Tu chiamale se vuoi emozioni. Quelle che i tifosi romanisti dovranno abituarsi a vivere, e anche tante, e anche tante in un giorno solo. È questo, almeno, quello che si augura il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni, che ieri è tornato a parlare sulla radio ufficiale giallorossa, di una giornata, quella di martedì, che per il club di Trigoria non stentiamo a definire "storica". Stadio e qualificazione agli ottavi di Champions da primi in classifica, lasciandosi dietro Conte e Simeone, con ribaltone di tutti i pronostici più ostici e anche di tutti gli agnostici. Tutto in un giorno solo. D'accordo, che il nuovo impianto di Tor di Valle fosse incanalato verso l'approvazione definitiva lo avevamo anticipato ed era nell'aria. Ma nella serata di martedì la Conferenza dei Servizi ha apposto un ulteriore sigillo sulla realizzazione del progetto.

Emozioni, allora. Lavorare per renderle costanti, per viverne tante, anche in un giorno solo, è il pensiero di Baldissoni: «Passare come primi del girone di Champions deve essere una grande soddisfazione, ma non di più. Altrimenti viviamo la cosa come eccezionale, mentre noi dobbiamo lavorare affinché questo diventi la normalità. Avevamo di fronte due squadre che per disponibilità, mezzi e risultati degli ultimi anni si ponevano avanti a noi nei pronostici, questo non possiamo negarlo, ma dobbiamo rivendicarlo con orgoglio. Ci siamo giocati il passaggio del turno, consapevoli della nostra forza, meritando di passare per primi. Nel girone di Champions League si raccoglie ciò che si merita, di solito. Ma adesso dobbiamo lavorare per nuovi obiettivi. Il calcio ed il campo è determinato da episodi. Ci portiamo avanti, abbiamo il record di pali colpiti... Per questo dico che sono elementi a cui non dobbiamo fermarci, dobbiamo lavorare per ottenere risultati a prescindere dagli episodi. Il lavoro si misura in un arco temporale medio-lungo. Noi siamo in crescita e il lavoro dà i suoi frutti, quindi bisogna continuare per crescere ancora».

Soddisfazione, ma piedi per terra. Lavoro, lavoro e ancora lavoro. Su tutti i fronti, perché lo stadio è l'altro grande risultato di questi giorni: «Sono 74 scatoloni diversi, 5.000 pagine. Il progetto è estremamente serio, c'è stata un'identificazione dell'area, poi selezionata con due amministrazioni diverse - ha detto il dg della Roma -. Abbiamo raggiunto un accordo con l'Amministrazione Marino, poi con la nuova Amministrazione, che aveva un'altra idea, c'è stata una revisione del progetto. Da lì si è avviata una fase successiva di Conferenza dei servizi. Immaginate quanti esami sono stati passati. Tutto questo dà il senso della bontà e dell'ambizione del progetto. Può essere determinante non soltanto per la Roma, ma anche per la città, che diventerà un centro d'interesse e d'intrattenimento e potrà competere con altre realtà europee. L'Italia di ora è tagliata fuori da circuiti interessanti e moderni. Il progetto porterà Roma ad entrare in questi circuiti. È un'opera "di sistema", di quelle che nascono attraverso l'impegno di tanti, e non possiamo non includere tutte le istituzioni. L'Amministrazione ha dimostrato coerenza e determinazione per portare a compimento, non ha avuto soste né esitazioni». Un grande lavoro è stato poi svolto della Regione: «Assolutamente. È stato complicato, applicando per la prima volta un nuovo sistema, un lavoro molto articolato. Hanno gestito con grande trasparenza, non era scontato. Questo è il primo progetto nato interamente sotto una legge sugli stadi. Le infrastrutture poi sono essenziali, l'arrivo di altre nuove infrastrutture porterà aiuto al calcio italiano. Il Governo ha appreso l'importanza del progetto, il Ministro Lotti ha fatto un lavoro incessante, ha introdotto nuove norme per facilitare le infrastrutture e ha compreso quanto fosse importante per il sistema calcio, per il Paese, in una città in difficoltà e finanziata da fondi stranieri».

Grande lavoro, dunque, da parte di tutti, dai proponenti alle istituzioni: «È necessariamente un successo che va ascritto ad un lavoro di squadra, che va oltre i segni politici, altrimenti non sarebbe dov'era. Che succede adesso? Dopo l'approvazione tecnica del progetto seguiranno dei passaggi normativi legati all'approvazione della Variante Urbanistica e poi la Verifica del progetto finale, dopo si potrà cominciare a costruire. Nel frattempo si cominceranno i lavori del sito, per poi avviare i cantieri. Nello stesso periodo ci sarà una visione dei finanziamenti. L'obiettivo è quello di aprire i cantieri per la fine aprile, o inizio maggio del 2018, quindi nella prossima primavera. I tempi di costruzione previsti sono 26-28 mesi, quindi possiamo concretamente auspicare di inaugurare lo stadio nel 2020-2021 e avviare la stagione».