Torna il capitano, fresco di rinnovo, torna la squadra di campionato, si potrebbe dire tornano i titolari. Contro l'Empoli la Roma si schiererà molto probabilmente con la formazione che Mourinho ci ha abituati a considerare quella tipo. La formazione scesa in campo con la Fiorentina alla prima giornata, che non ha giocato a Salerno solo per la squalifica di Zaniolo (Perez al suo posto), che è stata riproposta infatti con il Sassuolo, che non ha giocato a Verona solo perché Viña non era disponibile e Mkhitaryan un po' affaticato (ai loro posti Calafiori e Shomurodov) e che non ha giocato con la Lazio solo per l'assurda squalifica di Pellegrini. Al netto degli inconvenienti registrati, insomma, si può sostenere che sia la formazione titolare di quando si gioca in casa. Con Rui Patricio tra i pali, la linea di difesa composta da destra a sinistra da Karsdorp, Mancini, Ibañez e Viña, Cristante e Veretout sulla linea mediana, e Zaniolo, Pellegrini e Mkhitaryan alle spalle di Abraham, unica punta.

Va però considerato che Mourinho sta apprezzando anche gli sforzi compiuti da altri giocatori, al momento fuori dal giro dei titolari, ma ben valutati quando hanno giocato. Gli ultimi tre sono Smalling, El Shaarawy ed il giovane Darboe. Ieri a precisa domanda il portoghese ha rivolto un elogio non banale al gambiano, tanto da far balenare anche l'idea di una possibile riproposizione al posto di Cristante, peraltro diffidato (alla ripresa ci sarà Juventus-Roma). E anche Smalling potrebbe presto insidiare il posto di Ibañez, non sempre lucidissimo nell'interpretazione del suo ruolo. El Shaarawy, uno dei più prolifici in rapporto ai minuti giocati, dovrà invece tornare in panchina dopo due gare consecutive da titolare. Saranno dunque ben sette i cambi rispetto allo Zorya.