Anche Ranieri, dunque, andrà dove ci sarà un progetto in grado di «intrigarlo». Quello della Roma non intrigava Conte (ma all'inizio sì), ma avrebbe intrigato Ranieri (anche se ora non pare più), intriga parecchio Sarri e totalmente Gasperini che essendo più libero di Sarri potrà presto (ma non subito...) sposare la causa romanista. Guardiola è più intrigato dal City che dalla Juve, che intrigherebbe moltissimo Conte che però dovrà "accontentarsi" dell'Inter, che lo intriga abbastanza, così alla Juve andrà probabilmente Sarri che è intrigatissimo dall'idea di portare la rivoluzione in braccio ai restauratori.

Ma attenzione ancora alle sorprese: di progetti in giro se ne fanno tanti e qualcuno disposto ad esserne intrigato si trova sempre. Ma qui pensiamo al nostro: che cosa può aver intrigato Gasperini, ormai al netto di improbabili sorprese, l'erede designato al trono che fu di Di Francesco e che sarà fino a domani sera di Ranieri? Memore della terribile esperienza all'Inter, dove trovò giocatori logori o non adatti al suo gioco, il Gasp ha presumibilmente chiesto la possibilità di allenare un gruppo che avesse principalmente tre caratteristiche: giovane, fisicamente in grado di reggere l'impatto con le sue esigenze di calcio, mentalmente pronto al sacrificio di allenamenti duri.

E la Roma ha particolarmente battuto sul tasto della disciplina: a Trigoria si è ormai diffusa l'idea che solo con le virtù tecniche (e magari tattiche) non si arriva da nessuna parte. E i mancati traguardi di questi anni stanno lì a testimoniarlo (con errori a cui hanno largamente contribuito praticamente tutti i settori della società, nessuno escluso). E dunque se con l'arrivo del direttore sportivo si tenterà l'impresa di ringiovanire la rosa senza perdere in competitività, ciò che l'allenatore dovrà ottenere dai giocatori è innanzitutto la fedeltà assoluta al lavoro e al sacrificio. Ed è convinzione assai diffusa che solo attraverso la cessione di alcuni totem (leggi De Rossi, Dzeko, Manolas) si possa raggiungere l'obiettivo di tornare stabilmente competitivi.

Ciò che pensa questo giornale e chi vi lavora di tutta la vicenda De Rossi è piuttosto chiaro: non condividiamo per niente la scelta della società. Così come appare ormai chiaro ciò che hanno in mente quelli che a Trigoria e all'Eur lavorano per il futuro della Roma (e dentro ci possiamo mettere tutti, da Pallotta a Gasperini, da Baldini a Fienga, da Totti a Baldissoni, da Massara a Petrachi): questi sacrifici erano necessari per voltare pagina. Il "nuovo" progetto della Roma è questo qui. Aveva intrigato anche Conte, all'inizio, ma mancava di un requisito: non c'era alcuna certezza che si potesse cominciare a vincere sin dal prossimo anno. Gasperini invece ha meno ossessioni e più pazienza: e non vede l'ora di cominciare a lavorare.