L'ultima volta che la Roma giocò con la sua gente di pomeriggio in uno stadio vivo, Covid-19 era una sigla sconosciuta in Italia ai più, tranne che alla parte più attenta della comunità scientifica che solo da pochi giorni aveva codificato con quell'acronimo (COrona VIrus Desease, cioè malattia, mentre 19 è il riferimento all'anno della sua comparsa) quel subdolo nemico che in Cina solo da qualche settimana stava provocando chiusure sconvolgenti e inimmaginabili per gli standard occidentali. Era il 23 febbraio 2020, 34293 persone applaudirono il 4-0 al Lecce di Liverani (con reti di Ünder, Mkhitaryan, Dzeko e Kolarov), calcio d'inizio alle ore 18. 588 giorni dopo si torna a giocare all'Olimpico alla luce del sole con 30.000 persone, contro l'Empoli di Andreazzoli, di Marchizza e di Federico Di Francesco. Calcio d'inizio alle ore 18, diretta su Dazn confidando nella nitidezza del segnale.

La Roma oggi è profondamente diversa da quella di Fonseca, non tanto nei principi di gioco (il 4231 è lo stesso, con terzini di spinta, Cristante e Veretout in mediana, Pellegrini e Mkhitaryan a dividersi gli spazi sulla trequarti), quanto forse nella testa. Solo nel derby, e quindi nell'occasione peggiore, delle dieci partite giocate sin qui sotto la guida di Mourinho, la squadra giallorossa ha vissuto qualche minuto di black out, purtroppo così ricorrente invece nella Roma dell'ultimo biennio. Oggi la squadra sembra mentalmente più salda, ha un obiettivo e lo persegue ed è quello che farà anche oggi, prima di una sosta che consentirà un primo bilancio. Andasse bene la sfida di questo pomeriggio, si potrebbe rimproverare ben poco all'allenatore portoghese, al netto per l'appunto della sconfitta di sette giorni fa. L'ufficio comunicazione della Roma ha tirato fuori anche una statistica interessante a proposito delle prime dieci partite di un nuovo tecnico sulla panchina della Roma. L'unico nella storia a fare meglio è stato Rudi Garcia (10 vittorie su 10 senza intermezzi di coppe). Capello partì con 5 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte, Spalletti rispettivamente 4, 3 e 3, Di Francesco cominciò con un 6, 2 e 2.

Anche i precedenti specifici con l'Empoli sono incoraggianti. Su 15 incontri casalinghi contro i toscani, 12 volte ha vinto la Roma, 3 i pareggi, nessuna sconfitta. Nella massima serie le sfide sono state 13, undici vinte e due pareggiate: la percentuale dell'84% è la più alta contro squadre affrontate in Serie A almeno dieci volte. Le uniche quattro sconfitte con l'Empoli sono state registrate tutte in trasferta, l'ultima volta accadde nel 2007. Se oggi non finisse in parità, si verificherebbe anche la curiosa circostanza, mai avvenuta prima, di 11 partite iniziali senza pareggi. Non ci sono precedenti invece tra Mourinho e Andreazzoli (allenatore della Roma per 17 partite nella stagione 2012/2013, compresa la finale di Coppa Italia persa con la Lazio il 26 maggio), né tra Mourinho e l'Empoli.

Il portoghese ha parlato di due concetti interessanti ieri in sede di presentazione, di "romanismo" e di "maturità", riferiti all'attaccamento dei tifosi giallorossi che stanno dimostrando di aver compreso il tipo di percorso intrapreso dalla squadra. Con un obiettivo a medio termine che non debba prescindere dal perseguimento della vittoria in ogni partita giocata. Parlava ai tifosi come se in realtà si rivolgesse ai suoi ragazzi. Dai quali si attende per l'appunto maturità al ritorno in campionato dopo la sconfitta con la Lazio. Più volte in settimana ha battuto sul tasto della casualità del risultato del campo (ma di sicuro lavorando a Trigoria sulle fragilità alla base della sconfitta) e stasera vorrebbe godersi il meritato riposo senza perdere ulteriore contatto con i vertici della classifica. Poi avrà due settimane per studiare il blitz in casa della Juventus. Il tempo ideale per mettere in pratica ogni idea.