Si gioca oggi l'andata di una delle più spettacolari edizioni del Superclásico argentino, la doppia sfida tra Boca Juniors e River Plate che assegnerà la 59esima edizione della Copa Libertadores. L'appuntamento, dopo il cataclisma che si è abbattuto ieri su Buenos Aires costringendo al rinvio, è alle 20 di stasera (diretta su DAZN) per la sfida della Bombonera, mentre il ritorno sarà sabato 24 novembre al Monumental

Quella argentina è la colonia più folta all'interno dell'insieme dei giocatori che dal 1927 a oggi hanno vestito la maglia giallorossa: ben 35 contando anche gli oriundi. Di questi, moltissimi hanno vestito la maglia azul y oro del Boca o quella dalla banda roja del River. Solo in tre le hanno vestite entrambe. Ecco il Superclásico giallorosso. 

   

I "millonarios" della Roma

Erik Lamela con la maglia del River

JUAN ITURBE -  Uno degli "oggetti misteriosi" più noti della storia della Roma ha vestito, seppur per poco tempo, la maglia del River. Nel dicembre 2012, trovando poco spazio al Porto, Iturbe chiese di poter andare in prestito a giocare con più continuità a Buenos Aires. Alla fine del prestito di sei mesi, dichiarò di voler tornare un giorno a vestire quella maglia. 

ERIK LAMELA - Cresciuto nelle giovanili dei Millonarios, la sorte di Lamela è tristemente legata a quella del River: la sua ultima stagione in Argentina, la 2010-11,  coincise infatti con la prima e finora unica in Serie B per il club biancorosso. 

NICOLAS LOMBARDO - Argentino dal cognome italiano come tanti che giocarono nella Roma degli Anni 30, militò nel River Plate a inizio carriera. E' uno dei giocatori citati nella celebre Canzona de Testaccio

BRUNO PESAOLA - In pochi sanno che il celebre calciatore e allenatore del Napoli, nonché tecnico della Fiorentina campione d'Italia nel1968-69, è stato anche un giocatore della Roma tra il 1947 e il 1950. In pochissimi sanno che crebbe nelle giovanili del River Plate, tra il 1939 e il 1944.

ROBERTO TROTTA - L'argentino voluto alla Roma da Carlos Bianchi, dopo aver collezionato solo 6 presenze in giallorosso, fu ceduto al River contestualmente all'addio dell'allenatore. Era in biancorosso anche quando la Roma vinse lo Scudetto nel 2001. Trotta ha il record di espulsioni in Primera Division Argentina: ben 17.

   

Gli "xeneizes" della Roma

Fernando Gago, capitano del Boca

NICOLAS BURDISSO - Il Bandito debuttò da professionista nel 1999 con la maglia del Boca, con la quale vinse due campionati argentini (2000 e 2003), tre Coppe Libertadores (2000, 2001, 2003) e due Coppe Intercontinentali (2000 e 2003).

GUILLERMO BURDISSO - Dopo non aver convinto la dirigenza giallorossa a trattenerlo, il fratello di Nicolas è passato per l'Arsenal Sarandì e poi per il Boca. Con gli Xeneizes segnò al debutto ed è tuttora l'unico calciatore nella storia del Boca ad aver segnato al debutto toccando il primo pallone.

FERNANDO GAGO - Cresciuto nel Boca, col quale ha debuttato, è poi passato per Real, Roma, Valencia e Velez prima di tornare a quella che considera la sua casa. Adesso è il capitano degli azul y oro e con buone probabilità guiderà i suoi contro il River.

PABLO DANIEL OSVALDO - Dopo aver militato nella Roma, venne acquistato dal Southampton, che lo cedette in prestito a Juventus, Inter e infine Boca Juniors. Segnò anche lui al debutto, ma a fine prestito tornò in Inghilterra nonostante i 7 gol in 15 presenze. Fece ritorno alla Bombonera nel 2016, ma durò da gennaio a maggio: la società gli rescisse il contratto perché agli ottavi di Libertadores fumò davanti ai compagni senza accettare di essere redarguito.

LEANDRO PAREDES - Il centrocampista dello Zenit è cresciuto nel Boca, dove è rimasto fino al trasferimento al Chievo nel 2014 in un'operazione controllata dalla Roma. E' finito nel mirino dei tifosi russi perché nella recente sfida col Grozny ha rimediato due gialli nel giro di poco, destando il sospetto di aver ricercato l'espulsione per poter guardare la finale tra Boca e River. In passato, ha coinvolto De Rossi nella visione notturna del Superclasico

DIEGO PEROTTI - Il Monito si chiama così perché il Mono, suo padre Hugo Perotti, ha giocato Boca negli Anni 70 e 80. Anche il giallorosso è passato per la Bombonera, senza successo anche a causa di un infortunio: fu inviato nel 2014 in prestito dopo il fallimento a Siviglia. 

FRANCISCO PROVIDENTE - L'attaccante argentino ha giocato nella Roma tra il 1939 e il 1941. Prima, un anno al Flamengo e due al Boca, nei quali ha segnato 24 gol in 20 partite vincendo un campionato.

WALTER SAMUEL - Fu la Roma a comprarlo dal Boca Juniors dopo che aveva vinto una Copa Libertadores nel 2000. Si era trasferito a Buenos Aires nel 1997 dopo due stagioni al Newell's Old Boys.

   

Quelli con la doppia maglia

Claudio Caniggia con la maglia di River e Boca

GABRIEL OMAR BATISTUTA - Il Re Leone fu acquistato nel 1989 dal River Plate, col quale vinse da non protagonista il suo unico campionato argentino sotto la direzione tecnica di Daniel Passarella. L'anno successivo passò al Boca Juniors con cui vinse il Clausura 1991 da capocannoniere (11 reti in 19 gare) sotto la guida di Oscar Tabarez, ma perse la finale scudetto ai rigori.

CLAUDIO CANIGGIA - Il Pájaro crebbe nelle giovanili del River, con cui fece il suo esordio nella massima serie argentina nella stagione 1985-86. A partire dall'anno successivo divenne titolare, finché il Verona nel 1988 non lo andò a prendere in Argentina. Dopo il trasferimento all'Atalanta, poi alla Roma e lo scandalo legato all'uso di cocaina, si trasferì al Benfica per poi fare ritorno in patria, ma con la casacca del Boca Juniors, nel 1995.

ABEL BALBO - L'attaccante della Roma degli Anni 90 giocò da titolare la stagione 1988-89 al River Plate a soli 21 anni, quando César Luis Menotti lo volle acquistare dal Newell's Old Boys. Fu dal River che lo prelevò l'Udinese prima di cederlo alla Roma. Nel finale di carriera, dopo l'ultima esperienza con i giallorossi, ha vestito anche la maglia del Boca Juniors. L'ultima indossata.

CATALDO SPITALE - La Roma lo acquistò dal Platense nel 1939, ma prima aveva già militato nel Boca e nel River. Giocò una sola stagione in giallorosso, senza convincere, per poi tornare in Argentina.