La Roma ha portato oltre 100 persone a Madrid tra prima squadra e primavera con relativi staff tecnici e medici, dirigenti e personale del marketing e del media center. Una spedizione massiccia, favorita ovviamente dalla contemporaneità degli impegni della prima fase tra la Champions e la Youth League. Non c'è Pallotta, bloccato negli Usa da impegni personali, così il più alto in grado è il dg Baldissoni (mentre Gandini, ancora in attesa dell'offerta definitiva del Milan, è rimasto a Roma. Presto lascerà la società), ovviamente con il ds Monchi, con Fienga, Totti, Conti, Tempestilli.

La comitiva giallorossa è partita ieri da Fiumicino alle 15,30 dopo che la squadra ha svolto la seduta di rifinitura a Trigoria, ha accumulato un ritardo di un'ora che ha costretto poi Di Francesco e De Rossi a incontrare i giornalisti al Bernabeu per la rituale conferenza stampa mezz'ora dopo l'orario previsto.

Oggi è invece in programma il pranzo sociale con Florentino Perez e gli altri dirigenti del Real. In rappresentanza della Roma con Baldissoni andranno Massara, Fienga, Calvo e Tempestilli. Non Monchi, che ha fissato alcuni appuntamenti.

Tra i primi tifosi arrivati ieri a Madrid anche il presidente dell'Unione Tifosi Romanisti, l'avvocato Fabrizio Grassetti, alla sua 118ª trasferta europea. La particolarità è che da quando la Roma è tornata seriamente in Europa, stagione 1975/76, di partite fuori confine ne sono state giocate 121: «Ne ho saltate solo tre, ma una non la conto perché era la gara giocata a porte chiuse a Mosca. Nelle altre due (Lione due anni fa e Leeds nel 2000) sono stato bloccato da un colpo della strega e da un'operazione chirurgica a mia moglie; e ne sono davvero dispiaciuto». Quando si dice la passione.