Adesso o mai più. Il ciclo che a partire da oggi condurrà fino alla fine dell'anno solare, rischia di essere decisivo per le sorti della prima Roma di Fonseca. A partire dalla gara con il Brescia, che arriva al termine di una sosta più lunga e intensa di quanto dicano le due settimane di distanza dall'ultimo impegno a Parma. Prima le scorie del match del Tardini, poi le prestazioni dei romanisti disseminati per il mondo con le rispettive nazionali, infine le vicende societarie che hanno catalizzato gran parte delle attenzioni. Di tutto si è parlato tranne che della sfida di giornata, che invece molto potrà dire sulle ambizioni giallorosse in campionato. Poi da domani bisognerà rituffarsi con la testa dentro l'Europa League, che giovedì nella difficile trasferta di Istanbul presenta la sfida probabilmente decisiva per il prosieguo del cammino internazionale.

Le due squadre che occupano le posizioni di classifica alla portata di Dzeko e compagni, sono attese da due trasferte insidiose. La Roma ha il dovere di sfruttare il fattore campo contro il fanalino di coda Brescia, privo anche di Balotelli messo fuori squadra dal neo-tecnico Grosso. Non ingannino i soli sette punti accumulati finora dai lombardi, né lo 0-4 casalingo rimediato nella giornata prima della sosta dal Torino. Quella guidata dall'ex campione del mondo è una squadra che vale più dell'ultimo posto - come ha ammesso lo stesso Fonseca nel corso della rituale conferenza stampa della vigilia - e può vantare l'eccellenza di Tonali in mezzo al campo, l'esperienza di Romulo (utilizzato tanto sulla fascia quanto sulla trequarti da Corini) e l'affidabilità di Donnarumma davanti. Sicuramente non uno scoglio insormontabile, ma una formazione che può risultare insidiosa soprattutto alla luce del prevedibile arroccamento a protezione della propria porta.

I precedenti

I precedenti all'Olimpico pendono nettamente a favore della Roma, che ha vinto sedici dei ventidue incroci, sia pure accumulando quattro pareggi (intervallati da un roboante 5-0 nel 2003-04) negli ultimi cinque precedenti in Serie A, quelli disputati nel terzo millennio. L'unica sconfitta (2-3) risale alla stagione 1992-93. Mentre la partita più recente nella Capitale è datata 2 febbraio 2011: 1-1 il punteggio, per effetto delle reti di Borriello ed Eder. Fu l'inizio della fine della prima era Ranieri: dopo quella partita seguirono tre sconfitte consecutive culminate nella clamorosa rimonta subita a Marassi col Genoa che portò alle dimissioni del tecnico di San Saba. Tutt'altra situazione quella attuale, con Fonseca più che mai sulla cresta dell'onda e ancora nel pieno della fiducia conquistata da pubblico e gruppo attraverso un'idea di gioco ben definita e identificabile, una serie di risultati comunque importanti - paradossalmente i più convincenti proprio nel momento di massima emergenza - e un comportamento coerente con le intenzioni verbali. Chiaro, concreto, senza guardare in faccia nessuno. Lo schieramento sul quale ha insistito nell'ultimo periodo ha tenuto fuori per mera scelta tecnica Florenzi. Non proprio l'ultimo arrivato. Che però da Capitano vero non ha inscenato alcuna polemica, mettendo sempre gli interessi della squadra davanti ai propri e riprendendo il proscenio in Nazionale, dove probabilmente ha scalato qualche gradino verso il ritorno da titolare anche con il club di cui è tifoso.

Qualunque sia l'undici che il portoghese manderà in campo, è certo che rispetto all'ultima tornata ci saranno molte più rotazioni. Facendo tutti gli scongiuri del caso, l'emergenza infortuni è alle spalle e in tutti i reparti ci si avvia a piccoli passi verso la normalità. Sette partite in 23 giorni, con quattro trasferte dall'alto coefficiente di difficoltà. E un prosieguo di stagione che in un senso o nell'altro sarà determinato già in questa settimana. A partire da oggi