L'intervista

Il presidente del Roma club Tokyo: "L’occasione di vivere la famiglia della Roma"

Takumi Kirasagi: "È un gruppo appena fondato che aspettavano in tanti. Adesso potremo finalmente incontrare la squadra"

Il Roma Club Tokyo all'aereoporto

Il Roma Club Tokyo all'aereoporto

Norikazu Satu
24 Novembre 2022 - 13:53

La tournée appena iniziata e una sola partita nell’estate del 2004 a Tokyo: quello in corso, è solo il secondo passaggio della Roma in Giappone in tutta la sua storia. Eppure, anche da quelle parti c’è un folto gruppo di romanisti, il Roma Club Tokyo di cui il presidente Takumi Kisaragi ci ha raccontato la storia.

Come hai conosciuto la Roma? Cosa ti ha fatto appassionare?
«Durante la coppa del mondo del 2002 ho seguito le partite della Nazionale italiana. Era la prima volta che i Mondiali si svolgevano in Asia e mi ricordo che tanta gente si è entusiasmata per le partite. A un bar ho visto sullo schermo Francesco Totti con i capelli lunghi al vento. Sono rimasto incantato per le sue giocate come se mi avesse colpito un fulmine. E poi sono diventato romanista».

Qual è la storia del Roma Club Tokyo e perché hai voluto fondarlo?
«Il Roma Club Tokyo è stato fondato appena a novembre di quest’anno. Mentre il presidente della Roma era James Pallotta la società mi ha chiesto se potessi fondare un fan club qui in Giappone, ma in quel periodo io gestivo già un sito abbastanza diffuso fra romanisti giapponesi e mi richiedeva molto impegno, quindi non sono riuscito a collaborare con loro. E poi ho conosciuto un gruppo di romanisti giapponesi dai sessanta agli ottant’anni che avevano costituito un altro Fan Club autorizzato dalla Roma che aderiva all’Associazione Italiana Roma Club (AIRC), lo avevano costituito nel 1993 gli italiani che lavoravano nella Camera di Commercio italiana in Giappone e Francesco Sabatini che gestiva un ristorante italiano a Tokyo hanno costituito. Anche questo gruppo si chiamava Roma Club Tokyo .Parlando con loro, col tempo mi è venuta fortemente l’idea di seguire la storia del loro gruppo. E l’estate scorsa ho incontrato un executive della Roma in un albergo di Tokyo che mi ha chiesto di organizzare un fan club. È stato il momento in cui ho creduto che fosse il tempo giusto. Per il momento dopo la fondazione del gruppo si sono già iscritti 250 tifosi. Credo che tantissimi romanisti stessero aspettando la fondazione di un gruppo così».

Quanti siete e dove vi riunite per vedere le partite della Roma? C’è una sede del club?
«Visto che il nostro gruppo è appena nato, no ho ancora incontrato i membri. Nella tournée noi ci incontreremo per seguire la Roma. Ho saputo che dall’Italia 150 tifosi sarebbero venuti in Giappone. Non vedo l’ora di cantare “Roma Roma” insieme a loro».

Avete qualche difficoltà con gli orari delle partite?
«In Giappone può capitare di dover guardare alcune partite alle 4 della mattina. E vi assicuro che quando la squadra perde, qui ci sono tanti romanisti giapponesi che vanno al lavoro o alla scuola con le lacrime agli occhi».

L’unico calciatore ad aver vestito la maglia giallorossa è Nakata, che cosa ha significato lui per voi romanisti in Giappone?
«La Roma diventò molto famosa qui in Giappone grazie a Nakata. Anche adesso lui è considerato come un mito ed è stimato anche dai giovani che non lo hanno mai visto giocare dal vivo».

In estate nella Roma Femminile è arrivata Moeka Minami che in patria è molto popolare e con la squadra sta facendo molto bene. La seguite?
«Certamente!  Tifavo per  Annamaria Serturini e  anche Moeka Minami».

Cosa rappresenta per voi il fatto che la Roma venga in tournée in Giappone? Andrete a vedere le partite o gli allenamenti?
«La maggior parte dei romanisti giapponesi non ancora ha visitato l’Italia. Perciò questa volta seguendo partita allo stadio sarà un’occasione di sentire l’orgoglio di uno della famiglia della Roma. Seguiremo anche un allenamento aperto e organizziamo un evento a Casa Roma con  Candela e un telecronista che romanista come noi».

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