Non chiamatelo back sponsor. Perché l'accordo Hyundai-Roma siglato a luglio, che tra le altre cose prevede anche la presenza del brand automobilistico coreano sul retro delle maglie giallorosse, consiste in molto di più. Ad esempio, è uno dei più importanti investimenti di sponsorship finora avvenuti nel calcio femminile italiano, perché, così come la Prima Squadra maschile e la Primavera, anche le ragazze giallorosse presentano il logo di Hyundai sulle maglie. Spiega la scelta Andrea Crespi, Managing Director di Hyundai Motor Company Italy: «Non abbiamo considerato completo il processo di sponsorizzazione dell'AS Roma finché anche la squadra femminile non è stata compresa nell'operazione. Il calcio femminile, che in Italia sta crescendo sia dal punto di vista tecnico-sportivo sia da quello organizzativo, ci interessa moltissimo. Certo, può aumentare ancora molto come visibilità, e su questo la televisione ci sta dando una mano, ma al momento di decidere non c'è stato un conto preciso dei profitti e delle perdite. Se devo individuare un ritorno, è quello di poter parlare a quella parte del mercato che entra in contatto con uno sport di squadra femminile. Ma non amo vederlo sotto questo profilo: siamo in global sponsorhip con la Roma e se la Roma dedica risorse economiche e sportive al calcio femminile, lo fa anche Hyundai».

Da vent'anni nel calcio

D'altronde, sono vent'anni che Hyundai investe nel pallone, seguendone e vivendone ogni cambiamento. «Nel 1999 è nata la nostra partnership con la Fifa. È stato un investimento azzeccato per la grandissima platea che guarda i Mondiali, così come gli Europei, visto che siamo stati partner anche della Uefa. Negli ultimi anni abbiamo invece puntato a legarci con squadre di club, per cercare di dare una maggiore continuità al rapporto, perché i tifosi vivono una squadra 365 giorni l'anno. Questo ci piace molto». Roma, Chelsea, Atletico Madrid, Hertha Berlino... La strategia di Hyundai è chiara: legarsi alle squadre che rappresentano le grandi capitali europee. «Dal nostro punto di vista, cioè quello di Hyundai Italia, il nostro brand ha bisogno ancora di molta visibilità. Quale miglior platea se non un top-team italiano ed europeo? Ovviamente questa stessa filosofia è stata usata per ottenere visibilità anche negli altri campionati europei».

Comunicare con i tifosi

Ma, si è detto, l'accordo tra Hyundai e la Roma non prevede solo la presenza del marchio su supporti tradizionali quali maglie e cartellonistica. Ad esempio, in occasione del lancio della sponsorship sono stati coinvolti dei tifosi giallorossi che, portati a Trigoria su dei Suv Hyundai nuovi di zecca, hanno incontrato a sorpresa i calciatori. «Il valore del coinvolgimento della base dei tifosi romanisti è enorme. Direi che è la priorità numero uno», spiega Crespi. «Ovviamente la maglia ha un enorme valore di riconoscibilità, ma la cosa importante per noi è essere vicini ai tifosi. Interessarli, supportarli, dargli dei servizi e delle soluzioni di mobilità. Ci piace usare questo tipo di comunicazione e continueremo a elaborare nuove sorprese, provando a proporre idee innovative in questo settore. Questo ci è possibile anche grazie alla Roma, che ha un comparto di marketing e comunicazione di altissimo profilo». Con un occhio anche alla dimensione internazionale del club: «La scelta di legarci alla Roma è anche in questa ottica. In primis perché è riconosciuta ovunque nel mondo e poi perché si muove ovunque tra coppe e tournée». E che a dirlo sia il rappresentante di un brand asiatico non è un caso.

Anche se la prima pietra non è ancora stata nemmeno poggiata, Crespi non nasconde l'interesse di Hyundai verso il progetto del nuovo Stadio della Roma a Tor di Valle: «Lo vediamo come un passaggio chiave per la città di Roma. Un segnale importante che riguarda la passione e il tempo libero dei cittadini romani. Poi, ovviamente, per noi è una grande operazione che ha un impatto positivo sulla Roma, questo nemmeno va spiegato. È evidente che, con queste prospettive, noi vogliamo arrivare a questo appuntamento avendo elaborato un rapporto con squadra e città che ci permetta di avere nuove opportunità. Non vediamo l'ora che il progetto possa partire e dare nuove prospettive alla Roma e alla città. Le nostre aspettative e ambizioni sono sempre alte».

Tor di Valle: «Un'opportunità»

Per questi primi mesi di collaborazione, «Hyundai può dirsi super soddisfatta. Confermiamo che è stata la scelta corretta. Abbiamo trovato una società ben organizzata, vitale e collaborativa su tutti i progetti. Lavoriamo bene insieme e il nostro impegno dovrà essere quello di far crescere ulteriormente questa collaborazione». Intanto, nell'attesa che si spalanchino queste nuove prospettive, il brand Hyundai continua ad essere presente sul retro delle maglie giallorosse, stampato in giallo così come lo sono nomi e numeri degli atleti. «Una questione di rispetto dei colori della Roma, una scelta condivisa col club. Non crediamo che ci siano problemi di differenza cromatica», spiega Crespi. Che, lo diciamo alla fine, è anche un grande tifoso romanista: «Confermo, sono tifoso giallorosso. Ma Hyundai ha valutato diverse squadre e nel progetto di coinvolgimento delle grandi capitali europee non poteva che scegliere la Roma».