Sull'onda del momento. Prima della sosta, un derby giocato da assoluto leader dal centrocampo per una prestazione sontuosa, martedì scorso il gol in Nazionale (il secondo in carriera) per aprire le marcature della sostanzialmente inutile partita contro la Turchia. Al di là delle delusioni azzurre, Bryan Cristante è pronto per il rush finale di stagione con la Roma. Non che non lo sia stato in precedenza, anzi: il centrocampista è il sesto giocatore più utilizzato da Mourinho e per caratteristiche è praticamente unico nella rosa giallorossa. In tutte le competizioni, ha fatto registrare 36 presenze su 40, 27 su 30 in Serie A saltandone due per il Covid e una per squalifica. Lo Special One lo ha impiegato con regolarità in qualunque dei sistemi di gioco abbia applicato, come mezzala nel 4-3-3 e da mediano nel 4-2-3-1 e con la difesa a tre. In quel reparto in cui il tecnico portoghese ha evidenziato spesso l'assenza di un regista puro, lui è quello che con più regolarità è stato chiamato in causa mentre, ad esempio, Oliveira e Veretout hanno "ruotato" un po' nella ricerca dell'assetto giusto. Dopo le reti segnate al Sassuolo, la prima all'andata all'Olimpico nel successo romanista per 2-1 e la seconda al 94' al Mapei valsa il 2-2, punta a migliorare il record personale di quattro stabilito nella stagione 2018-19, la sua prima in giallorosso. Prima dei gol però, Cristante garantisce una forza fisica a centrocampo che lo differenzia dai compagni di reparto e lo rende, tra l'altro, quello col maggior numero di duelli aerei vinti in campionato della rosa (69), dote che lo aiuta anche in fase difensiva quando diventa il "frangiflutti" davanti alla linea giallorossa. Domani a Marassi contro la Samp la sua presenza in mediana sarà fondamentale e, come è accaduto nel derby, Bryan sarà parte con Oliveira, Pellegrini e Mkhitaryan di quel poker di giocatori a cui Mourinho si affiderà nuovamente, anche considerando la probabile assenza di Zaniolo.

L'unica volta

Proprio a Genova contro i blucerchiati, Cristante ha riportato l'unico problema fisico serio che lo ha colpito da quando veste la maglia romanista. Era il 20 ottobre 2019 e dopo 7' di gioco subì un infortunio agli adduttori che lo ha poi costretto a rimanere fermo fino a gennaio inoltrato. Da quel giorno però è cambiato tanto, ha avuto modo di diventare un leader dello spogliatoio (in allenamento non è raro sentirlo guidare i compagni) e di vestire diverse volte la fascia da Capitano (due quest'anno, contro lo Spezia e col Lecce in Coppa Italia). Quell'infortunio è solo un ricordo lontano, una spinta in più per continuare sull'onda del momento.