Ormai può essere considerato un veterano del derby. Nonostante l'età non sia così avanzata, ne ha disputati già undici in carriera tra campionato e coppe. Sarà anche per questo che Eusebio Di Francesco l'ha tenuto a riposo a Frosinone nella trasferta di sabato scorso dove la Roma ha continuato la sua striscia di risultati utili consecutivi, anche se solo all'ultimo secondo. Alessandro Florenzi si prepara a vivere il prossimo derby in programma sabato all'Olimpico (sebbene in trasferta). Turnover in Ciociaria, anche perché il numero 24 giallorosso era ed è nella lunga lista dei diffidati della Roma. Riposo per un tour de force che sarà decisivo per gli obiettivi della squadra di Di Francesco: per il campionato, dove la corsa Champions inizia a delinearsi e si è aperta ancor di più dopo il pareggio dell'Inter al Franchi di Firenze. Per recuperare sulle milanesi la Roma non dovrà perdere (altri) colpi. L'occasione del derby, in questo senso, è duplice: un risultato positivo - oltre a dare linfa vitale psicologica per il finale di stagione al gruppo - manterrebbe i biancocelesti a debita distanza.

Ale scalda i motori

Il suo rientro sulla fascia destra al posto di Santon (meno probabile vederlo esterno alto) appare scontato. Undici ne ha giocati e il suo bilancio nella stracittadina è in attivo: sei le vittorie, quattro i pareggi e una sola sconfitta, maturata nel giorno della sua prima presenza - da titolare - in un derby (il 3-2 in trasferta con Zeman allenatore dell'11 novembre 2012). Ai biancazzurri Florenzi ha segnato anche un gol e l'ha fatto forse nel suo più bel confronto con i dirimpettai, quello del 3 aprile 2016 (anche questo in trasferta), quando la Roma si impose per 4-1 sugli avversari. E, soprattutto, indossava la fascia da capitano per la concomitante assenza di De Rossi e Totti. Un destro al volo (su "assist" di testa di Patric) per il 3-1 da fuori area, all'83', che chiuse definitivamente una partita mai in discussione. Una corsa a braccia aperte verso la panchina per abbracciare lui. De Rossi. Uno "zompo" d'amore, come quello in tuta e col cappellino, partendo dalla panchina, sulle spalle di Dzeko al 95', in quel gruppone che sembrava un tutt'uno con il settore allo Stirpe. E da capitano come quando ha segnato il suo unico gol alla Lazio, se toccherà un turno di riposo a Daniele De Rossi con il Porto in vista, giocherà sabato. Niente da aggiungere, ci siamo capiti.