«Roba da pazzi». Tre parole. Per fotografare la reazione di Nicolò Zaniolo e di chi gli sta vicino, a proposito delle ricostruzioni fatte dopo le parole, via social, del ragazzo successive alla rapina subita dalla mamma Francesca.

Ricostruzioni che sono andate oltre le intenzioni del ragazzo, anche se quel «poi non vi lamentate» oggettivamente poteva essere interpretato come un avviso ai naviganti a proposito del suo futuro. Invece pare che non volesse essere così, come ieri ci ha confermato il procuratore di Zaniolo, Claudio Vigorelli, pure lui piuttosto stupito dalle reazioni di una piazza che ormai ha abituato ad alti e bassi pazzeschi nel giro di ventiquattro ore.

«La volontà di Nicolò - ci ha spiegato Vigorelli - non è cambiata: vuole rimanere alla Roma, è pronto a firmare il nuovo contratto». Parole chiarissime che confermano la volontà di Zaniolo di continuare con la maglia giallorossa, cosa peraltro che non potrebbe essere altrimenti visto che il ragazzo arrivato a Trigoria nell'ambito dell'affare Nainggolan, ha un inattaccabile contratto per altri quattro anni.

Cioè in questa vicenda non può che essere la Roma ad avere il pallino in mano. Se vorrà tenere Zaniolo, e lo vorrà, non ci sono piani e strategie che potranno cambiare le carte in tavola. C'è allora solo da incontrarsi per trovare un punto di incontro che possa soddisfare tutti. Ma il problema è, almeno dal punto di vista di Zaniolo, incontrarsi con chi? I primi approcci c'erano stati col senor Monchi, poi con Ricky Massara, ora non si sa bene con chi si dovrebbe continuare a discutere.

Soprattutto perché si deve aspettare che diventi ufficiale l'arrivo di Gianluca Petrachi a Trigoria per poter affrontare l'argomento rinnovo e adeguamento contrattuale di Zaniolo, cosa che il futuro, nuovo ds (sempre che Cairo sia d'accordo) considera ovviamente una delle priorità da affrontare.

Oltre al rinnovo per un'altra stagione, scadenza 2024, e la volontà di non inserire nessuna clausola rescissoria che vorrebbe solo dire fissare il prezzo del cartellino, ci sarà da affrontare la questione stipendio. Che dovrà essere assai diverso rispetto a quello attuale che prevede, bonus compresi, un ingaggio da trecentomila euro netti. Si dovrà salire e pure di parecchio. Lo sa bene anche la Roma.

Il punto d'incontro potrebbe esserci intorno ai due milioni, più bonus, cifra che dovrebbe essere sufficiente anche a fronte di una richiesta che presumibilmente sarà superiore. La società giallorossa ha tutte le intenzioni di confermare Zaniolo, al punto che da Trigoria filtra l'assoluta incedibilità del ragazzo (al contrario, in teoria, di tutto il resto della rosa).

Non si può non sottolineare, comunque, come su Zaniolo abbiano messo gli occhi diversi club italiani ed europei, in particolare la Juventus con tanto di pizzino di Paratici e il Tottenham, società che sarebbero disposte a pagare il cartellino tra i cinquanta e i sessanta milioni (più o meno la stessa cifra richiesta dal Cagliari per Barella).

Cifre che sono frutto di deduzioni visto, per esempio, che il club di Londra nella sua storia al massimo per l'acquisto di un giocatore ha speso trentotto milioni (il difensore Sanchez). È vero che il Tottenham ha il nuovo stadio, è finalista di Champions e che c'è sempre una prima volta, ma al momento non è mai stata avanzata un'offerta, tanto meno da sessanta milioni.

Incontro per El Shaarawy

Se Zaniolo sarà la prima questione che affronterà Petrachi, la seconda probabilmente sarà quella relativa al prolungamento contrattuale di El Shaarawy legato alla Roma sino al trenta giugno del prossimo anno.

Un primo incontro già c'è stato alla presenza del fratello del giocatore, Manuel, accompagnato dal procuratore Pastorello. Si è parlato a grandi linee del futuro convergendo sul fatto che la Roma vuole confermarlo e il ragazzo gradirebbe restare in giallorosso.

Non si è però andati oltre perché sarà importante nella definizione di un accordo, anche il nome del prossimo allenatore. Dovesse essere, come sembra, Gasperini non dovrebbero esserci problemi per un prolungamento che non dovrebbe essere inferiore a ulteriori tre anni. Poi ci sarebbe la questione economica che non dovrebbe costituire un ostacolo insormontabile.