Ricapitolando: l'Inter campione d'Italia ha visto scappare prima il tecnico artefice del successo, Conte, poi l'esterno che aveva dato il gusto della ciliegina sulla torta confezionata, Hakimi, e poi la torta direttamente, leggasi Lukaku, l'uomo che da solo per buona parte della stagione aveva guidato i nerazzurri al titolo. E i rinforzi individuati sono Calhanoglu, a cui il Milan non ha voluto rinnovare il contratto, Dzeko, attaccante da instant team ritenuto un po' troppo costoso dalla Roma in rapporto a ciò che può dare vista l'età (e in ogni caso non è certo un elemento su cui un club possa impostare un programma pluriennale), e Nandez, che ora sta provando lo sciopero bianco pur di smuovere qualcosa nell'infinita trattativa che l'Inter non riesce a chiudere col Cagliari. La Juventus a oggi non ha chiuso un acquisto e ha atteso due mesi per capire se Ronaldo avesse concesso ad Allegri la grazia di restare. La Lazio è bloccata da settimane per via del famigerato indice di liquidità, quel parametro che non consente alle società di operare in entrata se prima non si ristabilisce l'equilibrio con le cessioni. A meno che, certo, non intervenga con un'iniezione di liquidità l'azionista di maggioranza, come ha fatto Friedkin per la Roma: ma Lotito non ci pensa nemmeno e aspetta di vendere Correa, altrimenti rimanda indietro pure i giocatori acquistati ma non ancora tesserati. Il Napoli rischia di perdere il suo giocatore migliore, Insigne, perché De Laurentiis vuole convincerlo ad accettare un rinnovo di contratto al ribasso. E Lorenzo proprio non ne vuol sapere e medita di portare altrove il suo ormai famoso tir'aggiro. Il Milan ha dovuto lasciar andare a zero Donnarumma e Calhanoglu e ad oggi ha chiuso un solo acquisto, il portiere Maignan.

E la Roma? Al momento non ha venduto alcuno dei suoi giocatori chiave, ha acquistato Rui Patricio per risolvere il problema del portiere, il promettente Viña per rimediare all'infortunio di Spinazzola e lascerà andare Dzeko solo dopo aver chiuso l'acquisto di un attaccante più giovane e dalle medesime potenzialità. Ma nel frattempo ha portato a Trigoria a titolo definitivo Eldor Shomurodov, una delle più belle sorprese espresse l'anno scorso dalla Serie A. È vero, non ha trovato ancora il centrocampista richiesto da Mourinho, ma nel reparto non è certo sprovvista, avendo in organico Cristante, Veretout, Diawara, Villar e all'occorrenza Pellegrini, per non parlare dei babies Bove e Darboe. Se riesce a vendere, compra: altrimenti si resta così. Questi i fatti. Poi però ci sono le interpretazioni dei giornali. E allora la Gazzetta ha aperto l'edizione di ieri con tre sorrisoni in prima pagina: Florenzi al Milan (operazione fortemente voluta dalla Roma); Dzeko all'Inter (ma la Roma deve prima completare il reparto con un sostituto top, ma più giovane); e Bonucci "boom": il botto sta nel fatto che ha detto a Viterbo che sarà l'anno della Juve. Poi, defilato, c'era anche un titolo sulla Roma. Citiamo testualmente, così non lasciamo spazio ad interpretazioni: "Mourinho scopre com'è dura la Roma. Sull'orlo di una crisi di nervi ed è solo calcio d'agosto. La figuraccia col Betis e un mercato non Special hanno fatto suonare l'allarme". Non bastasse la prima pagina, all'interno c'è spazio anche per qualche bel titolone di "cronaca": "Friedkin non decolla, un anno dopo la rivoluzione è ancora a metà". E poi "La zavorra dei debiti: da 9 a 302 milioni nell'ultimo decennio". E infine il commento che giustifica quell'impalcatura da prima pagina, con i dolori del non più giovane Mou.

Curiosamente, anche il Corriere della Sera ha dedicato spazio alla Roma, e qui citiamo solo la prima riga del pezzo: "Mou è già sull'orlo di una crisi di nervi e maledice il giorno che ha scelto la Roma". Insomma, un clima piuttosto distante da quello che si respirava a maggio, quando si scrivevano cose così: "La Roma ha messo a segno forse il colpo più importante e mediatico della sua storia, prendendo uno dei tecnici più vincenti di sempre. I Friedkin alle parole, che non amano spendere, hanno preferito i fatti". Su quale foglio ultraterreno sono state stampate queste parole? Sulla Gazzetta dello Sport, of course. Altri tempi, si dirà. Non sarebbe corretto pensare ad atti di premeditata malafede, da addebitare a fantasiose motivazioni legate ad indirizzi commerciali, editoriali o geopolitici. Preferiamo credere che, in buona fede, i colleghi di via Solferino, che pure ben conoscono le vicende romane, abbiano davvero colto il malessere di Mourinho e ne stiano denunciando gli effetti, segno di una campagna acquisti che, nonostante i fatti appena esposti, non viene ritenuta soddisfacente. Dunque, attendiamoci a stretto giro le dimissioni o almeno una piazzata di Mourinho. Nel caso, ci inchineremo all'intuito e al lavoro dei colleghi, sicuramente più informati di noi, visto che non ci risulta alcuna crisi di nervi del portoghese: semmai sappiamo che Mou sia arrabbiato con Dzeko che dopo aver giurato fedeltà al progetto ha detto di voler andar via, attirato dal biennale dell'Inter. E allora forse il sospetto è che certi giornali si prestino a un giochetto che ha a che fare con altri tipi di partite, che si giocano fuori dai campi. Lì dove la Roma, chissà perché, viene considerata sempre la squadra materasso, su cui è lecito dire tutto. Chissà come la prenderà Mourinho.