Chissà se lo riconosceranno. Per diciotto mesi Bergamo alta e bassa, ha conosciuto tutto un altro giocatore. Reduce da un'esperienza in Portogallo che tutto era stata meno che un successo, un ragazzo di poche parole che Gasperini mandava in campo quasi sempre trequartista, ruolo in cui il ragazzo ogni volta dimostrava di avere una certa confidenza con il gol, dodici in quarantotto partite. La conseguenza è stata che a Lisbona, sede del Benfica, facevano a gara nel tentativo di «mozzicarsi» i gomiti e Bryan Cristante concludeva la passata stagione con la legittima etichetta di miglior centrocampista italiano. Ulteriore conseguenza, è stata che è diventato un pezzo pregiato del mercato estivo dello scorso anno, in molti a volerlo, la Roma brava ad anticipare tutti, cinque milioni per il prestito, altri quindici per un riscatto obbligato e poi ulteriori dieci spezzettati in una serie di bonus.

La trasformazione

Domenica tornerà a Bergamo e i tifosi bergamaschi faranno fatica a riconoscerlo. Intanto non lo dovranno cercare a trenta metri dalla porta avversaria, ma a trenta dalla porta della Roma, mediano davanti alla difesa, a Bergamo probabilmente in coppia con il rientrante Nzonzi. Insomma, tutto un altro Cristante. Che ha fatto un po' di fatica, legittima, a calarsi in questo nuovo ruolo, ma che con il passare delle partite ha preso sempre più confidenza con una zona del campo che nella passata stagione la vedeva soltanto se si voltava verso il proprio portiere.

Ora è diventato un punto fermo di una Roma ormai votata al quattro-due-tre-uno. Certo, il prolungato infortunio di De Rossi gli ha consentito di giocare con quella continuità che a inizio di stagione per lui non poteva esserci, panchina, titolare, di nuovo panchina, spezzoni di partita. Adesso, solo in campionato, sono ottocentotrentatrè i minuti consecutivi che sta in campo, l'inizio a Firenze nella parte finale della partita, poi sempre titolare e mai una sostituzione (in più ci sono anche tre partite di Champions League). La trasformazione, peraltro, non gli ha fatto perdere neppure il vizio del gol, è già arrivato a quota quattro e un quinto gli è stato praticamente rubato dal compagno Jesus sulla linea di porta nella partita contro la Sampdoria, roba che non è stata un problema visto che il brasiliano è tra i suoi migliori amici nello spogliatoio giallorosso.

Il nuovo Bryan

Ormai si è integrato nella nuova realtà romana, aiutato in questo da un paio di amici come El Shaarawy che conosceva dai tempi del Milan dove è cresciuto calcisticamente e Lorenzo Pellegrini con cui ha condiviso le maglie azzurre delle giovanili (e presto lo faranno anche in quella maggiore). Chi lo conosce, assicura che è un ragazzo tranquillo, pochi grilli per la testa, il vizio della musica hip pop, una fidanzata, la passione per gli animali, ha due cani con cui va sempre a passeggio cercando di godersi le bellezze di Roma. È diventato anche uno dei preferiti dei tifosi romanisti che ne apprezzano comunque la capacità di non tirarsi mai indietro, la forza nel mettere il suo fisicone, la disciplina tattica. Insomma, tutto un altro Cristante.