A due volti. Un primo tempo ai limiti della perfezione per la Roma, che pressa alta, concede poco, domina e chiude meritatamente in vantaggio. Prima di sciogliersi appena uscita dagli spogliatoi. Subito raggiunta, poi scomparsa dal campo, passata in svantaggio e salvata più volte dal suo fenomeno tra i pali. Poco. Maledettamente poco per scaldare i cuori dal gelo ucraino. Tutto rinviato all'Olimpico.

 IL MIGLIORE - ALISSON 7
La sorpresa ormai è vederlo raccogliere la palla in fondo al sacco. Para in tutti i modi: d'istinto; con riflessi straordinari; grazie al suo sensazionale senso della posizione, che fa sembrare agevoli anche interventi complicatissimi. Salva più volte un risultato che poteva essere ben più pesante e lascia alla Roma la possibilità - di fatto ancora raggiungibilissima - di giocarsi tutto nella sfida di ritorno in casa. A patto di riprendere dal primo tempo e non dallo scellerato secondo. Si avvita su Taison sotto l'incrocio, ribatte con la mano di richiamo sul tap in di Marlos a botta sicura. Forse ha perfino poteri taumaturgici, quando in pieno recupero quando l'incubo sta per materializzarsi, si tuffa su Peres che a sua volta compie una magia e tiene tutto ancora in sospeso. Clonatelo.

FLORENZI 5
In dubbio fino all'ultimo istante, viene schierato nonostante l'indisposizione. Ma può essere un alibi solo parziale: lo Shakhtar annichilito del primo tempo, all'inizio sfonda solo dalla sua parte. E nella ripresa dilaga lì, trovando il pareggio proprio su un suo buco.

MANOLAS 6
Funziona perfettamente (o quasi) fino al pareggio. In quella circostanza Florenzi non lo protegge adeguatamente, ma a sua volta lui non sostiene Ferreyra. Che infatti lo buggera e ci punisce. Poi è una continua sofferenza, ma il greco regge.

FAZIO 6
Di gran lunga il migliore del reparto, con una sola pecca. Grave. Quando in pieno recupero si fa beffare sulla linea di fondo, deve pensarci Peres a salvare risultato e - speriamo - qualificazione.

KOLAROV 5,5
Nella prima parte sembra tornato sui suoi standard d'inizio anno, duettando con Perotti sulla corsia mancina e mandando in bambola la difesa ucraina. Cala alla distanza, fin quasi a sparire.

DE ROSSI 6
Il Capitano è la consueta diga davanti alla difesa e costringe lo Shakhtar a dirottare ogni manovra sulla nostra parte debole (la destra). Ma in una ripresa improntata alla sofferenza arranca anche lui.

STROOTMAN 6
Ausilio prezioso di De Rossi nella chiusura delle linee di passaggio. Benino anche nel ribaltamento dell'azione, ma ancora un po' lento e scolastico in fase offensiva.

ÜNDER 6,5
Il periodo magico (almeno quello personale) continua. Ormai ogni palla che tocca sotto porta si trasforma in oro. L'intesa con Dzeko si affina sempre di più. Il paradosso è che sempre più spesso i due invertono i rispettivi ruoli, con il bosniaco a fungere da rifinitore e il turchetto a regalare felicità (sia pure parziale in questo caso). In più, cerca di sopperire alle mancanze difensive sulla destra. Ma quello non è il suo mestiere e si vede.

NAINGGOLAN 5
Non fosse per la cresta dal colore sgargiante, si faticherebbe a rintracciare la sua presenza. Che già è singolare per chiunque in un ottavo di Champions. Per lui diventa semplicemente un'iperbole.

PEROTTI 6,5
All'inizio del match sfonda a suo piacimento da sinistra, ritrovando il feeling dei bei tempi con Kolarov e sfornando assist a ripetizione. Quando la Roma si inabissa, lui tiene botta, fornendo anche una mano decisiva in copertura. Nel recupero viene mandato al tappeto da Taison, ma Collum non inanella la giusta decisione e ammonisce entrambi.

DZEKO 6
Un altro assist da 10. Inteso come rifinitore dai piedi sublimi e come passaggio squisito. Ma sta perdendo confidenza con la zona calda.

PERES 6,5
Sostituisce un malconcio Florenzi e allo scadere salva l'impossibile: il non-gol tiene ancora in vita la Roma.

GERSON 5,5
Poco incisivo nei 20 minuti finali: anche i suoi tiri sono fiacchi.

DEFREL s.v.
In campo per 7' più recupero.