Appello. La voce di Di Francesco si fa seria come quella di un professore. Schick? Fibrosi muscolare. Karsdorp? Legamento crociato. Emerson Palmieri? È con la Primavera. Nainggolan? Mister tranquillo, io sono presente. La risposta che voleva il tecnico. Il belga c'è. Pronto a scendere in campo per un derby con un sapore d'altri tempi, Olimpico esaurito o giù di lì,la testa della classifica a un tiro di vittoria o giù di lì. Non solo c'è, ma quasi sicuramente sarà pure in campo. Lo ha fatto capire piuttosto chiaramente Di Francesco nel corso della conferenza stampa quando ha sottolineato come gli sarebbe stato sufficiente avere un Radja all'ottanta per cento per mandarlo in campo nella formazione titolare. Aspettava soltanto la risposta nell'allenamento di rifinitura di ieri pomeriggio. Perché è vero che il belga all'inizio ha iniziato con un programma personalizzato, ma a un certo punto del lavoro si è aggregato al resto del gruppo facendo capire a tutti che il derby non l'avrebbe visto nel ruolo di semplice spettatore. Il recupero dal problema all'adduttore è stato completato, il dolore e pure un eventuale fastidio sono ridimensionati a uno spiacevole ricordo, ci sono insomma tutte le premesse perché anche il fattore rischio sia ridotto a zero. Del resto Nainggolan da quando era stato costretto a rientrare dal ritiro della nazionale belga in conseguenza del problema all'adduttore, non aveva mai fatto mistero che avrebbe fatto di tutto e di più per poter recuperare in vista della sfida contro la Lazio. Ha lavorato tutti i giorni avendo in testa l'idea di rispondere presente all'ultimo appello dell'allenatore. C'è riuscito, ora toccherà a Di Francesco fare la sua scelta. La cresta più amata dai romanisti, dunque, si prenderà il suo posto a centrocampo, più a destra che a sinistra solitamente, in un terzetto che sembra destinato a essere quello che tutti indicavano come titolare l'estate scorsa. Ovvero Daniele De Rossi, che giocherà il suo primo derby da capitano al cento per cento, e Strootman.

Almeno queste sono le indicazioni che filtrano da Trigoria, comunque non sufficienti per far dimenticare che Gonalons e Pellegrini non sono del tutto fuori dalla testa del tecnico. Con il recupero di Nainggolan, la formazione giallorossa sembra essere sin troppo scontata. Non c'è da fidarsi troppo, considerando a come ci ha abituato Di Francesco che spesso si è regalato il piacere di stupire con qualche scelta non prevista da nessuno. Qualche dubbio in ogni caso rimane. Nella linea difensiva c'è un ballottaggio tra Fazio e Juan Jesus come partner di Manolas che sembra sicuro di essere titolare. Un'eventuale (difficile) assenza di Immobile, spianerebbe definitivamente la strada a Fazio anche se l'argentino rimane comunque il favorito per essere il Comandante di una difesa che prevederà Florenzi sulla corsia destra e Kolarov su quella opposta. Si sono ridimensionati anche i dubbi a proposito dei due esterni offensivi che affiancheranno Dzeko. Il Faraone a destra e Perotti a sinistra sono decisamente favoriti rispetto a qualsiasi altra opzione che va da Defrel a Gerson, concludendosi (a notevole distanza) con il nome di Under. Tutto fatto, quindi? Sembrerebbe proprio di sì. A meno che Di Francesco non sia stato talmente bravo a nascondere le sue reali intenzioni, cioè quelle di sorprendere in qualche maniera Simone Inzaghi e la sua Lazio. In questo caso il nome a sorpresa che deve essere più gettonato non può che essere quello di Gerson. Il brasiliano è reduce dalla splendida prestazione di Firenze dove, con una doppietta, ha dato i suoi primi, concreti, segnali da giocatore vero. Può essere lui l'uomo a sorpresa di questo derby che avrà il profumo dello scudetto. Perché chi lo vincerà, legittimerà anche il sogno più ambizioso

ROMA (4-3-3): Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; El Shaarawy, Dzeko, Perotti.
LAZIO (3-4-2-1): Strakosha; Bastos, de Vrij, Radu; Marusic, Parolo, Lucas, Lulic; Luis Alberto, Milinkovic; Immobile.