Di Francesco deve arrivare al 29 dicembre. Archiviata la sconfitta di Torino, che pure poteva essere messa in previsione visto il delta tecnico e psicologico attuale tra le squadre, la quarta per 1-0 consecutiva allo Stadium, c'è un imperativo per la squadra giallorossa: chiudere alla cifra tonda di quota 30 punti il 2018. Un anno particolare, che ha significato una semifinale di Champions League dopo 34 anni, la seconda della storia del club, ma anche un baratro che è sembrato a tratti irreversibile in questa ormai prima metà di stagione che registra un ritardo di 15 punti rispetto a quella scorsa dopo la diciassettesima giornata. Un anno solare, il 2018, che vede la Roma sesta con 62 punti in classifica, fino ad ora, preceduta dalla Juventus (97) e dal Napoli (84), ovviamente, e dal gruppetto delle attuali concorrenti per un posto in Champions: Milan (66), Inter (64) e Lazio (63). Per tornare a essere almeno la terza forza della Serie A la squadra di Di Francesco deve davvero fare un miracolo. Ma per provare a invertire una tendenza che in campionato è diventata insostenibile occorre fare punti.

Da ieri mattina la squadra è al lavoro in vista del Sassuolo (per lo scarico) e per cancellare parecchie cose: a partire da un primo tempo fatto di timori e equivoci, anche tattici, poi rimediati. Ripartire dalle note positive: un secondo tempo da squadra, sia a livello di intensità che di mole di gioco, purtroppo mai pericoloso veramente. E alcune individualità, come i sempre più in palla Zaniolo e Cristante (proprio il Sassuolo - insieme al Genoa - tra l'altro, è la squadra a cui ha segnato più di un gol), o come Manolas e Nzonzi, l'uomo d'ordine appena entrato in diffida, che prima o poi sarà costretto a fermarsi, dopo gli straordinari che gli sono stati richiesti da quando è arrivato. E soprattutto, così si augura il tecnico, dal recupero di Dzeko, che ha avuto solo qualche minuto a Torino ma è l'unico che sembra in grado di poter incidere là davanti.

Difficile invece che recuperino gli altri infortunati (De Rossi e Lorenzo Pellegrini soprattutto). Attenzione, invece, all'arma Perotti, che può essere una variante negli sterili schemi offensivi attuali. È presto per ipotizzare la formazione anti-Sassuolo, ma l'argentino (più del connazionale Pastore, rimasto a guardare all'Allianz) potrebbe trovare più spazio con i neroverdi, valutando bene i minutaggi. Contro l'ex squadra di DiFra, sono quattro i pareggi e una vittoria per la Roma all'Olimpico, dove entrambe le squadre sono sempre andate a segno. La squadra di De Zerbi ha ottenuto 11 punti nelle prime 8 trasferte di questo campionato, un piccolo record in Serie A per il Sassuolo. Mentre la Roma, che nonostante il buio della crisi ha perso solo una (con la Spal) delle ultime 11 partite in casa, ha subito gol in tutte le ultime 9 partite di campionato (non arriva a 10 di fila da febbraio 2013, sotto la gestione Zeman, rilevato da Andreazzoli).