Per avere l'idea migliore di quale tradizione abbia il Venezia nel massimo campionato di calcio italiano basterebbe citare i nomi dei calciatori romanisti che vantano più presenze contro i lagunari: quello che ne ha disputate di più si chiama Pantò, dopo di lui Bonomi, Coscia, Amadei, Brunella e Donati. Sono nomi che dicono tanto ai più attempati tra i tifosi, poco ai più giovani e magari meno attenti alla storia gloriosa della Roma. I più numerosi confronti sono stati insomma negli anni della guerra, poi la squadra giallorossa è passata da queste parti a cavallo degli anni 2000, rimediando stranianti sconfitte (3-1 il 7 febbraio 1999, con Novellino sulla panchina del Venezia e Zeman su quella della Roma, segnarono Recoba, Maniero, Ballarin e Di Biagio: è stata l'unica vittoria dei veneti negli ultimi 12 confronti con i giallorossi), anomali pareggi (7 aprile 2002, con Capello in panchina, gol di Maniero e De Franceschi, prima di una doppietta di Montella nei minuti finali con due rigori assai contestati assegnati da Collina, nell'anno delle maggiori vessazioni arbitrali ai danni della Roma, purtroppo però si cominciò a indagare su Calciopoli solo due anni dopo), benauguranti vittorie (1-3 il 19 settembre 1999, prima vittoria di Capello sulla panchina della Roma, con Spalletti su quella del Venezia). In laguna la Roma ha giocato in assoluto 12 partite, vincendone cinque, pareggiandone quattro e perdendone tre.
Ma a fidarsi della tradizione di questi tempi si può finire male. Con i norvegesi, ad esempio, l'approccio troppo morbido ha giocato (un paio di) brutti scherzi alla Roma che forse si è fidata troppo della tradizione positiva. Motivo per cui oggi, viaggiando per una delle città più belle del mondo, dove la squadra giallorossa giocherà nell'anticipo del lunch match (calcio d'inizio ore 12,30) assistita da un'altra migrazione di tifosi entusiasti, Mourinho avrà ammonito i suoi giocatori rispetto ai rischi che si corrono in questa partita. Da agosto 2020 la Roma non vince due partite consecutive fuori casa, ma non vincere oggi chiuderebbe nella maniera peggiore un segmento di partite in cui ci si aspettava sicuramente di più (ad esempio, chiudere la questione della qualificazione agli ottavi della Conference League...), prima di una sosta che poi introdurrà un ultimo ciclo di gare che invece proietterà la Roma a Natale con nove partite in trentuno giorni (sette in campionato, quattro in casa e tre fuori, due in coppa, con lo Zorya e a Sofia). Il Venezia è allenato da uno dei tecnici giovani più promettenti (da calciatore fu in campo col Torino in una sfida con l'Inter di Mourinho), quest'anno erano partiti malino (quattro sconfitte nelle prime cinque di campionato), delle ultime sei invece ne hanno perse solo due, le ultime due. Ma una ventina di giorni fa hanno battuto la Fiorentina imbrigliandola tatticamente.

Mourinho è apparso tirato il giusto in conferenza stampa, ha sottolineato ancora una volta come le circostanze lo obblighino a scelte complicate di formazione (e sta meditando anche belle sorprese), ma questa non è certo la partita in cui ci si può appellare alle assenze visto il valore assai contenuto della rosa avversaria (un quarto di quella romanista secondo Transfermarkt). Piuttosto possiamo citare una curiosa statistica legata all'orario anomalo in cui si giocherà: la Roma infatti ha perso solo tre delle 25 gare di Serie A giocate alle 12.30, l'ultima volta è accaduto il 30 aprile 2017 contro la Lazio (14 vittorie, 8 pareggi). L'anno scorso è capitato tre volte, tutte in casa, e hanno prodotto un pareggio (Inter 2-2) e due vittorie (Udinese 3-0 e Genoa 1-0). Nel campionato precedente non è mai successo. Nel 2018-2019 è successo una sola volta, in casa, 2-2 col Chievo. Nel 2017-18 tre volte: Chievo-Roma 0-0, Verona-Roma 0-1, Bologna-Roma 1-1.