Premessa necessaria: Paulo Fonseca non sembra uno che attinge volentieri alla formazione Primavera. Lo dimostrano le liste dei convocati di questi primi mesi: solamente Cardinali una volta è partito con la prima squadra, ma in Europa League, dove è terzo portiere perché Fuzato non è stato inserito nella lista Uefa. A parte quella gita in Austria del numero 1 di De Rossi, finito a vedere la partita dalla tribuna invece che in tv, nulla di nulla, a costo di lasciare 4 posti vuoti in panchina, come è capitato con il Cagliari, quando come terzino di riserva c'era il solo Santon (e Calafiori, in gran forma in queste settimane, avrebbe potuto cominciare a vedere che effetto fa vedere l'Olimpico dal tunnel invece che dagli spalti).

Ebrima Darboe, 2001

Mai convocato neppure il 18enne Alessio Riccardi, che era andato in panchina in serie A già nel 2017-18, e nello scorso campionato lo ha fatto 10 volte, giocando pure uno spezzone di Coppa Italia contro l'Entella coi grandi: in estate è stato accostato alla Juventus, nella trattativa (poi non conclusa) che avrebbe dovuto portare Rugani in giallorosso, ha iniziato la stagione con due doppiette in Primavera, è capitano dell'Italia Under 19, ma la prima squadra la guarda in tv.

Alessio Riccardi, 2001

Adesso però, con Pellegrini, Cristante e Diawara infortunati, per limitare il discorso alla linea mediana, dove è emergenza vera, qualcosa potrebbe cambiare. Fonseca, accanto a Veretout, dovrà inserire un fuori ruolo, tra Pastore, come è capitato domenica a Marassi, Zaniolo o Santon, provato in mediana nell'amichevole estiva con il Rieti, o magari uno tra Fazio e Mancini, che ha fatto il centrocampista nel settore giovanile della Fiorentina: in panchina però spazio per qualche Primavera (domenica contro il Milan, non in Europa League, dove i giocatori pronti a subentrare sono 7 e non 12) potrebbe tranquillamente aprirsi. Anche se c'è bisogno di un mediano da 4-2-3-1 e Riccardi ha caratteristiche ben diverse: potrebbe però servire come alternativa sulla linea dei trequartisti, dove comunque la coperta non è particolarmente lunga, tra gli infortuni di Ünder e Mkhitaryan, la squalifica di Kluivert e l'autonomia limitata di Perotti.

Luca Chierico, 2001

Senza un vero mediano

Nella Primavera attuale un mediano di rottura vero e proprio non c'è: la Roma ha ancora a libro paga il 19enne centrocampista Masangu, ma il belga, finito ai margini della rosa nella scorsa stagione e passato in prestito al Sassuolo a gennaio, non gioca dal primo aprile, tra panchine e problemi fisici. E l'assenza di un frangiflutti è uno dei motivi per cui la squadra di De Rossi ha incassato troppi gol nella prima fase del campionato, 9 nelle prime 3 giornate. Il tecnico di Ostia ha provato spesso in quel ruolo il gambiano Darboe, che però è più una mezzala che un mediano: ha una bella tecnica, gioca a testa alta e si inserisce volentieri in attacco, ma è più portato alla costruzione del gioco che alla distruzione di quello avversario.

Zakaria Sdaigui, 2000

Si è allenato con la prima squadra durante la sosta, è il più in vista tra quelli che non hanno ancora il numero di maglia, ma deve ancora mettere su qualche chilo di muscoli prima di potersi confrontare col calcio dei grandi. Sono andate decisamente meglio le cose quando davanti alla difesa ha giocato Luca Chierico, figlio di Odoacre, campione d'Italia con la Roma '82-83: è alla Roma da bambino, e da sempre, nella classe 2001, era quello che copriva le avanzate della stellina Riccardi, dando equilibrio alla squadra.

Il problema è che tende a farsi male troppo spesso: negli anni scorsi è stato operato a entrambe le spalle, il 5 ottobre ha giocato la prima stagionale dall'inizio, ed è stato forse il migliore in campo, poi ha debuttato con l'Italia Under 19, e si è fermato subito dopo per un problema muscolare. Il terzo elemento schierato davanti alla difesa dalla Primavera (che gioca con il 4-3-3) quest'anno è Filippo Tripi: giocatore dall'eccezionale intelligenza calcistica, utilizzato spesso anche come difensore centrale, prima o poi arriverà in panchina con la prima squadra perché è bravo, ma forse è ancora presto, visto che è un classe 2002, e ha esordito in Primavera (sotto età, a Empoli), solamente ad aprile.

Filippo Tripi, 2002

E che non è ancora titolare nella squadra di De Rossi (anche se potrebbe diventarlo nel giro di poco). Stesso anno di nascita e stesso esordio per Edoardo Bove, un altro che tra i grandi ci arriverà, perché la palla la sa trattare bene: lui in Primavera è titolare, ma è più un incursore, che può giocare senza problemi come trequartista, che un mediano/regista come quelli di cui Fonseca ha bisogno. Ieri, nel frattempo, il tecnico portoghese ha fatto allenare con i grandi Nigro, Semeraro e Sdaigui, ma sarebbe una clamorosa sorpresa se uno di loro strappasse la convocazione, visto che in 3 fanno 5 presenze in Primavera, e neppure una dall'inizio.

Lo statunitense Nigro è arrivato come mezzala ma è stato ben presto reinventato terzino destro, ed è il cambio di Parodi (che a sua volta senza l'infortunio di Bouah starebbe in panchina), Semeraro gioca sulla fascia opposta ed è chiuso da Calafiori, di un anno più giovane, Sdaigui, mezzala classe 2000, è l'unico che avrebbe avuto ottime chance di salire coi grandi in questo periodo. Ma il 30 marzo ha rimediato la frattura scomposta di tibia e perone: è guarito, ma in questa stagione deve ancora fare un minuto in gare ufficiali.

Edoardo Bove, 2002