La rabbia aumenta a vedere i tedeschi esultare così a fine partita, i giocatori in campo e seimila tifosi in festa sugli spalti, tutti a saltare di gioia per quel punto strappato che li tiene ancora in vita per la qualificazione alla fase successiva dell'Europa League e tutto per via di un'ingiustizia clamorosa, con la topica senza precedenti dell'arbitro scozzese Collum che nel recupero di una partita che la Roma stava vincendo di misura, ma con pieno merito, si è inventato un calcio di rigore vedendo un fallo di mano di Smalling quando in realtà il difensore inglese era stato colpito in faccia dalla deviazione di testa di Elvedi, all'ultimo, sterile assalto di una squadra che ormai era stremata e neanche ci credeva più. Così nel dubbio due o tre giocatori tedeschi hanno alzato il braccio sperando nel miracolo, imitati dai tifosi sugli spalti che, loro sì, magari possono essere stati ingannati dalla prospettiva. Non Collum, però, che non avendo potuto vedere quel che infatti non si è verificato (e cioè il fallo di mano) avrebbe dovuto al massimo prendersi il rischio di non fischiare magari un rigore che poteva esserci stato, ma mai quello di sanzionare un fallo esistito solo nella sua fantasia. E così Stindl ha pareggiato spiazzando Pau Lopez e la Roma ha faticato a trattenere la sua rabbia visto che ormai la clamorosa topica era stata resa ufficiale in tempo reale dai diversi replay rimandati dalle telecamere della produzione televisiva, a uso e consumo però solo degli spettatori, non dei protagonisti sul campo visto che l'Uefa in questa fase dell'Europa League - una competizione che loro per primi evidentemente considerano di secondo livello - non ha previsto l'impiego del Var.

Vallo a spiegare adesso che pur essendo ancora primi nel girone (visto che il Basaksehir ha battuto di misura il Wolfsberger), un'eventuale sconfitta in Germania potrebbe complicare il cammino che invece la vittoria meritata sul campo avrebbe reso luminosissimo. Con la Roma a 7 (virtualmente a 10 visto l'impegno alla portata con gli austriaci all'Olimpico), il Borussia sarebbe ormai fuori dai giochi e la lotta sarebbe in pratica solo per il secondo posto, con la Roma a 5 un'eventuale sconfitta in Germania tra tredici giorni rilancerebbe anche la squadra di Rose e renderebbe necessaria per i giallorossi la vittoria in Turchia. Una porcheria, insomma, partorita dall'inadeguatezza di un arbitro che meriterebbe adesso quanto meno una sanzione che lo metta in condizione di non nuocere ulteriormente. Peccato davvero perché la serata non era partita bene, ma poi si era messa al meglio. Del resto che la Roma non fosse nella sua veste migliore non ci voleva certo la pioggia ad evidenziarlo eppure soprattutto nella prima parte della gara le scivolate, i mancati controlli e i passaggi sbagliati hanno definito una galleria degli o/errori che parevano poter indirizzare la partita nel canale voluto dai tedeschi. A loro agio sotto l'acqua sempre più insistente che il cielo di Roma ha cominciato a scaricare un'ora prima dell'inizio della partita, i bianchi di Rose hanno preso possesso della metà campo e imposto il loro ritmo approfittando della Roma in maschera, è il caso di dirlo, per via delle numerose defezioni e della precarietà della soluzioni di ripiego, a cominciare da quel Mancini mediano, l'ultima invenzione di Fonseca. Ma poi a lungo andare aveva funzionato tutto, in una serata da lupi in cui la Roma era stata quasi fiera di camminare sul ciglio di una profondità in cui alla fine stava cadendo il Borussia, con tutta la sua muscolarità. Per non cambiare il sistema di gioco, per tenersi un'alternativa per l'attacco e sapendo di non poter ancora contare su Perotti dal primo minuto, Fonseca ha insistito sul 4231 ripresentando Fazio con Smalling (due che di testa non si fanno anticipare da nessuno), alzato per l'appunto Mancini al fianco di Veretout, inserito Spinazzola in difesa col confermatissimo (ma stavolta tenuto costantemente sulla linea dei terzini) Kolarov, e riproposto Dzeko con la mascherina al centro dell'attacco, sguinzagliando alle sue spalle da destra Zaniolo, il matchwinner al netto dell'invenzione di Collum (con tanti saluti a Capello), Pastore, a suo agio nelle giocate da fermo e assai meno in quelle più dinamiche, e Kluivert, al solito prezioso in costruzione ma poi disastroso nella rifinitura.

Tedeschi privi anche loro di molti giocatori, tra cui la stella Plea, eppure disposti a giocarsela fino alla fine, con il 4231 a specchio con la Roma senza poter immaginare che alla fine sarebbe stato lo spunto dell'arbitro a premiare la loro costanza. La prima occasione è capitata a Kluivert al 6', imbeccato da una gran traccia interna di Dzeko, ma il tiro non è stato pronto e ne è nato solo un calcio d'angolo. Poi il Borussia ha costruito due o tre palle gol mentre la pioggia aumentava d'intensità. Una beffa, ad esempio, poteva concretizzarsi all'8 quando l'esterno algerino Bensebaini ha prima spinto via Kolarov e poi colpito sottoporta la traversa, e Collum impassibile non aveva notato la scorrettezza. Altri tiri fuori misura hanno introdotto il calcio d'angolo battuto da Veretout su cui Zaniolo si è fiondato di testa come un vero centravanti, per il vantaggio della Roma. Il vantaggio ha trasmesso sicurezza alla squadra giallorossa e la partita è tornata in equilirio, con buone occasioni nel finale per il raddoppio. Nella ripresa la Roma ha gestito il gioco con maturità e Fonseca le forze con maestria, inserendo prima Perotti per Pastore, poi Antonucci per Zaniolo e infine Florenzi per Kluivert. E dopo una serie di potenziali occasioni in realtà sprecate sempre per qualche rifinitura approssimativa, la palla giusta del 2-0 è capitata proprio a Florenzi, splendidamente servito in campo aperto da Dzeko, ma l'esterno ha prima rallentato la corsa e poi, sulla pressione dell'avversario, affrettato la conclusione allargando troppo il diagonale. Altri fantasmi a popolare la notte dei romanisti, ormai rovinata da quello scozzese inadeguato.