Confermata la cancellazione della squalifica per un turno di campionato di Walter Mazzarri. Il primo a brindare è stato Paulo Fonseca che potrà avvicinarsi domani alla discussione del ricorso contro le due giornate di squalifica rimediate dopo il concitato finale di Roma-Cagliari, con un pizzico di fiducia in più, potendo sperare se non altro in un dimezzamento della sua squalifica, cioè obiettivo poter andare in panchina all'Olimpico contro il Milan domenica ventisette. La cosa potrebbe lasciare pure un po' interdetti tutti coloro che negli ultimi tempi non hanno seguito con attenzione le vicende arbitrali riguardo espulsioni e squalifiche degli allenatori italiani. Allora meglio ricapitolare per fare un minimo di chiarezza in questa vicenda.

Ha perso la Figc

La partita è Parma-Torino. Walter Mazzarri, come gli capita spesso, in panchina non fa nulla per nascondere la sua esuberanza, diciamo così. Il tecnico granata si becca un primo cartellino giallo, come da nuovo regolamento che da questa stagione prevede i cartellini anche per gli allenatori. Mazzarri però continua con la sua esuberanza, secondo cartellino giallo, quindi rosso, riquindi espulsione. Che il giudice sportivo, come da nuova indicazione anche della Fifa, sanziona con una giornata di squalifica. Il Torino non ci sta, fa ricorso, si va quindi davanti alla Corte federale d'appello e, un po' a sorpresa, la squalifica viene cancellata. La cosa piace poco al presidente federale Gabriele Gravina che decide di fare ricorso, un inedito praticamente (la stessa solerzia, peraltro, il numero uno del nostro calcio non l'ha avuta a fronte della cancellazione della squalifica, cancellata, di Ventura tecnico della Salernitana di Lotito). E quel ricorso ieri è stato esaminato dalla Corte federale d'appello che lo ha giudicato inammissibile, quindi cancellazione della squalifica confermata. In pratica è come se un organo della Federazione abbia detto al presidente che si è sbagliato. Clamoroso o quasi. Nella motivazione dell'inammissibilità del ricorso, però, la corte d'appello ha comunque sottolineato come da ora in poi la direttiva Fifa che vuole automatica la squalifica di un allenatore dopo un doppio cartellino giallo cioè tale e quale ai calciatori, dovrà essere applicata. Tutto questo ieri, nel tardo pomeriggio quando è uscita la sentenza della Corte d'appello, è stato analizzato con professionalità e cura da parte dell'avvocato Antonio Conte che oggi, insieme a Fonseca, domani si presenterà di fronte alla stessa corte per discutere il ricorso della Roma per le due giornate di squalifica rimediate dal portoghese dopo il burrascoso finale di Roma-Cagliari.

Fonseca può sperare

In ogni caso la sentenza di ieri dà qualche speranza in più al ricorso della Roma che sarà discusso domani. Da escludere un annullamento totale delle due giornate, ma puntare a un dimezzamento della pena è un esercizio meno complicato rispetto a quello che si poteva pensare prima della sentenza Mazzarri. Rimane un'impresa difficile, comunque, se non altro perché ci sono almeno un paio di differenze che potrebbero avere un certo peso a proposito del giudizio su Fonseca che si presenterà davanti alla Corte federale d'appello per testimoniare la sua versione ricordando anche come, subito dopo la partita incriminata, si è scusato pubblicamente e privatamente con l'arbitro Massa. La prima differenza riguarda i referti arbitrali. Mentre quello su Mazzarri era sostanzialmente tranquillo, i tre su Fonseca (arbitro, quarto uomo e guardalinee) sono piuttosto pesanti nei confronti dell'allenatore portoghese. La seconda riguarda l'eco mediatico che il caso ha avuto, con tanto di salotti difensivi che hanno puntato il dito nei confronti del comportamento di Fonseca che certo non è stato modello oxfordiano. L'appuntamento per la Roma e il suo allenatore sarà dunque domani nel primissimo pomeriggio davanti alla Corte federale d'appello presieduta da Piero Sandulli.