In anticipo sul fischio d'inizio per stemperare l'attesa sulle sponde del Douro. La ricchezza di Porto, così è soprannominato il fiume che bagna la città prima di unirsi all'Atlantico. La ricchezza della Roma saranno i tanti tifosi presenti nel settore dell'Estadio do Dragão: 2.200, alcuni dei quali arrivati già in città nella giornata di ieri. Un arrivo in massa per una partita che, come riferito dal quotidiano portoghese Record, è considerata ad alto rischio. «Speriamo sia una gara caratterizzata da un'atmosfera di festa - le parole di Cardoso da Silva, comandante della terza divisione di polizia e responsabile dell'area dello stadio - Monitoreremo i tifosi all'aeroporto e nel centro della città, con particolare attenzione verso le zone Ribeira e Aliados. Chiedo alla gente di Porto di accogliere bene i romanisti».

Romani in una terra di origine romana, con il giallorosso dei loro vessilli simile al pasto preferito in città: francesinha e vino. Uno sguardo verso vecchi tram e la vista dall'alto della Torre dos Clerigos, con oltre duecento scalini da salire per godere di un panorama speciale. Metafora di una Roma chiamata a mettere in campo quanto lasciato sabato negli spogliatoi: testa e cuore. Un compito tutt'altro che semplice, in campo e sugli spalti. Sono cinquecento infatti i biglietti a disposizione della tifoseria portoghese per far registrare il sold-out, con il Porto che ha caricato i suoi sostenitori prima di render note alcune informazioni utili. I cancelli dello stadio saranno aperti alle 18.30, mentre dalle 17.30 saranno fruibili alcune attrazioni, tra cui il Museo del club. Prima però c'è un'altra notte da esorcizzare per molti dei 2.200 romanisti muniti di biglietto, chi già presente ad Oporto, chi in procinto di raggiungere il Portogallo. Notte e giorno al suo fianco.