Piatek al Milan. Sanabria e Machin al Genoa. Mancini alla Roma. Per ora, di vero, c'è solo che il centravanti polacco si è vestito di rossonero. Il resto è ancora tutto da definire. Con Gianluca Mancini, peraltro, che più passano i giorni e più sembra difficile che possa colorarsi di giallorosso in questo mercato di gennaio. Tutto il resto ruota intorno ai trasferimenti di Sanabria e Machin, due giocatori il cui cartellino non è più di proprietà della Roma, ma per i quali i termini della cessione prevedevano e prevedono che il cinquanta per cento della vendita del loro cartellino deve finire nelle casse di Trigoria. Cosa che in questo momento sarebbe assai gradita a prescindere. Se non altro per provare a fare qualcosa in entrata.

Sanabria e Machin

Di fatto, almeno fino a ora, è stata la Roma a bloccare il trasferimento di Sanabria dal Betis Siviglia al Genoa. Cosa che si farà, ma dopo un chiarimento, ancora in corso, con la società giallorossa. Il fatto è che la formula con cui le due società vogliono chiudere l'affare, scavalca un diritto della Roma. Il Betis, inizialmente, aveva ceduto Sanabria a Preziosi con la formula del prestito per diciotto mesi e poi, alla scadenza, un diritto di riscatto per il Genoa fissato a ventidue milioni (cifra che Preziosi siamo pronti a scommettere non spenderà mai). Il fatto è, però, che la Roma ha un diritto di riacquisto del giocatore fino al prossimo trenta giugno per una cifra fissata a quattordici milioni e mezzo. E quindi i diciotto mesi di prestito alla Roma sono piaciuti poco anche perché il trenta giugno del 2020 il giocatore arriverebbe a dodici mesi dalla scadenza del suo contratto con il Betis, quindi con una valutazione del cartellino praticamente dimezzata se non peggio. Allora la Roma ha chiesto spiegazioni al Genoa. E finora di fatto ha bloccato l'affare. Che potrebbe essere sbloccato da un altro ex giocatore della Roma. Cioè Josè Machin, ventidue anni, un passato nella Primavera giallorossa, un presente al Pescara, un contratto che prevede, in caso di cessione, che il cinquanta per cento del cash finisca nelle casse di Trigoria. Il Genoa lo sta trattando, potrebbe chiudere oggi per una cifra intorno ai quattro milioni, due quindi alla Roma. Sufficienti per anticipare l'arrivo di Gianluca Mancini dall'Atalanta? Forse sì, ma non è questo il punto. Il punto è che il giocatore, pur gradendo tantissimo l'interessamento della Roma, in questo momento non sembra intenzionato a lasciare l'Atalanta a metà stagione. Ragioni di opportunità e correttezza verso la piazza, hanno convinto Mancini a concludere la stagione con la maglia nerazzurra, poi a giugno ben venga il trasferimento a Trigoria. A meno che tutto questo non venga ribaltato all'inizio della prossima settimana, cioè dopo che si è giocata la partita a Bergamo con l'Atalanta. Per onestà, comunque, dobbiamo anche dire che ieri abbiamo parlato con la Roma a proposito di Mancini. E da Trigoria ci hanno fatto capire che in questo mercato è da escludere, se non altro perché Marcano, a meno di sorprese in questi ultimi giorni di mercato, è destinato a rimanere da queste parti. Così come per ora non si è mosso da Trigoria il capitano della Primavera, Andrea Marcucci. Si sta lavorando perché vada a giocare, Brescia, Livorno e Reggina le tre squadre più attive per Marcucci.

Il centrocampista

Oltre che per il difensore, Monchi sta lavorando per un centrocampista, più per giugno che per adesso soprattutto dopo che si è preso atto dei miglioramenti di De Rossi che presto, toccando ferro, dovrebbe tornare a disposizione di Di Francesco. Ieri dall'Argentina è rimbalzata la notizia dell'offerta per sei mesi di prestito da parte del Boca del colombiano Wilmar Barrios, centrocampista di quantità. Di sicuro è un nome nell'agenda di Monchi, ma il ds giallorosso ha fatto sapere che non arriverà alla Roma, anche perché il Boca (che è costretto a cedere qualche straniero visto che in Argentina se ne possono tesserare solo sei) vorrebbe un diritto di riscatto a venti milioni di euro. Infine, da segnalare il prestito del portiere Romagnoli alla Pistoiese.