Un tris d'assi a Marassi. È quello su cui conta José Mourinho per cercare di centrare il nono risultato utile consecutivo tra tutte le competizioni. In rigoroso ordine di anzianità: Henrikh Mkhitaryan, Sergio Oliveira e Lorenzo Pellegrini. La zona nevralgica del campo, quella centrale dalla cintola in su, è affidata a loro: un mix di personalità, carisma, doti tecniche e intelligenza tattica per cercare di far male alla Sampdoria così come accaduto nel derby prima della sosta. I tre saranno confermati, anche perché Zaniolo è alle prese con un lieve fastidio muscolare che mette in dubbio la sua presenza per la trasferta in terra ligure. Niente di grave per il 22, ma il fastidio accusato nell'allenamento di ieri va tenuto sotto controllo: la rifinitura di oggi chiarirà le sue condizioni, ma al momento l'impressione è che Nicolò sarà costretto ad alzare bandiera bianca.

Tecnica e non solo

Al di là del recente stop, difficilmente Nicolò sarebbe stato titolare a Marassi: il 3-4-2-1 visto con la Lazio ha dato risposte a dir poco ottime, perciò Mou è intenzionato a confermarlo. Le chiavi di volta del modulo, chiamate a fare da raccordo tra centrocampo e attacco, sono Mkhitaryan e Pellegrini. Sono i giocatori più tecnici all'interno della rosa, quelli chiamati ad accendere la scintilla della manovra offensiva. Ma il loro compito non si limita a questo. I due sono i primi, assieme ad Abraham, a dover pressare i difensori avversari in fase di non possesso, con l'obiettivo di indurli all'errore, recuperare il pallone e tramutare l'azione in offensiva. Mkhitaryan è uno specialista in questo, tanto che Mou lo ha più volte definito «fondamentale» per la Roma. Lo stesso dicasi per il Capitano, reduce dal gol-capolavoro nel derby e da una crescita esponenziale evidenziata sotto la guida dello "Special One". Le caratteristiche tecniche rendono entrambi dei trequartisti, ma capaci di trasformarsi all'occorrenza in mezzali (come del resto è accaduto quando José ha fatto ricorso al 3-5-2), offrendo quindi un apporto che è un prezioso mix di qualità e quantità. Non è un caso se Mourinho li ha praticamente sempre schierati da titolari, al netto di infortuni e squalifiche, e non se ne priva praticamente mai.

Il numero 27

La personalità di Oliveira non è certo da meno: l'allenatore lo ha voluto fortemente, gli ha consegnato le chiavi del centrocampo e, dopo la flessione che aveva fatto seguito alla partenza sprint, l'ex Porto nel derby ha fatto di nuovo vedere di che pasta è fatto. Come ha detto lo stesso José, non è un regista, ma ha caratteristiche di cui la Roma aveva assolutamente bisogno: intelligenza tattica, innanzitutto, ma anche una certa dose di malizia che lo rendono ideale per l'allenatore. E poi il carisma di chi - come Mkhitaryan, del resto - è abituato a giocare su palcoscenici top, in ambito europeo e non solo. Sarà di nuovo lui a far coppia con Cristante, proprio come contro la Lazio, quando lo "Special One" aveva deciso un po' a sorpresa di lasciare in panchina Zaniolo. La risposta è stata ottima: tanto lavoro "oscuro", svolto con disciplina e piena dedizione alla causa. Caratteristiche che lo rendono uno dei pupilli di Mou.

Le altre scelte

Pochi dubbi sulla formazione: nonostante all'orizzonte ci sia la trasferta di Conference col Bodø/Glimt, José ha ribadito più e più volte di volere che la squadra si concentri soltanto sulla partita più vicina. Proprio come fa lui, che a seguito della disfatta proprio in terra norvegese ha fatto ben poco turnover. Ecco perché domani contro la Samp ci si aspetta lo stesso undici uscito trionfante dal derby: davanti a Patricio, Smalling, Mancini e Ibañez, in vantaggio su Kumbulla. La corsia destra sarà affidata ancora una volta a Karsdorp, mentre a sinistra il ballottaggio tra Zalewski e Viña vede il primo favorito per una maglia da titolare. Davanti, inamovibile Abraham. Eventuali rotazioni si faranno, semmai, nella terza partita della settimana, quella del 10, che vedrà la Roma affrontare la Salernitana all'Olimpico.