Il numero 6

La stoffa da leader: Smalling la chioccia di Trigoria

In attesa dei nazionali, il centrale inglese è il decano in questo avvio di ritiro. A lui il compito di guidare i più giovani con l’aiuto del vecchio amico Matic

Smalling sorride con la medaglia della Conference a Tirana (As Roma via Getty Images)

Smalling sorride con la medaglia della Conference a Tirana (As Roma via Getty Images)

05 Luglio 2022 - 07:57

Prende il via oggi, in via ufficiale, la quarta stagione di Chris Smalling in maglia giallorossa: l'inglese, in attesa che al gruppo si aggiungano i nazionali (attesi entro lunedì prossimo, prima della partenza per il Portogallo), sarà il "decano" in questa prima settimana di ritiro a Trigoria. Partito Mkhitaryan e con Rui Patricio ancora in vacanza, al numero 6 va il compito di guidare la squadra, che sarà completata da molti giovani della Primavera e dai primi rinforzi arrivati dal mercato. Tra questi, una vecchia conoscenza del 32enne londinese: Nemanja Matic, un altro che di esperienza ne ha da vendere, ma che è sbarcato da poco e deve ancora misurarsi con la realtà giallorossa e col campionato italiano. I due hanno giocato assieme per due stagioni, dal 2017 al 2019, nel Manchester United. Ovviamente sotto la guida di José Mourinho, prima che lo "Special One" venisse esonerato e i Red Devils affidati a Ole Gunnar Solskjaer. In totale, 64 gare insieme per il serbo e l'inglese, che ora si ritrovano all'ombra del Colosseo. Nessun trofeo nella comune esperienza biennale: una lacuna che i due cercheranno di colmare in questa nuova avventura nella Capitale.

Esperienza

La questione non è solamente anagrafica: Smalling è il calciatore più esperto della rosa che oggi inizia a lavorare sui campi del "Fulvio Bernardini", in attesa di Rui Patricio. Le sue 86 presenze nelle coppe europee, oltre alle 296 tra Premier League e Serie A e le 31 con la nazionale inglese, sono un biglietto da visita persino superfluo, per un calciatore del suo calibro. Che sia fondamentale per la Roma lo ha dimostrato - e ampiamente - nella scorsa stagione, coronata con la prestazione sontuosa nella magica notte di Tirana contro il Feyenoord. Non a caso, è stato eletto migliore in campo. A dimostrazione del fatto che, senza gli infortuni a perseguitarlo, Chris è un pilastro della retroguardia giallorossa. Lo è stato nel 2021-22 e lo sarà con ogni probabilità anche nel 2022-23. A prescindere dal modulo che Mourinho deciderà di utilizzare: che sia difesa a tre o a quattro, per lui non fa differenza, dato che in carriera ha giocato con entrambi i sistemi, sia a Manchester sia a Roma

.L'inglese, che ha trascorso le vacanze con moglie e figlio in Messico, è pronto per tornare a fare la differenza, forte della continuità avuta nella scorsa stagione, sia in termini di minutaggio, sia in termini di qualità delle prestazioni. Con la consapevolezza, figlio del trionfo in Conference, che la Roma di Mourinho può e deve lottare per grandi traguardi: il quarto posto che varrebbe la qualificazione in Champions, certo, ma anche quell'Europa League che il numero 6 ha già vinto, proprio col portoghese, nel 2016-17. Non sarà facile, ma il cambio di mentalità che pian piano lo "Special One" ha instillato nella squadra è un'arma in più, che spesso in passato è mancata a questa squadra.
Da oggi si comincia a fare sul serio a Trigoria: anche perchè la stagione sarà intensa e, complice la lunga sosta per i Mondiali invernali in Qatar, caratterizzata da un calendario molto fitto. Nei primi giorni di lavoro, assieme alla vecchia conoscenza Matic, sarà Chris a dover tirare le fila: il senatore dello spogliatoio e il nuovo arrivo d'esperienza forgeranno la seconda Roma mourinhiana, essendo uomini del tecnico, in questi primi giorni (torridi) di ritiro. Con due guide del loro calibro, il tecnico può dormire sonni tranquilli.

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