Il Milan è più forte. Non perde da aprile, è in testa alla classifica in quello che sembra un duello scudetto ormai definito, con l'Inter nel ruolo di terzo incomodo. Cominciamo da qui, dando i giusti meriti alla squadra di Pioli perché ci sembra onesto farlo. Detto questo, gridiamo, per l'ennesima volta da quando siamo nati e ormai sono molti, molti anni fa: date alla Roma quello che è della Roma; rispettate la gente romanista che ama a prescindere ma che vorrebbe che alla sua squadra fosse dato quello che gli spetta, un rispetto a cui si è appellato anche Mourinho in un dopo partita in cui il portoghese si è morsicato la lingua «perché altrimenti la prossima partita non sono in panchina». Rispettate la Roma e i suoi tifosi. A cominciare dalle telecronache televisive. Ma si può che ogni volta che giocano i giallorossi, la voce tecnica di Dazn sia un ex giocatore degli avversari? A noi Ambrosini non sta neppure antipatico, ma come si fa a dire che Ibañez, in occasione del rigore concesso al Milan quello che poi ha deciso la partita, non tocca il pallone? Lo tocca Ambro, lo tocca, si vede pure in maniera chiara e Maresca, ve lo raccomandiamo, ha preso una doppia topica, fischiando un tiro dagli undici metri che non c'era. E l'arbitro è andato pure al Var a rivederlo, per poi confermare una decisione punitiva per la Roma. Ma si può, Ambro, far finta di niente di fronte al calcio di rigore non dato alla Roma nei minuti di recupero per una zampata di Kjaer a Pellegrini, un episodio quasi uguale a quello accaduto a San Siro in occasione della sfida tra Inter e Juventus, episodio che tutti, ma proprio tutti, hanno detto che era da calcio da rigore? Perché è rigore per la Juventus e non per la Roma? Perché dobbiamo stare qui, nonostante l'ottimo Milan che abbiamo visto all'Olimpico, a mangiarci i gomiti per l'ennesima situazione in cui la Roma e i suoi tifosi non sono stati rispettati? Perché dobbiamo continuare a mettere in fila i nomi degli arbitri che tutto fanno meno che rispettare la nostra Roma? Azzardiamo un consiglio, a questo proposito. Quando diventano ufficiali le designazioni arbitrali per la partita di campionato, evitiamo di roderci il fegato di fronte al nome di uno o di un altro. E' inutile. Perché qualsiasi nome venga fuori, è un nome che ha precedenti negativi con la nostra Roma. Che, come sempre, più di sempre, è sola contro tutti, a parte la sua meravigliosa gente.

Guardate che l'episodio del rigore su Pellegrini per il quale il Var (Mazzoleni, un altro buono) non ha neppure ritenuto di dover richiamare Maresca per andarlo a rivedere, è la prova provata di come chissenefrega della Roma. E' un episodio identico a quello del rigore dato alla Juventus a Milano, anzi pure di più perché Pellegrini è metri dentro l'area, al contrario di Alex Sandro che era a cavallo della linea dell'area di rigore. Il risultato è che alla vecchia signora hanno dato il rigore, alla Roma non si sono neppure preoccupati di andare a rivederlo. Ripetiamo, il Milan è più forte e lo ha dimostrato anche ieri sera. Ma sarebbe cosa buona e giusta che alla Roma fosse dato il suo. Proviamo, per esempio, a riavvolgere il film di queste prime undici partite di campionato. Ricordate Roma-Udinese all'Olimpico? Minuti di recupero, la Roma è in vantaggio, tal Antonio Rapuano vede un fallo da cartellino giallo, il secondo, per Lorenzo Pellegrini. Risultato? Il Capitano la partita dopo l'ha seguita in tribuna. E quale era la partita? Il derby. Che il signor Marco Guida di Pompei ha falsato con due decisioni sbagliate. Non fischiando un calcio di rigore su Zaniolo, facendo giocare e da lì è partita l'azione che ha portato al raddoppio della squadra di Sarri. E in più, tanto per non farsi mancare niente, non ha comminato il secondo cartellino giallo a Leiva per un fallo ben più grave di quello di Pellegrini della partita precedente. Ma tanto, chissenefrega della Roma. E poi è entrato in scena pure quello che viene considerato, chissà perché ci viene da dire, il miglior arbitro italiano. Cioè Daniele Orsato di Schio, capace di fregarsene pure del regolamento annullando un gol realizzato da Abraham concedendo un calcio di rigore che non si sarebbe mai dovuto tirare e che, comunque, la Roma ha sbagliato. Questi i fatti in undici partite di campionato. E nessuno si può azzardare a mettere sull'altro piatto della bilancia episodi favorevoli fischiati nei confronti della Roma. Questo è. Chi scrive ha ormai i capelli bianchi ma sempre il cuore giallorosso. Si potrebbe pensare che ci si abitua a episodi di questo genere. No, non ci si abitua. Soprattutto perché sono sempre a senso unico. Con la Roma nel ruolo di squadra penalizzata. No, non ci abitueremo. Ma continueremo a tifare e a essere al fianco della nostra Roma che avrà pure dei limiti, ma che amiamo a prescindere. Ancora di più perché è sola contro tutti. E ne siamo orgogliosi.