Aveva un solco lungo il viso, come una specie di sorriso. Così cantava uno dei poeti del nostro tempo e chissà che l'espressione visibilmente soddisfatta di Schick al termine della gara con l'Entella non sia stato ispirato proprio dal grande Faber. In fondo nella terra del cantautore Patrik è sbarcato e sbocciato. Per poi avere un lungo periodo di ambientamento nella Capitale, che fatti i debiti scongiuri sembra ormai - e finalmente - alle spalle.

Merito anche della Coppa Italia, competizione con la quale il ceco sembra avere particolare feeling, fin dai tempi della Sampdoria. Sintonia con il torneo confermata anche in maglia giallorossa, con cui ha siglato tre reti in due gare giocate, fra la passata stagione e quella in corso. Ma tredici mesi fa il suo gol non riuscì a evitare la sanguinosa sconfitta casalinga della Roma contro il Torino nel primo turno, mentre lunedì il ceco è stato il vero e proprio mattatore della serata. Tacco, doppio tacco e controtaccotto: ovvero gol, assist e una serie di colpi tentati per tutto l'arco della gara. Una rete splendida a sbloccare il risultato nella primissima azione del match; un assist di fino per il raddoppio di Marcano in chiusura di tempo; poi ancora il piazzato mancino che ha aperto la ripresa, finito in fondo al sacco per la sicurezza. In mezzo, una serie di ulteriori tentativi per portare a casa la tripletta, che rappresenta ancora un inedito in Italia per lui.

La Coppa come territorio di caccia prediletto, il campionato come prossima tappa dove cercare conferme. E possibilmente trovarle, perché il bottino in Serie A ancora langue: due reti nell'anno dell'arrivo in giallorosso, altrettante in quello in corso. Una parabola più simile a quella delle montagne russe che a una stabilmente ascendente. La sua avventura romana ha avuto un inizio problematico anche per colpa di una serie di noie fisiche, seguito da una netta ripresa nel finale di stagione e da un nuovo calo all'inizio di questa, in cui ha cominciato a trovare continuità solamente nell'ultima parte del 2018, sfruttando anche la contemporanea assenza di Dzeko.

Il bosniaco è rientrato nelle partite a cavallo delle feste natalizie, ma non può ancora essere al top della condizione. Alla vigilia della gara con l'Entella, Di Francesco aveva tenuto i due centravanti col fiato sospeso, rivelando che la maglia da titolare sarebbe stata in ballottaggio fino all'ultimo minuto. Poi ha optato per il numero 14, che lo ha ricompensato sul campo, creando forse per la prima volta da quando è alla Roma un vero dubbio di natura tecnica fra sé e Edin. Adesso Schick può sperare in una conferma immediata: sabato all'Olimpico arriva il Toro, con il quale sembra avere un conto aperto. I granata sono la vittima preferita da Patrik in Italia: a loro ha già segnato tre volte, per la prima delle quali gli è bastato un minuto (da subentrato al 90'). Il secondo gol è stato il piccolo capolavoro con cui ha salutato la Samp. Mentre il terzo ha rappresentato il sigillo che ha battezzato la sua esperienza romanista, proprio in Coppa Italia. Ora si cambia competizione, ma l'importante è mantenere il sorriso.