ripensamento a quella che era la struttura interna, degli uomini e dei ruoli, e di conseguenza ha portato a una richiesta di sostegno della società da parte dell'azionista. L'azionista questo l'ha approvato - con l'aumento di capitale - e ha avviato quello che normalmente un azionista fa quando gli viene chiesto di partecipare a un aumento di capitale così cospicuo".

La cosa più  importante è che il progetto sia confermato: qualsiasi discorso che sentite sta andando esattamente in questa direzione. Io come Ceo di questa società sono estremamente tranquillo che, avendo portato un programma e avendo fatto richieste agli azionisti, gli azionisti si siano dati da fare per cercare di garantire questo tipo di sostegno. Quindi il progetto va avanti, si consolida, diventa più forte e speriamo che riesca ad accelerare".

Il campo

"Dopodiché il campo. Domani c'è un partita importante, i risultati finora ci lasciano capire che non abbiamo fatto grandi errori, ma anche che non abbiamo fatto tantissimo in più degli anni scorsi. Per farlo dobbiamo essere molto più concentrati in campo e per esserlo dobbiamo togliere alcuni vizi, come il vittimismo e l'autocommiserazione: è vero che abbiamo subito qualche errore arbitrale, è vero che abbiamo subito tanti infortuni ma se una squadra è forte deve farlo veder in questi momenti, quando ha difficoltà e incappa in qualche episodio sfortunato. Una squadra è forte se mentalmente è forte, noi abbiamo giocatori forti, sono forti mentalmente, dobbiamo riuscire a fargli creare la consapevolezza collettiva i esser forti e vincenti: è l'ultimo passaggio che cerchiamo di fare. Ed è nelle difficoltà che queste attitudini vengono provate, in qualche modo sono quasi benvenute anche se poi nel momento in cui accadono siamo particolarmente arrabbiati".

"Quest'anno dobbiamo dimostrare che c'è un'anima vincente, che vuol dire essere consapevoli del fatto che lavorando e continuando a lavorare seguendo i nostri principi e un nostro programma senza passare dall'esaltazione alla depressione, questa società può diventare forte, e io vorrei che sia una coscienza collettiva estesa alla città perché la Roma non è né più né meno una sublimazione di pregi e difetti di questa città e che si frustra e che poi non ottiene niente pensando di esser stata sfortunata: la verità è che o la forza la troviamo noi per crescere oppure non ce la darà nessun altro. Questo è il percorso che stiamo seguendo e su questo c'è l'impegno di tutti mio per primo a non deragliare da questi binari. Gli azionisti ci sostengono, anche altri potenziali investitori se si avvicinano è perché ritengono che questo sia un progetto maturo e valido. Chiunque sia l'importante è che sostiene il progetto. Abbiamo questo tipo di rassicurazione sono estremamente tranquillo su quello, quindi andiamo avanti e guardiamo al futuro con estrema serenità".

L'importanza dello stadio

"Domani la partita è molto importante, la classica partita che non deve essere sottovalutata. Dobbiamo vincere e poi andare in Turchia a vincere. La Roma è una società che per brand, storia, dimensione del progetto, per ciò che rappresenta, deve stare nei palcoscenici internazionali di primo livello. Questo è nell'essenza stessa di questo progetto. Lo stadio non è un progetto real estate o altro, serve per cercare di dare un'accelerazione ai ricavi e fargli fare uno scalino ulteriore che altrimenti la Roma non potrebbe fare e che senza il quale non riuscirebbe a stare al livello dei più grandi 20 o 30 club europei, perché in quella direzione sta andando il calcio".

"Siccome dobbiamo essere lì, dobbiamo garantircelo con le performance e poi noi all'interno dobbiamo essere in grado di creare relazioni commerciali, disponibilità delle facilities per cercare di consolidare il valore che creiamo in campo sotto forma commerciale, altrimenti il progetto non ce la farà mai ad arrivare dove deve arrivare. Il piano è chiaro, le idee speriamo abbastanza, sul piano del commitment siamo assolutamente determinati ad arrivarci. L'orizzonte è allineato a questo piano, non c'è alcun tipo di cambiamento per cui è soltanto una questione di impegno e serietà, e su questo garantisco che ce la metteremo tutta".

Sui Cavalieri della Roma

"Faccio i complimenti ai nuovi cavalieri, mi scuso in anticipo se non potrò trattenermi, però sottolineo una considerazione di importanza che la Roma dà per voi, perché la diffusione dei valori che noi portiamo è molto più importante in questa società che per altre società, non perché gli altri portino trofei e noi i valori, ma perché siamo nati cosi e ci teniamo ad essere assolutamente ancorati e orgogliosi di quello che rappresentiamo in Italia e nel mondo. Voi siete le persone più illustri per far questo quindi tutto il supporto che possiamo darvi lo diamo e la considerazione per voi è massima". 

Sulla trattativa con Friedkin

"L'interesse della società è che il progetto possa andar avanti e ci sia il sostengo finanziario garantito: quindi che il progetto rimanga lo stesso, o migliori, e che il sostegno sia quello relativo al piano e che lo faccia accelerare. Questo è chiaro ed è evidente per quanto riguarda noi e siamo assolutamente tranquilli. A questo punto non ci interessa stare a parlare troppo di quello perché sennò ci defocalizza da quello che dobbiamo fare, cioè quello che dobbiamo fare in campo e in tutte le attività del nostro settore".

"Abbiamo avuto questo tipo di garanzie, siamo assolutamente sereni e anzi, se riusciamo ad accelerare riusciamo ad avere ancor più sostengo finanziario. Siamo assolutamente contenti del nostro azionista attuale e soprattutto della qualità degli investitori che si affacciano a vederci e tutto ciò ci sta lusingando perché rende merito al lavoro che stiamo facendo. Per il resto è compito nostro fare meglio per consentire a chi deve investire di investire di più e più velocemente".

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