L'annata migliore del settore giovanile giallorosso ha conquistato anche l'azzurro: i 2004 sono quelli che hanno vinto due scudetti in due partecipazioni a un campionato nazionale, lo scorso giugno con l'Under 17, due anni fa con l'Under 15. Ma stanno diventando anche l'asse portante di una nazionale molto interessante, quell'U18 che ha dovuto saltare l'Europeo Under 17 causa Covid, e che, in attesa di arrivare a quello Under 19, sta giocando amichevoli di livello: ieri, allo stadio "Gran Sasso d'Italia" de L'Aquila, ha battuto 2-1 una fortissima Francia - invitata in segno di amicizia, dopo il contributo dato alla ricostruzione della Chiesa di Santa Maria del Suffragio (con cupola del Valadier) - molto ben dotata sul piano fisico e tecnico, vendicando lo 0-3 di giovedì. Mastrantonio ha ormai tolto il posto tra i pali allo juventino Scaglia, Missori, convocato in prima squadra con Napoli e Bodø, qui in azzurro è il capitano, Pagano il numero 10. Hanno giocato dall'inizio la prima gara, ieri erano in panchina, quando Franceschini ha voluto provare qualche riserva, come Pisilli, mezzala sinistra della Roma U18, entrato quest'anno nel giro azzurro, a forza di gol e buona prestazioni: lo ha messo attaccante, un ruolo che non è il suo. Fino a ieri mattina i tre giocatori più utilizzati da questa Italia erano tre romanisti: Missori e Pagano restano primo e secondo, Mastrantonio, che è rimasto in panchina dopo le belle parate di giovedì è stato scavalcato da Cagia, difensore centrale del Genoa che poteva essere suo compagno di squadra, visto che la Roma, in estate, aveva provato a inserirlo nell'affare Shomurodov (alla fine è arrivato il greco Keramitsis dall'Empoli, che in questi giorni si è allenato con la prima squadra).

La cronaca
Gli azzurrini vanno in vantaggio al primo affondo: il genoano Accornero, che ha preso la fascia da Missori, da fuori area lascia partire un gran bel sinistro di controbalzo che finisce all'incrocio di pali. Al 28' il primo squillo della Francia: cross da destra di Mazou Sacko, destro al volo da distanza ravvicinata di Samake, gran riflesso di Scaglia che alza. Serve a poco: l'angolo lo batte Koeberle, palla indietro ancora per Mazou Sacko, che crossa da trequarti, trovando l'avvitamento di testa del difensore centrale Pelon, che pareggia. Poi è Samake a rendersi pericoloso con un cross dal fondo, Bozzolan anticipa Kanoute a centro area. L'Italia risponde con il difensore dell'Empoli Indragoli, che recupera bene palla sulla trequarti e prova il tiro, sul fondo. Al 42' si vede Pisilli: si inserisce sull'ottimo cross dal fondo del solito Accornero e calcia di controbalzo, blocca Mabon. Due minuti dopo il romanista lancia in profondità Bozzolan, il suo cross è deviato in angolo: è il primo per l'Italia, il secondo della partita. La prima occasione della ripresa è un sinistro di D'Andrea da destra, potente ma sul fondo, al 7'. Il primo a uscire è Pisilli, proprio quando Franceschini torna al 4-3-3, che lo avrebbe valorizzato di più, al suo posto Kumi, al 22' quattro cambi, e torna in campo Missori. Raimondo segna un bel gol di controbalzo, annullato per fuorigioco, tre minuti e tre cambi dopo la Francia ha la palla del 2-1 ma Danois calcia alto da due metri. Poi l'Italia trova il gol della vittoria: una punizione a giro di Ndour trova sul secondo palo la testa di Indragoli, che devia in rete. E al fischio finale tutti a festeggiare davanti ai genitori, in tribuna.

Parla Missori
Qualche minuto dopo il capitano, Filippo Missori, viene a parlare, raccontando che «fa un grandissimo effetto giocare partite in campo internazionale: ti relazioni con squadre molto più forti di quelle che affronti nel week-end. Di solito gli avversari che troviamo qui stanno con le prime squadre, sfidarli ci aiuta sull'aspetto del ritmo e del carattere. Siamo un gruppo che farà molta strada, siamo molto uniti, quasi una seconda famiglia. E ci diamo sempre una mano: anche se nel week-end giochiamo contro quando ci ritroviamo la partita del giorno prima è andata. È stato difficile non vestire la maglia della nazionale per un anno e mezzo, non allenarsi, e non poter giocare contro squadre di livello, ma pian piano stiamo recuperando la forma migliore». Dopo aver saltato l'Europeo. «Peccato: stando un mese insieme si possono fare grandi cose, ti aiuta molto sia sotto l'aspetto calcistico che come squadra. Cosa vuole dire per me essere capitano? È solo quello che porta la fascia, ci deve stare, ma ogni componente del gruppo è importante. Non conta tanto chi è il capitano, è importante chi gioca bene, chi lotta su ogni palla, e aiuta il compagno quando sbaglia». Niente domande su Mourinho, sulla sua esperienza in prima squadra, o sulla Primavera che è prima in classifica: l'addetto stampa era stato chiaro. E prima che il ragazzo vada via, ci scherza un po': «Devi farti trovare pronto, che tra poco vi tocca De Rossi». Daniele stavolta, non Alberto, con cui già lavora da mesi: il ragazzo risponde con un sorrisone.