Di sicuro tra gli spettatori più interessati alla partita di stasera tra Lazio e Milan ci sarà anche Eusebio Di Francesco, uno degli allenatori italiani che maggiormente si prepara studiando gli avversari in ogni dettaglio, in particolare notando il tipo di costruzione del gioco e come sfruttano i calci piazzati. Raramente, invece, anzi praticamente mai decide di cambiare la sua strategia offensiva in base a come difendono gli altri. Anche in queste due partite in cui la Roma si giocherà una buona fetta della sua stagione, tra derby e Oporto, a far pendere l'ago della bilancia tra una scelta e l'altra non sarà tanto il modo di giocare di Inzaghi e Conceiçao (altri due tecnici con un passato da calciatori della Lazio: con Mihajlovic sono tre gli ex biancocelesti che avrà incontrato in due settimane, con l'intermezzo dell'ex romanista Baroni), quanto l'esigenza di far giocare questo o l'altro. Nella sua mentalità, cambiare l'atteggiamento offensivo della squadra in base agli avversari alla fine toglie qualcosa all'identità di un gruppo rispetto al piccolo beneficio che se ne può trarre. Così per sabato il suo pensiero è rivolto ai recuperi diventati possibili di Manolas e Ünder, due pedine fondamentali nel suo scacchiere, ma sa che è molto probabile che sia costretto a rinunciare ancora una volta a Daniele De Rossi.

Programma ad hoc per De Rossi

Nel caso del capitano, non si tratta per fortuna di un altro infortunio, ma dell'esigenza legata al recupero di un giocatore che va valutato giorno per giorno, allenamento dopo allenamento. In pratica, per Daniele è stato riproposto il sistema di recupero che era già stato adottato per Strootman, nella fase di recupero dopo il terzo intervento: un giorno di lavoro duro e uno di riposo, poi due giorni di lavoro duro e uno di riposo. E così per le partite: non è un caso se in questa stagione, a parte solo proprio per le prime gare, non ha mai giocato tre partite consecutive con due a distanza ravvicinata. E così per farlo giocare col Porto all'andata il tecnico gli ha fatto saltare quella col Chievo, poi ha mancato Bologna (nonostante fisicamente non avvertisse alcun dolore), è tornato a Frosinone e presumibilmente ora non ci sarà nel derby per essere pronto mercoledì al do Dragão.

Incognita Nzonzi

Ma non è automatico che giochi Nzonzi, tra i più deludenti a Frosinone. Considerando tutte e tre le competizioni in cui è stata impegnata la Roma quest'anno, solo due volte è capitato che senza De Rossi in campo mancasse anche Nzonzi, ed è successo prima nella partita di Coppa Italia con l'Entella e poi cinque giorni dopo in campionato contro il Torino. Ma fu per infortunio. Sarebbe la prima volta, con la Lazio, se il francese rimanesse fuori senza De Rossi per scelta tecnica. Improbabile anche statisticamente, dunque, ma possibile. Col Torino giocò il terzetto di giovanissime certezze romaniste, Pellegrini e Cristante davanti alla difesa, Zaniolo a trequarti. Se fosse questa la scelta di Di Francesco, ai lati di Dzeko potrebbero giocare due esterni d'attacco veri: sicuramente El Shaarawy, tra i più in forma e tra i migliori attaccanti di questa stagione, e uno tra Perotti e Kluivert. Se invece Di Francesco confermasse la sua fiducia nei confronti di Nzonzi, allora Zaniolo potrebbe essere dirottato sul fronte destro dell'attacco, nel ruolo in cui si è già visto quest'anno, con alterne fortune, a Bergamo, a Firenze in Coppa Italia, col Porto in Champions e col Bologna. In difesa, infime, se, come si spera, stringerà i denti Manolas, si vedrà chi tra Fazio e Juan Jesus potrà affiancarlo e non va esclusa una chance per Marcano come terzino sinistro, per far riposare l'eterno Kolarov. A destra dovrebbe invece toccare a Florenzi.