Almeno tu, Gasperini s'affida a Malen
Ferguson out, Vaz è ancora acerbo. Senza Dybala e Soulé, l’olandese deve trascinare la Roma
(GETTY IMAGES)
Non tutti i mali vengono per nuocere. Anzi, a Trigoria da qualche tempo ne è arrivato uno, Malen - scusate l’ennesimo gioco di parole banale -, che si è preso la scena senza indugi o bisogno di chissà quanto tempo per adattarsi al nuovo contesto. Don, così lo chiamano i suoi nuovi compagni di squadra e Gasperini, è già il centro di gravità permanente della Roma. Soprattutto per meriti suoi, visto l’effetto immediato in un mese o poco più da romanista, ma anche per l’emergenza offensiva che Gasp prova ad affrontare senza sosta ormai da settimane. E la cosa non cambierà, purtroppo, domenica, quando all’Olimpico arriverà la Juventus di Spalletti per quello che, in ottica giallorossa, più che uno scontro diretto somiglia ad una sorta di match point per un posto nella prossima Champions League. Soulé e Dybala, infatti, rimangono in forte dubbio e, col passare delle ore, il dubbio prende sempre più le forme di un forfait pesante per i due argentini e ex di serata. Di sicuro, comunque, risulta complicato immaginare anche uno solo dei due dall’inizio in campo domenica e quindi Gasperini, a Trigoria, studia le alternative, con una certezza in testa: Donyell Malen.
La solitudine dei numeri primi
Gli sono bastate sei partite, a Malen, per diventare uno dei numeri nove - anche se sulla schiena ha il 14 - più in forma dell’intera Serie A, oltre alla stella polare dell’attacco romanista, in grado di emanare luce anche, forse, per il buio intorno. Perché il pomeriggio di Torino, sponda granata, è rimasto un felice unicum dell’accoppiata Malen-Dybala, visti i problemi al ginocchio di Paulo che proseguono. Oltre alla Joya, Soulé è stato frenato dalla pubalgia, mentre Ferguson fa avanti e indietro con l’Inghilterra per capire come affrontare la fragilità delle sue caviglie. Aggiungeteci poi un Vaz sicuramente interessante in prospettiva, ma ancora acerbo, e avrete il quadro della solitudine di Donyell.
Impatto immediato
Cinque gol in sei partite. Basterebbe questo semplice, ma non banale dato a raccontare l’efficacia di Malen. Ma la verità è che anche quando non ha trovato la via del gol, per esempio contro la Cremonese, Donyell è riuscito a incidere, risultando per alcuni il migliore in campo. Perché Don è gol, sì, ma soprattutto scatti, palloni tenuti e recuperati, falli conquistati: insomma un centravanti completo. E, come ogni punta, Malen in testa ha solo la porta avversaria, il far male - sportivamente parlando - all’avversario. In 6 gare ha già calciato 30 volte. Solo Cristante (31), Dybala (36) e Soulé (42) hanno fatto meglio nella Roma, ma ovviamente con tante presenze in più. Don ha già tirato più di Ferguson (27) e Dovbyk (10). Insomma, con lui è tutta un’altra musica, è il Malen necessario all’attacco della Roma. Gasperini lo sa, se lo tiene stretto, e s’affida a lui.
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