Domenica sera la fascia di Capitano tornerà sul braccio del legittimo proprietario. Senza nulla togliere a chi l'ha indossata in sua assenza. Ma che da ieri Daniele De Rossi sia tornato in gruppo non può che essere accolta da tutto il mondo romanista come un'ottima notizia. Soprattutto in un periodo nel quale le novità positive tendono a mantenersi a debita distanza da Trigoria. Non solo. Come ogni leader, lo stesso numero 16 ha il suo vice designato, che nel caso specifico risponde al nome di Alessandro Florenzi. Anche lui tornato nell'ultima giornata ad allenarsi assieme ai compagni. Un binomio importante, sia pure in parte annunciato, dopo i rispettivi infortuni. Quello del regista arrivato durante la gara casalinga con l'Udinese, proprio mentre Dzeko piegava le resistenze friulane rilanciando la Roma. De Rossi è riuscito a vedere da terra - appena il muscolo ha ceduto - la rete del bosniaco, poi è stato costretto a dare forfait.

Quello dell'esterno molto più recente, nel finale del match del Ferraris, poco dopo la rete di El Shaarawy che aveva illuso tutti prima della doccia fredda finale. Entrambi sono usciti dal campo con la Roma in vantaggio, entrambi hanno fatto tremare compagni e tifosi negli immediati post-ko, salvo poi far tirare sospiri di sollievo appena sostenuti gli esami del caso. Più lunga la degenza per Daniele, anche perché la sua stagione costellata di guai fisici ha costretto i medici a fare i conti con la cautela. Il suo ritorno era stato annunciato entro tre settimane dagli accertamenti clinici e i tempi sono stati rispettati. I timori riguardanti il numero 24 sono invece svaniti quasi sul nascere, quando è stato scongiurato qualsiasi pericolo di lesione e da Trigoria è filtrato subito ottimismo sul suo impiego in vista della gara di domenica. I due romani torneranno quindi proprio per la sfida più affascinante, che avrebbe potuto (o potrebbe ancora, se Atalanta e Genoa le restituissero motivazioni di classifica) rappresentare il più suggestivo dei trampolini verso l'Europa.

Al cospetto della Roma arriverà la Juventus che già da due settimane si è laureata campione d'Italia per l'ottava volta consecutiva. Dal giorno dei festeggiamenti per lo scudetto, i bianconeri hanno collezionato soltanto due pareggi: la tendenza più recente li fotografa in frenata, ma la loro atavica fame di punti deve mettere in guardia. La gara sarà tutt'altro che una passeggiata, molto per i valori tecnici; un po' per la rivalità storica che separa i due club; e un po' per la voglia che ha palesato Ronaldo di centrare il titolo di capocannoniere alla prima stagione in Italia. Ma ai padroni di casa non resta che la vittoria per continuare a nutrire speranze di arrivare all'obiettivo europeo (aspettando qualche inciampo delle dirette contendenti). In questo senso il ritorno di un giocatore dal carisma e dall'esperienza indiscutibile come De Rossi - oggi ricorre il sedicesimo anniversario del suo primo gol in Serie A, all'altra squadra torinese - conferisce maggiori certezze. Proprio quando la mini-rinascita sotto il segno di Ranieri ha mostrato le prime (ma decisive) crepe, a Marassi. Del proprio Capitano questo gruppo continua ad avere necessità. Nel presente e probabilmente anche nel futuro prossimo, quello della ricostruzione, che però da qualche punto fermo dovrà partire. A partire proprio da Daniele, il cui contratto scade a giugno. Non sono stati fissati incontri per il rinnovo, ma come ha ripetuto spesso se il fisico lo sostiene gli piacerebbe proseguire. Piacerebbe anche a noi.