AS Roma

Cambiare modulo in corsa? Si può

Traslando il concetto sulla nostra amata Roma e sulla brutta e sfortunata prestazione di Udine, ci permettiamo alcuni appunti

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PUBBLICATO DA Rinaldo Boccardelli
05 Febbraio 2026 - 07:30

Negli sport di squadra, in particolare nel basket, non è raro imbattersi in squadre che cambiano modulo nel corso della stessa partita e con gli stessi giocatori in campo o, in alternativa, con uno o più cambi ad hoc.
Marco a uomo ma la squadra avversaria mi toglie il respiro e non mi fa giocare i miei come sanno e come dovrebbero? Mi metto a zona e vediamo se l’avversario si trova peggio o meglio. E vediamo se i miei riescono a sviluppare meglio la manovra, sia in fase offensiva che difensiva.

Ovvio, il basket si gioca in cinque e su un campo molto più piccolo rispetto al calcio dove peraltro non ci sono neanche i time-out. Ma per stare più vicini al calcio, questo succede anche nel calcio a cinque che, nessuno può negarlo, è sicuramente più affine al football.

Traslando il concetto sulla nostra amata Roma e sulla brutta (ma anche sfortunata) prestazione di Udine, ci permettiamo alcuni appunti. Fermo restando che con il senno del poi è decisamente più facile. Ma cerchiamo di portare nel dibattito qualcosa di costruttivo, che possa aiutare a superare alcuni limiti, apparsi abbastanza evidenti.

Udinese-Roma primo tempo. I friulani aggrediscono, corrono di più, arrivano primi sulle seconde palle, chiudono fisicamente le fasce lasciando solo e senza rifornimenti Malen. Unica possibilità di gioco libero nei piedi di Svilar che, ahimè, non sono troppo intelligenti anche in mancanza di uno schema che permetta di uscire bene e con palla a terra dal pressing avversario. Quindi lancio lungo per nessuno e palla di nuovo all’Udinese.

Finito il primo tempo, nulla impediva al tecnico giallorosso di cambiare le carte in tavola, compreso il modulo. Qualche esempio. Stesso modulo: ingresso di Pisilli in mediana con spostamento di Cristante a ridosso di Malen; cambio modulo: passo al 3-5-2 con ingresso immediato di Vaz vicino a Malen; 3-4-1-2 con Soulè dietro Malen e Vaz. O con lo stesso Soulè quinto di destra togliendo uno dei tre difensori (che ti serve a poco) e restituendo Celik al ruolo di braccetto di destra; passaggio ad un gioco a zona con difesa a quattro. Perfino un “vecchio” e vituperato 4-4-2 che a volte invece può essere molto prezioso.

Penso che a livello tattico, il futuro del calcio sia anche nella possibilità/necessità di cambiare modulo e strategia in corsa, in presenza di un avversario che ha preparato bene la partita e che sembra aver trovato il modo di renderti inoffensivo.

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