L'appuntamento è alle ore 20,30, al Renato Curi di Perugia, prima trasferta della Roma nell'anno zero (cit. Petrachi), di fronte una buona squadra di serie B ben allenata da Massimo Oddo (qualcuno aveva pensato di affidarla a Francesco Rocca la scorsa estate, ma poi la questione è finita sul nascere: peccato, senza nulla togliere alla scelta di Oddo, con Rocca sarebbe stata un'altra storia fantastica di calcio da vivere, e chissà se prima o poi un presidente così coraggioso si troverà). Gli ingredienti per la gita estiva in Umbria ci sono tutti, ma quel che più conta è che i tifosi che la vedranno (dal vivo ma anche quelli che la seguiranno su Roma Tv), si godranno la prima Roma vera dell'anno. E ci si potranno (cominciare a) togliere diverse curiosità.

Le citiamo in ordine di importanza: 1) l'atteggiamento e il contributo di Dzeko, che è stato inserito nella lista dei 23 convocati avendo superato l'affaticamento muscolare che l'aveva tenuto fermo contro Rieti e Ternana; 2) lo spazio che sarà concesso a Pastore, tenuto conto dei recenti progressi che lo hanno rimesso al centro dell'attenzione quanto meno tecnica; 3) la suddivisione dei ruoli dei centrocampisti, con la scelta delle prime coppie di mediani/registi e del trequartista (ci sarà Nzonzi e non Veretout, fermo ai box); 4) l'organizzazione della fase di non possesso per una squadra che a volte in questi primi test contro avversari decisamente più scarsi è sembrata sin troppo aperta; 5) il rendimento e la collocazione dei nuovi e dei giocatori da poco tornati, tipo Lorenzo Pellegrini e Zaniolo.

In questi test di solito i tifosi tendono a guardare le prove dei singoli, soprattutto degli ultimi arrivati. Ma ciò che più dovrebbe interessare è valutare alla prova dei primi test concreti la tenuta dell'organizzazione difensiva. E tra Perugia stasera, e poi a stretto giro Lille, Athletic Bilbao e Real Madrid si avrà qualche risposta in più nell'approccio verso la stagione che comincerà col Genoa nel weekend del 24 e 25 agosto.

Ovviamente queste amichevoli possono dare indicazioni fuorvianti: il Napoli che lo scorso anno perse 5-0 col Liverpool, alla prova del campo ha poi dimostrato di tenere benissimo il passo delle rivali italiane ed europee e difficilmente il Liverpool che ha appena preso 3 gol (a 0) dallo stesso Napoli quest'anno si limiterà al ruolo di comparsa. E allo stesso modo se Zidane dovesse trarre indicazioni dai sette gol presi dai rivali dell'Atletico nel derby giocato al MetLife di New York dovrebbe già rassegnare le dimissioni. L'importante è capire che cosa si chiede a queste partite.

L'anno scorso la Roma di Di Francesco, ad esempio, sin dall'1-1 con l'Avellino e poi dalle due sconfitte (con Tottenham e Real) e da una rocambolesca vittoria (col Barcellona) capì già dai primi giorni di lavoro che qualcosa nella sua organizzazione tattica in non possesso non funzionava e che difficilmente Pastore avrebbe retto i ritmi di una mezzala da 433. E a questo deve soprattutto fare attenzione Fonseca. Se vorrà davvero tenere la difesa così alta (ieri ne ha parlato anche Jesus) dovrà studiare accorgimenti efficaci per evitare che un semplice scarico del pallone nei tempi giusti porti gli avversari solitari davanti a Pau Lopez. Mentre in fase di possesso le cose già funzionano piuttosto bene.

E sarà per questo importante capire stasera quanto Dzeko possa sentirsi coinvolto nel progetto del portoghese pur avendo già dato la sua parola all'Inter, se davvero Pastore potrebbe rigenerarsi in questa nuova avventura, se Zaniolo trarrà reali benefici a giocare anche sulla destra, se Schick potrà scuotersi dal suo torpore, se Kluivert è finalmente maturato e tutte le altre curiosità che avranno i tifosi a vedere la prima vera Roma.