AS Roma

Su, coraggio: c’è tempo fino a maggio

Da 8 anni la Roma non era così in alto alla 27ª: nel 2017-18 aveva due punti in più e chiuse terza

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
03 Marzo 2026 - 06:00

Inutile negarlo: la delusione per il pareggio in extremis contro la Juventus è tanta, talmente tanta che si fa fatica a smaltirla a due giorni di distanza. La sensazione di aver sciupato un’occasione d’oro - portarsi a +7 sui bianconeri e a +8 sull’Atalanta in un colpo solo - è solo parzialmente mitigata dalla consapevolezza di aver disputato 75’ ottimi: purtroppo il black-out finale ha vanificato tutto, riaprendo i giochi che sembravano virtualmente chiusi fino a quel momento. 
Ma Gasperini, che sembra aver fiutato lo scoramento di squadra e ambiente dopo il triplice fischio, si è fatto carico del ruolo di mental coach collettivo. Il suo «animo!» nell’analisi post-gara durante la conferenza stampa è stato un simbolico scossone, volto a “svegliare” calciatori e tifosi e a dar loro coraggio in vista del prosieguo della stagione. Stagione che è ancora lunga: sono almeno 13 le partite che attendono Mancini e compagni - auspicabilmente di più, nella speranza che si vada avanti in Europa League - e di certo nulla è perduto. Anche perché la classifica è ancora dalla nostra parte.

Il confronto col passato

Del resto erano otto anni che la Roma non era tra le prime quattro dopo 27 giornate di campionato: l’ultima volta, nel 2017-18 (con Di Francesco in panchina), i giallorossi erano terzi con 53 punti, 2 in più rispetto a quelli attuali. Quella, non a caso, è stata l’ultima stagione in cui la Roma ha centrato la qualificazione in Champions League (raggiungendo peraltro anche la semifinale). In seguito la squadra non è mai riuscita a ripetersi, né in termini di punti né in termini di piazzamento. Nel 2020-21, alla seconda stagione con Paulo Fonseca, alla ventisettesima la Roma aveva un punto in meno rispetto a oggi, 50,  ma era sesta in classifica, e non quarta come oggi. Poi, complice un tracollo nel finale, Dzeko e compagni raccolsero soltanto 12 punti nelle ultime 11 giornate, chiudendo sesti a quota 62

Alla prima stagione di Mourinho eravamo sesti con 44 punti dopo 27 turni, l’anno successivo (2022-23) quinti con 47 punti: in entrambi i casi, alla fine chiudemmo sesti a quota 63. Stessa cifra raggiunta anche nel 2023-24, quando in panchina si avvicendarono Mourinho e De Rossi: al ventisettesimo turno eravamo quinti con 47 punti. Il dato peggiore riguarda la scorsa stagione, ovviamente a causa della disastrosa prima parte: dopo 27 giornate la Roma di Ranieri - già in fase di rimonta - era ancora ottava, con 43 punti; l’ottimo finale le permise di raggiungere i 69 punti (miglior risultato dal 2018-19 in poi) e il quinto posto. 

Insomma, i numeri sono dalla nostra parte: l’importante sarà riuscire a mantenere il passo avuto finora, onorando anche l’impegno in Europa League. Gettare alle ortiche il successo con la Juve è stato un vero peccato, ma che serva quanto meno da lezione: mai dare per certo un risultato, mai abbassare la guardia. Non vale solo per le big, ma anche per il Genoa, prossimo avversario domenica: chi si ferma è perduto, bisogna ripartire immediatamente.

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