Sul passato recentissimo meglio non sostare troppo. Tenerlo a mente sì - non potrebbe essere altrimenti - come monito, ma cercando per quanto possibile di voltare pagina. Meglio rivolgere lo sguardo a qualcosa di più distante nel tempo, ma con un occhio al presente. Almeno per El Shaarawy, che si ritroverà di fronte questa sera la squadra che lo ha lanciato nel grande calcio. Da quando indossa la maglia giallorossa, al Milan ha già fatto male in più di un'occasione: la prima volta nel primissimo incrocio da ex. Stagione 2015/16, il Faraone approda nella Capitale durante la sessione invernale di mercato. Il suo arrivo è accompagnato da scetticismo, quando non da aperte critiche nei confronti della società che ha puntato su un giocatore visto in parabola discendente, eppure lui si inserisce subito alla grande e nel giro di pochi mesi fa faville.

La formula d'attacco spallettiana, tutta verticalizzazioni improvvise e ricerca della profondità con palla a terra che scorre veloce, sembra fatta su misura per lui. Stephan confeziona gol e assist a ritmo della sua stagione boom, tre anni prima proprio con la maglia del Milan. Il calendario lo pone di fronte ai suoi trascorsi soltanto all'ultima giornata, nella tana rossonera che è stata anche la sua fino a pochi mesi prima. San Siro lo accoglie bene, lui ricambia facendo quello che gli riesce meglio: giocando una gran partita, impreziosita anche dal gol del 2-0. Quando realizza la rete che mette in ghiaccio la partita non esulta, ma il gesto non basta a placare i rimpianti dei suoi vecchi tifosi.

Passa poco meno di un anno e ancora sul finire del campionato la Roma è di scena al Meazza. El Shaarawy parte dalla panchina e ci resta fino a mezz'ora dal termine del match, quando un infortunio di Perotti gli spalanca le porte del campo. Bastano 18 minuti e l'attaccante savonese concede il bis, portando i giallorossi sul 3-1 e di fatto chiudendo la contesa. È il suo ultimo gol al Milan. Anche perché da allora incrocia la vecchia squadra da titolare soltanto una volta, nella terza vittoria consecutiva sotto la Madonnina. Al ritorno all'Olimpico siede in panchina per tutto il match. Accanto a Di Francesco comincia anche nel primo scontro diretto di questa stagione: entra dopo l'intervallo, ma la sua presenza non basta a evitare un'amara sconfitta all'ultimo minuto. Oggi toccherà di nuovo a lui, alla ricerca di una rete che farebbe bene anche (soprattutto) alla squadra. Non soltanto perché a pezzi dopo Firenze, ma anche perché quando il Faraone segna, la Roma non perde. E con questi chiari di luna, ci si aggrappa anche alla cabala.