Tempo di coppa, tempo da Lupi. Sul bollettino meteo come in campo. Se le previsioni per domani sulla contea di Nordland segnalano una temperatura massima di quattro gradi con possibilità di pioggia mista a neve, nel piccolo Aspmyra Stadion ci dovranno pensare gli undici uomini di José Mourinho e i quattrocento romanisti al seguito a scaldare l'atmosfera. La Roma europea fino a questo momento è stata una sorta di rullo compressore: quattro partite disputate (preliminare compreso), altrettante vittorie, tredici gol realizzati, appena due subiti. È vero che la consistenza degli avversari affrontati finora non è stata di quelle che fanno tremare i polsi, ma troppo spesso in passato proprio le gare sulla carta più abbordabili hanno nascosto insidie poi tramutate in cocenti delusioni. Anche per eccessi di presunzione. Nulla di più lontano dalla squadra attuale, che poco alla volta sta assumendo le sembianze caratteriali del suo mentore: personalità da vendere, nessuna resa (anche di fronte alle palesi ingiustizie come quelle di domenica allo Stadium), meno che mai peccati di sottovalutazione. A prescindere da chi è schierato nella formazione titolare.

Almeno in questa prima fase la Conference League resta il terreno prediletto dallo Special One per praticare un po' di turnover e concedere spazio a chi ne trova poco in campionato. Lo stesso match di domani in Norvegia non dovrebbe fare eccezione. Anzi, il calendario che lo pone in mezzo a due impegni di rilievo come quelli con Juventus e Napoli e una classifica del girone che sorride ai giallorossi, possono permettere di osare anche qualcosa in più rispetto ai sette cambi dell'ultima gara in Ucraina. Oltre al lungodegente Spinazzola, sicuramente non faranno parte della spedizione gli infortunati Smalling e Zaniolo. Se tutto procederà secondo i piani, l'inglese dovrebbe tornare a disposizione per la sfida con il Milan, in programma fra dieci giorni all'Olimpico. Più incerta la data del rientro del numero 22, che ha subito una lieve distorsione al ginocchio e si sta sottoponendo alle terapie del caso. La volontà di essere presente già nella prossima di campionato che opporrà la Roma alla squadra di Spalletti si scontra però con la cautela imposta dai guai fisici che hanno frenato Nicolò nelle ultime due stagioni. In coppa sarebbe comunque stato risparmiato, anche senza l'ultima noia. Il punto è che probabilmente dovrà essere sostituito in entrambi i prossimi impegni.

Il candidato principale a prendere il suo posto è El Shaarawy, che lo ha rilevato anche a Torino. Ma come posizione di partenza in campo, almeno a Bodø sul versante destro dell'attacco dovrebbe agire Carles Perez. Fra i quattro del reparto offensivo ci sarà anche Shomurodov, a lungo in ballottaggio con Abraham anche nella sfida alla Juve, prima che l'inglese recuperasse last minute dalla contusione rimediata in nazionale. Questa volta sarà il turno dell'ex genoano, che per la sua duttilità può essere schierato anche fra i tre alle spalle del centravanti. Ipotesi questa che permetterebbe a Borja Mayoral di rimpinguare un minutaggio ancora esiguo in stagione (appena 41' complessivi per lui). E a proposito di spagnoli ultimamente lontani dai riflettori, potrebbe essere concessa una chance anche a Villar. Oltre ai due mediani titolari, questa volta il turno di riposo può riguardare anche Pellegrini. In caso di triplo cambio lì nel mezzo, oltre al numero 8 sarebbero chiamati in causa Diawara e soprattutto Darboe, che si è districato molto bene nell'ultimo turno di coppa. Qualche modifica è attesa anche nel pacchetto arretrato, dove i maggiori indiziati a rimanere in panchina sono i due esterni. La corsia sinistra dovrebbe essere affidata a Calafiori, mentre se Reynolds ancora non desse le necessarie garanzie, a destra sarebbe dirottato Ibañez, con Kumbulla centrale accanto a Mancini.