Il 42% dei gol subiti in questo campionato dalla Roma sono arrivati nella mezz'ora dopo l'intervallo, ovvero tra il 46' e il 75'. Per la precisione, 12 sui 28 totali concessi dai giallorossi nelle prime ventuno giornate di Serie A. Gli ultimi in ordine cronologico sono stati quelli di Locatelli e Kulusevski, con cui la Juventus (tra il 70' e il 72') è riuscita di fatto a vanificare quanto di buono fatto da Pellegrini e compagni fino a quel momento. Subito dopo, al 77', è arrivato il colpo del ko di De Sciglio. Ieri abbiamo analizzato i cosiddetti blackout della storia recente della Roma, mentre oggi ci soffermiamo sul minutaggio dei gol subiti (e di quelli segnati) dagli uomini di Mou in questa prima metà di campionato. La mezz'ora iniziale della ripresa, quindi: un segmento cruciale nell'economia dell'incontro, che può cambiare le sorti, compromettendo o risollevando una sfida. C'è da dire che, tra il 46' e il 75', la Roma segna anche: 13 reti per la precisione, vale a dire il 37% dei gol totali (35) messi a referto da Abraham e soci. Del resto, anche domenica scorsa contro la Juventus i giallorossi avevano preso il largo proprio a inizio ripresa, salvo poi vanificare tutto in una manciata di minuti a dir poco surreali e pressoché impossibili da giustificare. Le 12 reti incassate finora nei 30' minuti sotto esame sono equamente suddivise: 6 tra il 46' e il 60', altrettante tra il 61' e il 75'. Stesso numero di gol subiti, 6, tra il 16' e il 30', quindi nella parte centrale del primo tempo.

Mourinho, in una conferenza di qualche tempo fa, ha sostenuto che la distribuzione delle reti (sia quelle segnate, sia quelle subite) sia perlopiù casuale, ma il dato merita in ogni caso di essere analizzato. I giallorossi colpiscono poco in avvio (5 gol), mentre fanno delle ultime porzioni dei due tempi il loro momento migliore: in totale ben 17 reti, praticamente la metà del bottino totale in Serie A, sono arrivate a ridosso dell'intervallo o del triplice fischio. Tra il 31' e il 45' sono 9 i centri, tra il 76' e il 90' (più recupero) ne sono arrivati 8. A sostegno della tesi per cui i cali di concentrazione non riguardano i minuti finali (la sfida con i bianconeri è un'eccezione, chiaramente), anzi spesso e volentieri nella parte conclusiva dei due tempi i giallorossi hanno saputo dare una svolta alla partita. È il caso della sfida d'andata contro il Cagliari, prossimo avversario dei giallorossi domenica alle 18 all'Olimpico: in Sardegna la Roma ottenne la sua unica vittoria in rimonta di questo campionato, grazie all'uno-due firmato da Ibañez e Pellegrini nell'arco di 8'. Anche in quel caso, però, la prima mezz'ora del secondo tempo aveva visto i ragazzi di Mourinho prendere un gol: quello di Pavoletti, al 52', che sbloccava l'incontro. Subito dopo l'attaccante rossoblù aveva anche sfiorato il raddoppio, trovando però la grande risposta di Rui Patricio. Rimessasi in sesto, la Roma prima pareggiava con un colpo di testa di Ibañez al 71', quindi completava il sorpasso con la punizione del Capitano al 79'. Del resto, il Cagliari ha dimostrato di soffrire molto le porzioni conclusive dei due tempi, proprio quelle in cui i giallorossi fanno meglio a livello realizzativo. La squadra rossoblù, che ha un passivo totale di 41 gol (terza peggior difesa assieme allo Spezia), ne ha incassati 8 tra il 31' e il 45' e 8 tra il 76' e il 90'. Occhio però, perché la squadra di Mazzarri segna molto proprio tra il 46' e il 75': 12 le reti messe a segno, vale a dire il 64% di quelle totali (19).