Si è spenta la magia o si sono spenti alcuni degli interpreti? Mentre l'Italia ricaricava le batterie ieri all'Acqua Acetosa in vista della decisiva sfida di domani a Belfast contro l'Irlanda del Nord (calcio d'inizio ore 20,45, presso il National Football Stadium at Windsor Park di Belfast, capienza 18.500 spettatori, probabilmente non pioverà, farà freddino ma non freddissimo) si è scatenato il dibattito sulle scelte da fare in vista dell'ultimo appello. Chi ha mantenuto il ricordo della squadra degli Europei ha ancora negli occhi quella brillantezza atletica, quella velocità di sviluppo, quell'aggressività tattica, quella pulizia difensiva, quella capacità offensiva che oggi sembrano decisamente smarrite. Il primo tempo della gara contro la Svizzera è stato choccante in questo senso. Per venti minuti l'Italia ha solo subito la rimaneggiatissima squadra di Yakin, oltretutto tenendo un baricentro inutilmente alto (come tutti i baricentri che smascherano la presunzione delle squadre che pensano così di proporre gioco offensivo e invece si espongono solo alle ripartenze avversarie) che non portava frutti nel palleggio e portava gli avversari ai margini della nostra area spesso senza alcuna resistenza. Il gol di Di Lorenzo – studiato a tavolino in allenamento, non frutto dunque di una pressione ritrovata – ha ristabilito l'equilibrio numerico e psicologico e forse spaventato più del dovuto gli svizzeri che infatti hanno ragionato troppo sul risultato e poco sulle prospettive immediate di qualificazione. Con un'Italia così poco ispirata, se avessero continuato a cercare con convinzione gli spazi per colpire forse avrebbero raggiunto già venerdì sera il loro obiettivo da guastafeste. E invece si sono rintanati e nel secondo tempo il ct Mancini ha sostanzialmente rivisto le sue convinzioni iniziali, presentando peraltro una squadra decisamente più viva e brillante. Da qui il dilemma di queste ore: quale squadra meriterà di andare a giocarsi le residue chances di qualificazione domani sera in Irlanda? Quella tremebonda del primo tempo di venerdì, che però è anche quella che sostanzialmente ci ha regalato la gioia dell'Europeo, o quella rinnovata intravista nel secondo tempo? Proviamo a fare qualche valutazione: in difesa, Calabria avrebbe offerto forse maggiori garanzie di dinamismo rispetto a Emerson, pur non essendo un piede mancino, ma è uno dei tre che ha dovuto dare forfait ieri: gli altri due sono Bastoni e Biraghi (per motivi personali). Così il ct ha convocato l'ex romanista Zappacosta, oggi all'Atalanta. Ma a questo punto sulle fasce è assai probabile che verranno confermati Di Lorenzo e Emerson. Ci sembra complicato invece pensare che al centro possa essere confermato Acerbi, apparso in grossissime difficoltà con la Svizzera: senza Bastoni, il candidato a una maglia da titolare è proprio Gianluca Mancini. In mezzo al campo se Jorginho è sotto choc dopo l'ennesimo rigore sbagliato (e a questo punto sarà salutare anche per lui cambiare l'eventuale rigorista) resta comunque il punto di riferimento in cabina di regia. Semmai sono i due intermedi a mostrare qualche lacuna: Barella dal punto di vista fisico (non è al meglio e già venerdì era in dubbio il suo impiego) e Locatelli da quello tecnico (sembra più lento e involuto di quello della scorsa estate). Ipotizzare uno o due cambi nel reparto potrebbe essere logico: nel caso dunque Tonali (sicuro) e uno tra Cristante e Pessina possono sperare di guadagnarsi la promozione. Infine davanti Belotti e Insigne non sono certo al meglio, mentre Berardi e Raspadori appena sono entrati hanno alzato immediatamente il livello della prestazione generale, soprattutto dal punto di vista dinamico. Sarà una Nazionale diversa (e magari anche più romanista)? Dall'allenamento di ieri mattina all'Acqua Acetosa non sono emerse indicazioni univoche. Mancini non si sbilancia, soprattutto sull'attacco. Raspadori ha ovviamente qualche chances, ma se la gioca con Scamacca, compagno di squadra nel Sassuolo e rivale per il posto lasciato da Immobile, occupato per neanche un'ora da Belotti: e magari a sorpresa sarà confermato anche lui. Chissà se nella conferenza stampa di oggi a Belfast (17,30 locali, le 18,30 italiane), Mancini darà qualche indicazione. Altrimenti bisognerà aspettare domani sera (20,45 da noi, 19,45 a Belfast).