Quell'anno, 2006-2007, la Cisco Roma partì davvero con l'ambizione di affermarsi come terza squadra della capitale e, per non sbagliare, i proprietari non badarono a spese. Così la coppia d'attacco messa a disposizione del tecnico Stefano Di Chiara fu decisamente fuori categoria per gli standard tecnici della C2, quarta serie calcistica: Igor Zaniolo (classe 1973) e Paolo Di Canio (classe 1968). Il primo, Igor, papà di Nicolò che all'epoca aveva appena sette anni, era il classico attaccante che ogni allenatore di quelle categorie avrebbe voluto avere. Dicono tutti che Nicolò da calciatore sia diverso tecnicamente dal padre, ma simile per l'attitudine e la voglia di ben figurare. Igor non aveva un piede particolarmente nobile, ma aveva segnato 35 gol in B e in C, era di una generosità fuori dal comune, si allenava non risparmiando alcuna energia, in campo faceva reparto da solo, era potente e disponibile, 186 centimetri e due spalle che facevano provincia, e poi aveva sempre una parola buona per tutti: insomma, quello che si dice un condottiero. A patto, però, di non pestargli i piedi.
Di Canio arrivò invece alla Cisco dopo essersi bruscamente lasciato con la Lazio per dissapori col presidente Lotito: scendere dalla serie A alla C2 fu una mossa inaspettata e clamorosa, fortemente voluta dal presidente della Cisco Tulli che con il calciatore aveva stretto un ottimo rapporto personale (il figlio, in particolare).

Di Chiara, dopo un buon inizio, fu allontanato pare – così raccontano gli agiografi – proprio per dissapori con l'ex laziale. E sulla panchina della terza squadra della capitale, lanciata nella corsa verso la C1, arrivò Fabio Fratena.
Nel frattempo però i due gioielli dell'attacco biancorosso non erano proprio riusciti a legare, troppo diversi di carattere e anche nelle modalità di comportamento, nel rapporto con i compagni e con l'allenatore. Zaniolo in particolare mal sopportava alcuni atteggiamenti da prima donna del compagno di squadra e tra i due montò poco a poco un certo risentimento che un giorno, durante una partitella, sfociò in una vera e propria rissa, anche se a dirla esattamente come la raccontano, uno le diede e l'altro le prese. Il pretesto fu l'ennesima battuta evidentemente poco gradita dopo qualche contrasto forte durante la partitella. Così quando, per riprendere l'allenamento, mister Fratena alzò una palla in aria sollecitando un duello aereo, a Igor si chiuse la vena e invece di cercare il pallone si avventò contro Paolo e nei pochi secondi che trascorsero prima che i compagni riuscissero a dividerli sul malcapitato fu scaricata una gragnuola di colpi. Ko tecnico.