Lukaku è a Londra, casa Chelsea. Dzeko è pronto a chiudere le valigie per trasferirsi a Milano, sede dell'Inter. Abraham ha garantito una risposta alla Roma in tempi brevi all'offerta del club giallorosso per sbarcare a Trigoria. È questa la situazione, a ieri sera, del domino attaccanti innescato dal club di Abramovic con l'offerta da 115 milioni per il centravanti belga. Sembra, insomma, che tutte le caselle stiano andando al loro posto, con tanto di conferma da parte della Roma sul nome di Abraham come l'attaccante in cima alla lista delle preferenze (in secondo ordine, a distanza, ci sono i nomi del francese Eduard e dell'iraniano Azmoun).

Partiamo da Dzeko. Tra Roma e Inter è già stato trovato un accordo per il trasferimento del cartellino per pochi milioni di euro. Così come è ancora di più trovato quello tra Marotta e il procuratore Lucci per il contratto del giocatore, un biennale da sei milioni netti a stagione più bonus. Dzeko sarà un giocatore dell'Inter, a prescindere anche da come andrà la trattativa con il Chelsea (a buon punto tra i club). Lo sarà perché a Trigoria hanno «le scatole piene» del comportamento del giocatore. Che ieri si è presentato al Bernardini per la ripresa degli allenamenti, ma è stato deciso di farlo allenare da solo proprio in relazione al comportamento del bosniaco. La società (e Mourinho che ci risulta molto arrabbiato con il bosniaco) ha gradito poco il dietro front del centravanti. Nelle settimane passate aveva parlato con il tecnico mettendosi a disposizione e, pure, aveva avuto un confronto con la dirigenza ribadendo la sua voglia di rimanere. Una voglia, poi, confermata dallo stesso giocatore con una dichiarazione, datata non più di due settimane fa, in cui aveva detto «in testa ho solo la Roma». Poi l'offerta dell'Inter ha cambiato le carte in tavola. Con Dzeko che alla vigilia della partita col Betis, si è presentato per dire voglio andare via. Il resto è storia di questi ultimi giorni.

La richiesta di Edin, per certi versi ha spiazzato la Roma, mettendola nelle condizioni di andare, in fretta, sul mercato per acquistare un nuovo attaccante. Una volta preso atto (per l'ennesima volta) dell'impossibilità di prendere Vlahovic per il quale la Fiorentina chiede oltre sessanta milioni, Pinto è andato dritto sulla sua prima scelta. Cioè Tammy Abraham, ventiquattrenne inglese di proprietà del Chelsea. Obiettivo possibile, perché le vicende del mercato, cioè il ritorno di Lukaku a Londra, avevano fatto capire che l'inglese era sul mercato (si era già parlato di un suo possibile trasferimento all'Atalanta, rifiutata dal ragazzo). La Roma, attraverso un noto e importante procuratore-mediatore che vanta buonissimi rapporti con il club di Abramovic, è subito andata al sodo. Presentando un'offerta inizialmente complessiva di quaranta milioni, cinque per un prestito annuale, più trentacinque da pagare nelle successive tre stagioni. Il Chelsea si è subito messo a sedere al tavolo della trattativa. Ma, si sa, trattare con i club inglesi non solo è complicato, ma è soprattutto costoso. E allora la Roma è stata messa al corrente che su Abraham c'è anche un concreto interesse dell'Arsenal, squadra per la quale il giocatore fa il tifo. Pinto, a questo punto, ha alzato la posta. Offrendo l'acquisto subito del cartellino per una cifra totale di quarantacinque milioni pagabili in cinque anni, ovvero nove milioni a stagione.

Su queste basi il Chelsea ha sostanzialmente detto sì, passando la palla al giocatore. Ovvero tocca ad Abraham decidere se trasferirsi a Roma. Il ragazzo negli ultimi due giorni ha ricevuto perlomeno una telefonata di Mourinho che con tutto il suo carisma ha cercato di fargli capire la grande opportunità che gli sta offrendo la Roma, arricchita pure dal fatto di una certa garanzia di poter giocare con continuità. Cioè l'esatto contrario di quello che gli è capitato nel Chelsea nell'ultima stagione e che sicuramente gli capiterebbe anche nella prossima visto l'arrivo di Lukaku. La Roma, inoltre, per quello che ci risulta, al ragazzo ha offerto un contratto quinquennale a quattro milioni netti a stagione (sei lordi con il decreto crescita) più bonus. Il centravanti ha ascoltato la proposta complessiva, rispondendo che ci avrebbe pensato seriamente e che in tempi brevi darà una risposta. Il problema, in sostanza, non è certo il Chelsea, ma la concorrenza dell'Arsenal. Perché di sicuro Abraham andrà via dal club di Abramovic. Come ieri ha confermato il tecnico Tuchel nella conferenza stampa della vigilia della Supercoppa: «Non commento la sua situazione. Non era felice nell'ultimo semestre e forse ha un motivo per non esserlo. È stata colpa mia per non averlo spinto o non essermi fidato di lui come degli altri. Posso capire che vuole più minuti. Tammy è uno dei giocatori di cui valuteremo costantemente la situazione». Appunto, è in uscita.

Ma se Abraham dovesse dire no alla Roma, a Trigoria cosa faranno? Il piano B prevede due nomi più uno: Azmoun (piace parecchio a Mou) dello Zenit, Edouard del Celtic (è quello che costerebbe meno) e lo svedese Isak (ma ha una clausola da settanta milioni). Due nomi più uno che ora sono in stand-by. In attesa che Abraham decida il suo futuro che a Trigoria si augurano colorato di giallorosso, considerando il ragazzo oltre che un ottimo giocatore, anche un investimento per il futuro.