AS Roma

Rocky 4-Pruzzo 5, 40 anni dopo

Il 16 febbraio 1986 il Bomber segna cinque gol all'Avellino. E l'ultimo non voleva manco farlo

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Tonino Cagnucci
16 Febbraio 2026 - 14:55

C’era una lettura di SPQR che si faceva da ragazzini, ed era: «Segna Pruzzo Quattro Reti». Perché Pruzzo era il Bomber, l’unico 9 possibile, quello che vinceva la classifica dei cannonieri, segnava alla Lazio e in rovesciata alla Juve all’ultimo minuto. Ecco, Roberto Pruzzo dopo Roma-Avellino 5-1 ha tolto le parole pure ai ragazzini, è andato oltre persino le loro iperboli lasciando solo punti esclamativi. Roma-Avellino 5-1, leggetela meglio: Pruzzo-Avellino 5-1, così avevano aperto i loro servizi quasi tutti i giornalisti quel pomeriggio perché Pruzzo ne aveva fatti 5 tutti insieme in una partita: 5 gol, 4 in un tempo solo, il secondo, 2 negli ultimi tre minuti: 2 rigori, 1 di testa, 1 di sinistro, 1 sotto porta, un altro in contropiede. SPQR viene presto soppiantato a scuola da “Pruzzo alla quinta”, da cose tipo “Rocky 4-Pruzzo 5”. È appena finito il festival di Sanremo, vinto da un ragazzino romano che si chiamava Ramazzotti (e non si sapeva ancora fosse juventino) e che cantava “Adesso tu”. La dedicammo tutti a Pruzzo.

Il «Guerin Sportivo» in copertina scriveva Il festival di Sanroma e il titolo sulla foto del Bomber era: “Adesso io”. Adesso e per sempre lode a te Roberto Pruzzo. Cinque gol che gli permisero, quel pomeriggio, di diventare il miglior cannoniere in attività (121) – l’unico ad aver realizzato una cinquina in una partita (prima di lui, c’era stato Hamrin nel ’64) – e di andare in testa alla classifica dei cannonieri con 12 gol, lasciandosi dietro a 10 gente come Platini e Rummenigge. «Neanche in allenamento si segna così tanto. E pensare che due mesi fa qualcuno voleva che io smettessi. C’era chi mi dava per finito», le sue parole nello spogliatoio. Davano finito lui e la Roma, distante 8 punti dalla super Juve di Platini e soci, e invece quei 5 gol all’Avellino significarono soprattutto la Roma a 3 punti dai bianconeri. Perché al momento del quarto gol di O’Rey, sul tabellone lampeggia il pareggio di Renato Zaccarelli del Toro nel derby contro la Juve: 1-1. Sono le 16:42, l’Olimpico esplode. L’Olimpico, forse per la prima volta, comincia a credere alla rimonta impossibile. D’altronde, quella Roma è al sesto successo consecutivo e ha un attaccante che ha appena segnato cinque gol in una partita. Tutto è possibile. Anche che il Bomber non volesse tirare l’ultimo rigore (già prima era stato clamorosamente generoso, appoggiando a Conti, anche se non aveva nessuno tra lui e il portiere Zaninelli).

Fa un po’ effetto la sua spiegazione: «Con tutta l’euforia che c’era attorno, era il rigore più difficile di tutta la mia carriera». Sul 4-1... Cose da Bomber. Cose da Pruzzo. Cose da Roma. Fatto sta che se lo giocò a pari e dispari con Boniek, vinse, segnò e per un pomeriggio l’acronimo di Roma, del Senato e del popolo romano, della Tribuna Monte Mario e della Sud, Senatus Populusque Romanus... divenne Pruzzo 5. Qualcuno andò perfino a scriverlo su un muro del Campidoglio. Mi pareva giusto all’epoca. E anche adesso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI