Il calcio italiano riparte dal pallone
Gravina a caccia di talenti. Perrotta: «Ci metto la mia passione»
(FIGC)
La sensazione ricorrente, durante la presentazione del Nuovo Progetto Tecnico del calcio giovanile italiano avvenuta ieri alle 12 presso la sala Paolo Rossi del Palazzo della Figc in via Allegri, era di aver già sentito le stesse parole in altre mille occasioni. Ma le persone serie che lo hanno presentato - con il presidente federale Gravina c’erano il nuovo Direttore Tecnico Maurizio Viscidi, i campioni del mondo Gianluca Zambrotta e Simone Perrotta, già da mesi coinvolti nella stesura delle idee, ma c’erano anche il vice presidente Calcagno, i rappresentanti dell’Assoallenatori Ulivieri e Beretta, e il presidente del Settore Giovanile Scolastico Vito Tisci, mentre fisicamente non c’era ma presterà la sua consulenza anche Cesare Prandelli - ci portano a professare un po’ di ottimismo e a garantire un’apertura di credito che rischia di durare pochino, pochissimo se tra qualche giorno dovesse miseramente naufragare l’altro ben più atteso progetto di Gattuso di riportare la nostra Nazionale al mondiale (giovedì 26 ci sarà a Bergamo la semifinale con l’Irlanda del Nord, l’eventuale finale con la vincente della sfida tra Bosnia e Galles). Ma il presidente Gravina si è voluto portare avanti e il progetto l’ha presentato ieri, in ossequio comunque alla piattaforma programmatica della candidatura che gli è valsa la rielezione a febbraio 2025.
In poche parole Gravina ha voluto creare un unico coordinamento tecnico tra Settore Tecnico, Settore Giovanile e Scolastico e il Club Italia (pur mantenendo le tre strutture una distinta autonomia politico-organizzativa) affidando il ruolo di Direttore Tecnico a Maurizio Viscidi, riconosciuto esperto del settore e già coordinatore da anni delle Nazionali Giovanili. Viscidi nel suo discorso di presentazione ha spiegato come la principale necessità sarà quella di migliorare la quantità e di conseguenza la qualità del bagaglio tecnico dei ragazzi delle categorie giovanili attraverso l’introduzione di nuovi programmi didattici in cui sia obbligatoria la presenza del pallone in ogni fase dell’allenamento, l’adozione della figura del Maestro di calcio e di un modello metodologico stile vecchi Nagc (Nucleo Addestramento Giovani Calciatori) che oltre alla quantità dei tocchi del pallone garantisca anche la qualità degli insegnamenti. Viscidi si avvarrà principalmente della collaborazione di Zambrotta e Perrotta, coinvolti nella stesura dei programmi didattici: «Ci metto tutta la mia passione - ha detto Perrotta - visto che sono anni che studiamo questi modelli e oggi possiamo restituire quanto il calcio di ha dato».
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